Grand Theft Auto VI avrà interni superiori «di un ordine di grandezza» rispetto ai precedenti giochi dello studio. A dichiararlo è Aaron Garbut, co-responsabile di Rockstar North, che ha raccontato il lavoro sugli ambienti esplorabili e alcuni degli incontri possibili entrando nelle abitazioni del nuovo capitolo della serie.
Le dimensioni annunciate riguardano anche l'estensione complessiva: Rockstar descrive una mappa grande quasi quanto quelle di Grand Theft Auto IV, Grand Theft Auto V e Red Dead Redemption 2 sommate. Nella costruzione del mondo, lo studio punta sul contributo degli sviluppatori per affiancare alla superficie una maggiore densità di dettagli.
Garbut estende questa cura anche ai vicoli secondari, che descrive come altrettanto ricchi e interessanti rispetto agli altri luoghi. «Puoi andare ovunque, in un punto qualsiasi, e tantissime persone hanno riflettuto su quel luogo», spiega. Il suo racconto riguarda quindi anche gli spazi che un giocatore può raggiungere scegliendo una direzione casuale durante l'esplorazione.
Lo stesso responsabile afferma di scoprire ancora cose nuove, nonostante abbia trascorso anni a esplorare il gioco durante lo sviluppo. La testimonianza arriva dunque da una persona che ha seguito a lungo la realizzazione degli ambienti e che continua a imbattersi in particolari che non aveva individuato nelle precedenti sessioni.
La promessa di poter raggiungere luoghi apparentemente lontani richiama un precedente della comunicazione di The Elder Scrolls V: Skyrim. Presentando il gioco, Todd Howard aveva sottolineato che una montagna visibile all'orizzonte non fosse un semplice fondale: il giocatore avrebbe potuto percorrerla fino alla cima.
Nelle case descritte compaiono invece tracce della vita degli abitanti: fotografie alle pareti, oggetti e disordine distribuiti tra soggiorni e cucine. Sono abitazioni arredate per suggerire una storia e la presenza di qualcuno, con particolari domestici che accompagnano l'ingresso nelle stanze e danno alla visita il carattere di un'intrusione in uno spazio privato.
Garbut porta un esempio preciso: entrando in un'abitazione ha notato alcune immagini del cane di famiglia, per poi trovare lo stesso animale nella stanza successiva. Il cane, lasciato solo dal proprietario, aveva devastato l'ambiente. Il responsabile descrive una casa sottosopra, con escrementi in un angolo e tracce sparse sul pavimento: una situazione collegata all'animale ritratto nelle fotografie appena osservate.