Con Halloween alle porte, una domanda torna puntuale: qual è il videogioco capace di spaventare più di tutti? Una nuova analisi firmata da Power Up Gaming prova a rispondere affidandosi direttamente alle parole dei giocatori. Lo studio ha preso in esame quasi 579.000 recensioni Steam relative a 146 tra i titoli horror più recensiti, cercando termini e reazioni associati alla paura.
Il risultato premia The Mortuary Assistant, horror indipendente del 2022 ambientato in un'impresa di pompe funebri. Su 5.439 recensioni analizzate, il 49,2% contiene parole come “spaventoso”, “terrificante” o riferimenti a notti insonni. Quasi un giocatore su due, dunque, ha descritto l'esperienza attraverso un lessico legato esplicitamente al terrore.
Il gioco mette il pubblico nei panni di una giovane imbalsamatrice impegnata in un turno notturno tutt'altro che ordinario. Tra procedure mortuarie da completare ed entità demoniache da identificare e bandire, la routine professionale si trasforma rapidamente in una prova di nervi. Proprio la combinazione tra gesti quotidiani, isolamento e minaccia imprevedibile sembra aver lasciato il segno nelle recensioni.
Alle spalle del vincitore troviamo Visage, indicato con termini legati alla paura dal 48,3% delle 5.322 recensioni esaminate. L'avventura psicologica conduce in una casa suburbana segnata da tragedie e presenze ostili, senza offrire armi con cui sentirsi davvero al sicuro. Il distacco dalla prima posizione è inferiore a un punto percentuale.
Terzo posto per Layers of Fear del 2016, che raggiunge il 42,8% su 9.459 recensioni. La discesa nella mente di un pittore tormentato, dentro una dimora vittoriana che muta di continuo, precede Spooky's Jump Scare Mansion: il suo contrasto tra un'estetica inizialmente innocua e creature sempre più inquietanti vale il quarto posto con il 41,8%.
In quinta posizione si colloca Amnesia: The Dark Descent, citato in termini di paura dal 37,1% di 9.044 recensioni. Il classico di Frictional Games continua quindi a dimostrare quanto l'impotenza del protagonista, la gestione della sanità mentale e l'esplorazione al buio possano conservare intatta la propria efficacia anche molti anni dopo il debutto.
Il sesto posto appartiene a Five Nights at Freddy's 4, unico episodio della celebre serie entrato nella top ten. Il 37% delle 8.692 recensioni analizzate ricorre a espressioni legate alla paura: qui il terrore nasce soprattutto dall'ascolto, perché il giocatore deve riconoscere i suoni degli animatroni e reagire prima che raggiungano la stanza.
Demonologist segue al settimo posto con il 35,9%. L'indagine paranormale cooperativa sfrutta l'incertezza e la necessità di riconoscere l'entità che infesta ogni scenario. Ottava posizione invece per ROUTINE, horror fantascientifico ambientato in una base lunare retrofuturistica, che raggiunge il 33,5% su 5.295 recensioni.
La saga Amnesia torna anche in nona posizione con A Machine for Pigs, fermo al 32,1%. Chiude la classifica Darkwood con il 31,4%: il survival horror alterna l'esplorazione diurna di una foresta ostile alla difesa notturna del rifugio, facendo dell'informazione limitata una delle sue principali fonti di tensione.
Atmosfera e vulnerabilità restano elementi centrali anche nell'horror contemporaneo. In questa direzione si muovono pure progetti ispirati ai classici, come Phase Zero e il suo omaggio all'era della prima PlayStation, a conferma di quanto il genere continui a reinventare linguaggi già familiari.
Per costruire la graduatoria, la ricerca ha cercato nelle recensioni in inglese, spagnolo e portoghese parole come “scary”, “terrifying”, “frightening” ed “eerie”, insieme a reazioni quali jump scare, batticuore, incubi o difficoltà a dormire. Le espressioni negative, come “non fa paura”, sono state escluse; la percentuale deriva dal rapporto tra le recensioni con almeno un termine di paura confermato e il campione analizzato per ogni gioco.
Chris Mawson, fondatore di Power Up Gaming, osserva che i dieci titoli ottengono risultati simili attraverso strategie molto diverse. Alcuni obbligano ad ascoltare e anticipare una minaccia, altri riducono informazioni e controllo, mentre produzioni più atmosferiche costruiscono la tensione con l'esplorazione. La presenza di giochi usciti in epoche differenti suggerisce inoltre che un buon meccanismo di paura possa resistere a lungo.
Il dato non stabilisce in senso assoluto quale sia l'horror più terrificante per ogni persona: misura quanto spesso i giocatori hanno usato un determinato vocabolario nelle proprie recensioni. Resta però un indicatore interessante della traccia lasciata da queste esperienze, e il quasi 50% raggiunto da The Mortuary Assistant racconta un consenso raro su ciò che riesce davvero a mettere a disagio.