Desktop Explorer porta l’orrore all’interno di un computer ispirato agli anni Novanta. Il gioco adotta l’aspetto di un sistema che richiama chiaramente Windows 95, pur senza identificarlo esplicitamente con la piattaforma Microsoft, e trasforma cartelle, programmi e finestre sovrapposte negli ambienti di una vera indagine.
Al centro del mistero horror c’è una macchina lasciata al protagonista da suo zio, la cui mente è ormai confusa. Il contenuto del dispositivo nasconde indizi sulle vicende nelle quali l’uomo era coinvolto, insieme a documenti protetti che permettono di ricostruire gradualmente gli eventi e approfondire il segreto alla base della storia.
Per proseguire bisogna esplorare il sistema operativo fittizio, collegare gli elementi raccolti e trovare le password necessarie ad aprire i file protetti. Le risorse a disposizione aumentano durante l’avventura: nuovi programmi si aggiungono alla scrivania virtuale e ciascuno può offrire gli strumenti richiesti per superare un particolare rompicapo.
L’interfaccia riproduce un’epoca informatica precedente alla diffusione di applicazioni cloud e ambienti chiusi. La navigazione avviene attraversando alberi di cartelle, osservando file e sperimentando con una suite di software d’epoca. Anche il browser dei file e le sue opzioni diventano quindi parti attive degli enigmi, anziché semplici elementi decorativi.
Il computer, però, è infestato. I primi segnali assumono la forma di file corrotti, ma la situazione si fa progressivamente più inquietante attraverso crash improvvisi, simboli insoliti e volti che appaiono dietro le finestre accumulate sullo schermo. I fenomeni soprannaturali emergono così direttamente dall’interfaccia usata per condurre l’indagine.
La progressione alterna più rompicapi immediati a passaggi che richiedono di esaminare con maggiore attenzione tutti i programmi disponibili. Alcune soluzioni dipendono da funzioni tipiche dell’informatica degli anni Novanta, costringendo il giocatore a sperimentare con la macchina virtuale e a comprendere il ruolo di strumenti inizialmente poco chiari.
La pagina Steam anticipa inoltre enigmi ancora più elaborati, compresa la possibilità di attivare una connessione a Internet all’interno del gioco e integrare risultati provenienti dal web nella risoluzione dei puzzle. L’esplorazione non rimane quindi confinata ai dati già archiviati sul computer dello zio, ma si estende progressivamente oltre i confini del desktop simulato.