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Pro
- Conversione solida, anche in modalità portatile.
- Touch Screen e modalità mouse efficaci.
- L'esperienza resta completa nonostante i compromessi tecnici.
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Contro
- Abbonamento Switch 2 aggiuntivo per chi gioca su altre piattaforme.
- Circa 117 GB occupati nella memoria della console.
- Il frame rate in modalità Docked è parecchio instabile.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Avere Eorzea sempre con se cambia concretamente il modo in cui si affronta un gioco di queste dimensioni e il supporto a touch screen e modalità mouse rendono l’esperienza semplicemente fenomenale sul fronte della Quality of Life. Il problema più grosso è l'abbonamento aggiuntivo per chi arriva da PS5 o PC, visto che oltre al costo di console e gioco si aggiunge un ulteriore dazio che potrebbe allontanare proprio il target di riferimento di questo porting. Rimane, però, uno dei Final Fantasy migliori sul mercato, oltre che un MMO incredibilmente ricco di contenuti e cose da fare, trasposto in una delle conversioni più convincenti da molti anni a questa parte.
Informazioni sul prodotto
Dopo aver passato anni a considerare Final Fantasy XIV uno di quei giochi che richiedono inevitabilmente una postazione fissa, trovarmelo davanti sullo schermo di Nintendo Switch 2 è stato straniante. Non perché l'idea fosse tecnicamente impossibile, alla fine con qualche sacrificio si poteva giocarlo su PC handheld, ma perché Final Fantasy XIV, per come è concepito, è sempre risultato tutt'altro che adatto alle dimensioni di una console portatile.
Eppure, dopo averlo giocato per diversi giorni soprattutto in modalità portatile, è indubbio che Square Enix abbia lavorato al meglio, non limitandosi a creare un “semplice” porting ma investendo la maggior parte degli sforzi per offrire un'esperienza utente che favorisca un formato tanto compatto come quello di un display da 8 pollici.
Il risultato finale è un porting sorprendentemente solido, capace di rispondere a tutti quei giocatori che vorrebbero portarsi il gioco dappertutto senza dover per forza avere al seguito un PC o una console.
Per arrivare a questo risultato, però, si deve accettare qualche compromesso e, soprattutto, c'è un piccolo dettaglio economico che rischia di pesare molto più dei compromessi tecnici per molti giocatori.
Perché Final Fantasy XIV è così importante
Final Fantasy XIV non è semplicemente uno dei tanti MMO disponibili sul mercato. È uno dei progetti più importanti nella storia recente di Square Enix che, dopo un debutto tutt'altro che memorabile, è riuscito a trasformarsi in uno dei MMORPG più longevi e apprezzati a livello globale, capace di tenere testa costantemente a quell'altro colosso che risponde al nome di World of Warcraft.
Sono passati più di dieci anni dal suo rilancio e il gioco continua a espandersi, con una nuova espansione, Evercold, attesa per gennaio 2027. Il suo punto di forza maggiore, almeno secondo me, è l'enorme versatilità che offre ai suoi giocatori.
Non si parla dell'ovvia possibilità di poter avere il proprio personaggio su più piattaforme, quanto più del sistema dei Job, che permette di affrontare contenuti e ruoli differenti senza ricominciare tutto da capo quando si vuole sperimentare.
È una filosofia che rende Final Fantasy XIV particolarmente adatto a chi, come me, non ha molto tempo per ripetere le lunghe, e tediose, fasi iniziali di un titolo così vasto e preferisce investire tutto su un unico personaggio.
Anche perché prima di essere un MMO, è uno dei migliori Final Fantasy mai realizzati (sia per trama che per contenuti), con oltre 170 ore di contenuti giocabili in solitaria fruibili, con la giusta dedizione, sfruttando la prova gratuita di un mese, e quindi senza dover sottoscrivere alcun tipo di abbonamento.
Non è un gioco da consumare e archiviare; è un piccolo universo in espansione che se vi cattura con la sua storia principale, potrebbe non lasciarvi più per molto, moltissimo tempo.
Ed è proprio per questo che portarlo su Switch 2 ha senso: la console Nintendo gli permette finalmente di diventare quel compagno nel quotidiano che molti giocatori di vecchia data sognavano da tempo.
Come si comporta su Nintendo Switch 2?
La prima cosa che mi ha colpito è stata proprio la naturalezza dell'esperienza portatile. In modalità handheld Final Fantasy XIV gira a 30 fps, una limitazione necessaria ma che per il tipo di esperienza, comunque compassata, non risulta invalidante, nemmeno nelle situazioni più caotiche, e non avrei mai pensato di arrivare ad approvare la scelta dei 30 fps per una produzione che esce nel 2026.
In modalità dock, invece, la situazione è molto più complessa. Teoricamente con il frame rate sbloccato si potrebbe arrivare a 60 fps, ma è un evento più unico che raro. Nelle aree affollate si toccano costantemente i 30 fps (anche meno in rarissime occasioni ma Square sta già lavorando a un'ulteriore patch correttiva per stabilizzare le prestazioni), mentre nelle situazioni meno ricolme di personaggi attivi, il titolo sta nella forbice dei 40/50 fps.
Come per la modalità handheld, i 30 fps non sono invalidanti, alla fine sembra di tornare a quando lo si giocava su PS4, ma è indubbio che se si ha a disposizione un'altra piattaforma “fissa” sulla quale fruire di Final Fantasy XIV, il consiglio è di optare per quella.
Difatti, per ottenere un risultato del genere, il prezzo da pagare è soprattutto visivo. Le texture sono meno definite, gli elementi in lontananza mostrano qualche fenomeno di shimmering e il draw distance è più contenuto rispetto alle versioni per PC e console.
Non siamo di fronte a un disastro, né dinnanzi a una versione pesantemente downgradata. Anzi, in mobilità questi compromessi risultano molto più che accettabili, ma è ovvio che su uno schermo di grosse dimensioni risultino evidenti e poco eleganti.
La scelta migliore, forse, sarebbe stata quella di bloccare il framerate a 30 fps in entrambe le modalità, migliorando la resa visiva quando si decide di giocare sul “grande schermo”, ma non è detto che Square non opti per questa decisione in seguito ai numerosi feedback che sta raccogliendo dagli utenti.
Rimane il fatto che sorprende quanto poco il gioco sembri soffrire durante i momenti più concitati. Nei combattimenti pieni di effetti e animazioni, Switch 2 riesce a mantenere una resa sorprendentemente stabile. È qui che il lavoro di adattamento di Square Enix diventa davvero evidente.
Interessantissimo, invece, il supporto al mouse mode dei Joy-Con 2, che permette di gestire il puntatore e selezionare più comodamente determinati elementi. Personalmente continuo a preferire il controller (più che altro per via della memoria muscolare accumulata nel corso degli anni), ma è indubbio che si tratti di un'implementazione ben confezionata e dannatamente utile per molti giocatori.
La vera sorpresa, però, è la compatibilità con il touch screen, capace di stravolgere l'esperienza in portatile accelerando una serie di dinamiche e rivelandosi molto più naturale di quanto ci si potrebbe aspettare. Non era scontata la sua implementazione, né tantomeno che venisse introdotta in maniera sensata, ma Square ha lavorato davvero bene per rendere quasi unico questo porting, conferendogli una serie di punti a favore capaci di far dimenticare i necessari compromessi sul versante tecnico.
Questo porting, però, non è perfetto. Innanzitutto lo spazio richiesto è un'enormità per la memoria interna della console. Parliamo di circa 117 GB, e considerando che si tratta di un titolo in costante espansione, potrebbe diventare complesso per chi vuole installare più giochi sulla propria Switch 2.
Dopodiché, per quanto touch e mouse siano ben implementati, anche se importerete i vostri settaggi da PC o console, preparatevi a dedicare un'oretta abbondante al ridimensionamento dell'interfaccia. Sembra una banalità, ma dedicarsi a risistemare tutto risulterà vitale se vorrete ritrovare la stessa comodità delle controparti “fisse”, anche se un po' fa storcere il naso che Square non ci abbia pensato preventivamente considerando che verrà fruito per lo più in mobilità.
Ne vale la pena?
E poi c'è l'abbonamento. Questo è, senza dubbio, il difetto più difficile da digerire. L'abbonamento principale di Final Fantasy XIV non viene condiviso tra PlayStation 5/PC e Switch 2: per giocare sulla console Nintendo è necessario aggiungere un secondo abbonamento, disponibile a metà prezzo per chi ne possiede già uno.
È una scelta che, tradotta in cifre, rende la versione Switch 2 molto più difficile da digerire per chi aspettava come il messia questa controparte portatile, specialmente considerando che l'abbonamento per PC e PlayStation era condivisibile senza ulteriori richieste monetarie.
Ed è un vero peccato perché Final Fantasy XIV per Switch 2 è un sogno che si avvera per i giocatori di lunga data, ma considerando l'esborso richiesto fra console, copia del gioco e abbonamento aggiuntivo, il rischio è che venga considerato solo da chi possiede esclusivamente l'ibrida di Nintendo, i quali però verranno comunque afflitti dall'enorme spazio di archiviazione richiesto dal gioco.
Un vero peccato perché siamo di fronte a un porting realizzato con estrema cura e maestria, capace di bilanciare compromessi e punti di forza per liberare dai vincoli domestici uno degli MMO migliori in commercio, oltre che uno dei Final Fantasy più belli mai realizzati da parecchi anni a questa parte. Se invece Switch 2 sarà la vostra unica piattaforma, il problema praticamente scompare.