Il percorso di trasformazione di Kyle Crane in Dying Light: The Beast va ben oltre un semplice restyling estetico. Dopo oltre dieci anni di prigionia e torture, il protagonista del primo capitolo riemerge come una figura segnata nel profondo: ogni cicatrice racconta una storia, ogni dettaglio del suo aspetto riflette gli orrori subiti.
Un nuovo video documentario di Techland mostra come il trauma sia stato trasformato in elemento narrativo visibile.
L’approccio del team polacco si fonda sulla rappresentazione fisica della dualità che oggi definisce Crane. Il lato sinistro simboleggia la sua umanità residua, con riferimenti al passato come l’orologio del primo Dying Light e la collana di Jade avvolta al polso. Il lato destro, invece, incarna l’oscurità: una cicatrice attraversa metà del volto e un occhio corrotto testimonia le mutazioni subite.
Questa dicotomia non riguarda solo l’aspetto esteriore, ma ogni elemento del design. Nulla è stato lasciato al caso: vestiti, accessori e persino la radio che accompagna Crane riflettono la sua storia.
La batteria del walkie-talkie, ad esempio, inizia completamente carica e si scarica progressivamente fino a esaurirsi alla fine del gioco, un dettaglio pensato per scandire la sua parabola narrativa.
Il nuovo modello del protagonista ha richiesto numerose iterazioni, con gli sviluppatori impegnati a immaginare quali esperimenti potesse aver subito e quali tracce avrebbero lasciato. Tra i segni più riconoscibili figura la cicatrice dello scontro finale con Rais, un richiamo diretto al primo capitolo che lega il passato al presente.
Anche il sistema di animazioni è stato rivisto con attenzione. Pur senza replicare quelle originali, gli animatori hanno preso ispirazione dal primo Dying Light per riflettere la memoria muscolare e lo stile di combattimento di Crane, mantenendo coerenza con la sua identità.
Il documentario rappresenta solo il primo capitolo di un percorso di approfondimento che Techland intende condividere con la community.
Dying Light: The Beast sarà disponibile dal 19 settembre su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, con le versioni old-gen previste in seguito. L’attenzione maniacale ai dettagli lascia presagire un’esperienza capace di sorprendere anche i veterani della serie.