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Charles Martinet, così è diventato Mario per caso

Charles Martinet rivela di essersi presentato al provino senza sapere nulla di Nintendo, improvvisando la voce che avrebbe segnato il personaggio

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Charles Martinet, così è diventato Mario per caso
Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Staff Writer @SpazioGames

Pubblicato il 05/02/2026 alle 14:10

La notizia in un minuto

  • Charles Martinet si presentò all'audizione per Mario senza conoscere Nintendo né il personaggio, improvvisando una voce gentile e giocosa per evitare stereotipi negativi sull'idraulico italiano
  • L'attore ha dato voce a Mario per quasi tre decenni, da Super Mario 64 (1996) fino al 2023, quando Kevin Afghani ha preso il suo posto a partire da Super Mario Bros. Wonder
  • Oggi Martinet ricopre il ruolo di Mario Ambassador per Nintendo e ha doppiato il padre di Mario nel film, rappresentando un passaggio di testimone simbolico

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Il mondo dei videogiochi deve una delle sue voci più iconiche a un colpo di fortuna e a una filosofia creativa tanto semplice quanto geniale.

Charles Martinet, l'attore che per quasi tre decenni ha dato voce a Mario in innumerevoli titoli Nintendo, ha recentemente svelato i retroscena della creazione di quei celebri "wahoo" e "let's-a-go" che hanno accompagnato generazioni di giocatori.

La rivelazione è tanto sorprendente quanto affascinante: Martinet si è presentato all'audizione senza sapere nulla di Nintendo, né tantomeno del personaggio che avrebbe reso immortale. Una casualità che ha cambiato per sempre la storia del gaming.

In un'intervista rilasciata a GamingBible, Martinet ha raccontato di essersi letteralmente imbucato all'audizione per il ruolo di Mario molti anni fa, completamente all'oscuro sia del franchise che dell'azienda nipponica.

Le istruzioni ricevute furono tanto lapidarie quanto stimolanti: "Mi dissero semplicemente di iniziare a parlare, e quando non avrai più nulla da dire, la tua audizione sarà finita". Una sfida che l'attore accolse con spirito creativo e un preciso principio guida.

La scelta vocale di Martinet si rivelò rivoluzionaria proprio perché andava controcorrente rispetto agli stereotipi dell'epoca. "Non volevo che un idraulico italiano suonasse burbero, cattivo, sgradevole o spaventoso per i bambini, come un membro della mafia", ha spiegato l'attore.

Pur non sapendo se il pubblico di riferimento sarebbe stato composto da bambini, Martinet ha applicato il suo principio personale della comicità: essere sempre gentile. Il risultato fu quella voce acuta, energica e giocosa che tutti conosciamo.

L'approccio istintivo di Martinet si rivelò perfetto per il mondo videoludico. Senza alcuna conoscenza pregressa dei videogame, l'attore improvvisò parlando di cibo e creando spontaneamente quel tono scanzonato che avrebbe definito il personaggio di Mario per i successivi trent'anni.

Una performance che partì da Super Mario 64 nel 1996 e si concluse nel 2023, quando Nintendo annunciò il passaggio di testimone a Kevin Afghani a partire da Super Mario Bros. Wonder.

Il contributo di Martinet al franchise ha trasceso il semplice doppiaggio, diventando parte integrante dell'identità stessa di Mario. L'attore ha espresso profonda gratitudine per l'opportunità di "portare quella gioia nelle vite di bambini e adulti", definendo l'esperienza un "enorme onore".

Le testimonianze dei fan che gli raccontano di essere cresciuti giocando ai titoli di Mario insieme a genitori, nonni e ora ai propri figli rappresentano per lui momenti di "gioia indescrivibile".

Dopo il ritiro dal ruolo principale, Martinet ha assunto la posizione di Mario Ambassador per Nintendo, continuando a rappresentare il brand in veste ufficiale.

Il suo ultimo contributo vocale al franchise è arrivato con un cameo particolarmente toccante nel film The Super Mario Bros. Movie, dove ha doppiato il padre di Mario e Luigi.

Il personaggio appare in diverse scene ambientate a Brooklyn, pronunciando la celebre battuta "That's my boys!" che ha scaldato il cuore dei fan di lunga data.

Fonte dell'articolo: www.eurogamer.net

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