XBOX Game Pass torna al centro del dibattito, ma questa volta non per i nuovi giochi gratis aggiunti al servizio. A far discutere sono i numeri legati al rincaro del 2025: secondo quanto dichiarato da Matthew Ball, analista dell'industria e nuovo chief strategy officer di XBOX, il servizio avrebbe perso milioni di abbonati nei mesi successivi all'aumento dei prezzi.
Il passaggio chiave riguarda il cambio applicato a ottobre 2025, quando Game Pass Ultimate era salito del 50%, passando da 19,99 dollari a 29,99 dollari al mese. Una variazione molto pesante per la fascia più completa dell'abbonamento, quella che Microsoft ha sempre usato come punto di riferimento per spingere il valore complessivo dell'ecosistema XBOX su console, cloud e PC.
La dichiarazione di Ball aiuta a leggere con maggiore chiarezza la successiva retromarcia di Microsoft. L'azienda ha infatti abbassato i prezzi del servizio, pur senza riportarli esattamente ai livelli precedenti: Game Pass Ultimate costa ora 22,99 dollari al mese, cifra più bassa rispetto al picco raggiunto nel 2025 ma ancora superiore al vecchio listino.
Il taglio non è arrivato senza conseguenze per gli abbonati. Microsoft ha modificato anche una delle promesse più forti legate al catalogo: i nuovi Call of Duty non arriveranno più su Game Pass al lancio, ma saranno aggiunti circa un anno dopo l'uscita. È un cambiamento importante, perché la serie Activision era diventata uno dei simboli del peso commerciale dell'abbonamento dopo l'acquisizione da parte di Microsoft.
La stessa Asha Sharma, CEO di XBOX, aveva ammesso che i prezzi erano troppo alti. Dopo la riduzione, nel mese di maggio, la dirigente ha spiegato che le acquisizioni di nuovi utenti erano cresciute e che la fidelizzazione era migliorata, definendo il risultato un primo passo positivo. In parallelo, il servizio continua comunque ad aggiornare il catalogo: il tema si collega anche alle ultime sorprese gratis arrivate su Game Pass Premium, segno che Microsoft non ha smesso di lavorare sulla percezione del valore.
Il dato sugli abbonati persi pesa perché arriva in una fase delicata per Microsoft. Dopo anni in cui XBOX ha spinto molto sul modello in abbonamento, la società sta provando a riequilibrare prezzo, uscite first-party e attrattiva del catalogo. La riduzione del costo mensile indica che la soglia psicologica raggiunta nel 2025 aveva creato più attrito del previsto.
Il quadro che emerge è quello di un servizio ancora centrale nella strategia XBOX, ma costretto a correggere la rotta. Game Pass resta uno degli strumenti più riconoscibili dell'ecosistema Microsoft, ma il caso del rincaro mostra quanto sia sensibile l'equilibrio tra prezzo, giochi gratis percepiti dagli abbonati e grandi uscite disponibili fin dal lancio.