Clair Obscur: Expedition 33 ha ufficialmente riscritto la storia dell’industria videoludica. A poco più di tre settimane dall’inizio del 2026, il titolo sviluppato da Sandfall Interactive ha superato Elden Ring, diventando il gioco con il maggior numero di premi Game of the Year mai assegnati. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava semplicemente irraggiungibile.
Secondo il tracciamento costantemente aggiornato di ResetEra, Clair Obscur: Expedition 33 ha oltrepassato quota 435 premi GOTY, battendo il record stabilito da Elden Ring nel 2022 e superando anche il precedente primato di The Last of Us Part II. Un risultato che arriva nonostante il 2025 sia stato un anno straordinariamente competitivo, ricco di produzioni di altissimo livello.
Il dato impressiona soprattutto per la velocità con cui è stato raggiunto. Già allo scoccare del nuovo anno, Expedition 33 era secondo nella classifica storica; nel giro di pochi giorni ha continuato a collezionare riconoscimenti, superando prima quota 400 e poi stabilendo il nuovo record assoluto. E non è ancora finita: numerose premiazioni devono ancora essere assegnate, segno che il totale finale è destinato a salire ulteriormente.
Alle sue spalle, la concorrenza appare quasi simbolica. Kingdom Come: Deliverance II segue con 38 premi, mentre Hollow Knight: Silksong si ferma a 22. Titoli come Donkey Kong Bananza, Hades II e Blue Prince avrebbero probabilmente dominato qualsiasi altro anno, ma si sono trovati a competere contro un autentico colosso critico.
Va inoltre ricordato che il percorso di Clair Obscur: Expedition 33 non è stato privo di intoppi. Uno dei premi GOTY è stato revocato a seguito delle polemiche legate all’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa durante lo sviluppo. Un episodio che, paradossalmente, rende il risultato finale ancora più clamoroso: anche sottraendo riconoscimenti, il gioco resta irraggiungibile.
Clair Obscur: Expedition 33 non è solo un caso di successo. Dimostra che il pubblico e la critica sono ancora pronti a premiare opere ambiziose, dense di significato e capaci di parlare il linguaggio della maturità. Qui non vince la forza del mito o del marchio, ma la visione, il coraggio e la coerenza artistica.