Shawn Layden, ex CEO di Sony Interactive Entertainment America, ha criticato gli sviluppatori che puntano a costruire soprattutto ciò che immaginano possa diventare un successo. Durante un'intervista, l'ex dirigente PlayStation ha contrapposto questo approccio ai progetti che nascono da un'idea personale, sostenuta dalla determinazione di chi vuole trasformarla in un videogioco.
Il bersaglio delle sue osservazioni è la scelta di partire dal risultato commerciale atteso. Nel descrivere il comportamento di alcuni team, Layden ha esitato a usare un termine che suggerisse un atteggiamento compiacente verso il pubblico, giudicandolo forse troppo duro. Ha comunque indicato una tendenza a realizzare il prodotto che si ritiene destinato a imporsi sul mercato.
Il suo termine di confronto è il coinvolgimento creativo di chi sente il bisogno di realizzare una propria idea. Per descriverlo, ha evocato uno sviluppatore con un gioco talmente presente nella mente da non riuscire a dormire senza lavorarci: un'immagine con cui ha espresso la spinta personale alla base di quel tipo di progetto.
Nel passaggio dedicato alle aziende, l'ex dirigente ha distinto Rockstar e Take-Two dagli altri operatori a cui rivolgeva le sue critiche. A suo giudizio, le due società sanno quello che stanno facendo. Il riferimento è rimasto circoscritto alle aziende, senza associare questa valutazione a un gioco specifico o a un nuovo annuncio.
Layden ha però accompagnato il richiamo alla passione con una richiesta precisa: anche la visione artistica deve ricevere una guida. La libertà di portare avanti un'idea, nella sua posizione, richiede quindi figure capaci di orientare il lavoro. Ha espresso questo punto parlando della necessità di mantenere dei responsabili a presidio del progetto.
Per spiegare la richiesta, ha richiamato giochi senza argini creativi arrivati sul mercato suscitando in lui perplessità sulle scelte compiute. Ha scelto di non nominarli, ma ha descritto la propria reazione come una domanda su cosa avessero pensato gli autori durante lo sviluppo. È a questi casi che ha associato la necessità di supervisione.
Le dichiarazioni si aggiungono alle sue osservazioni sulle strategie aziendali: l'ex dirigente ha anche invitato XBOX a scegliere una direzione. Questa volta il suo intervento riguarda invece le motivazioni con cui vengono avviati i progetti e il ruolo di chi ne accompagna lo sviluppo.