Clair Obscur: Expedition 33 continua a sorprendere anche lontano dallo schermo, grazie a una curiosità emersa direttamente dal codice sorgente del gioco. Gli sviluppatori di Sandfall Interactive hanno infatti lasciato messaggi, note esplicative e perfino link a Wikipedia per chiarire l’origine di alcuni dei nomi più strani e apparentemente senza senso dei nemici incontrati durante l’avventura.
Dopo aver lasciato i giocatori spiazzati con un finale narrativo imprevedibile, il titolo torna a far parlare di sé per l’attenzione maniacale ai dettagli. Molti fan si sono chiesti nel tempo da dove arrivassero i nomi di Nevron e Gestrals, spesso bizzarri e difficili da interpretare. La risposta, a quanto pare, era nascosta sotto il cofano.
Grazie a un post su Reddit pubblicato dall’utente Responsible-Race-575, sono emersi frammenti di codice contenenti descrizioni testuali associate a ogni creatura. Ogni file include informazioni come nome, genere e contesto, spesso accompagnate da riferimenti culturali o linguistici di origine francese. Un esempio emblematico è Ono-Puncho, Gestral che richiama apertamente One Punch Man, con tanto di link diretto alla relativa pagina Wikipedia.
Altri casi sono più funzionali che ironici. Volester viene spiegato come una combinazione che parte da “vol”, ovvero “volare”, a indicare un nemico volante, mentre il resto del nome non ha un significato specifico. Abbest deriva invece da “abbé”, abate, e condivide il tema religioso con Evêque, che in francese significa vescovo. Alcuni nomi sono ancora più diretti: Licorne è semplicemente “unicorno”, mentre Potier identifica un nemico che combatte usando vasi.
Persino uno dei nemici più odiati dai giocatori, Petank, nasconde un riferimento preciso. Nel codice è presente un link al gioco francese Pétanque, in cui l’obiettivo è lanciare delle bocce il più vicino possibile a un bersaglio, un chiaro parallelismo con il comportamento dell’avversario in Clair Obscur.
Un dettaglio che rafforza ulteriormente l’identità dell’opera e dimostra quanto Sandfall Interactive abbia curato ogni aspetto del proprio mondo, anche quelli invisibili ai più.