Criterion è sempre più legata al futuro di Battlefield. Lo studio britannico, associato per anni alle corse arcade e alla serie Burnout, viene ormai presentato nell'orbita di Battlefield Studios, la struttura con cui Electronic Arts ha riunito più team attorno al suo sparatutto militare.
La nuova identità, sintetizzata dalla dicitura Criterion: A Battlefield Studio, conferma una direzione già avviata da tempo. EA aveva inserito il team di Guildford nel gruppo dedicato alla serie, accanto a DICE, Ripple Effect e Motive, con l'obiettivo di costruire una visione comune per i prossimi capitoli.
Nel materiale ufficiale di Battlefield Studios, Criterion viene indicata come un partner centrale grazie al lavoro svolto su Battlefield 1, Battlefield V e Battlefield 2042. Il collegamento con Battlefield non nasce quindi dal nulla: il team ha già contribuito a più episodi della serie prima di diventare parte stabile del progetto più ampio.
Il passaggio pesa però anche per ciò che Criterion rappresenta fuori dagli sparatutto. Lo studio ha costruito una parte importante della propria reputazione con Burnout, in particolare con Burnout 3: Takedown, e con diversi capitoli di Need for Speed. Nel suo passato rientrano anche Black, Star Wars Battlefront e la tecnologia RenderWare, motore usato da numerosi giochi nell'era PlayStation 2, XBOX e GameCube.
Nel trentennale della sua attività, la dirigenza ha ricondotto la longevità dello studio soprattutto alle persone e alla capacità di adattarsi ai cambiamenti dell'industria. Rebecka Coutaz, general manager di Criterion e DICE, ha indicato nel talento interno, nella cultura britannica del team e nella presenza di nuove posizioni aperte alcuni segnali della fiducia riposta nel futuro dello studio.
Per gli appassionati di corse, il punto più delicato resta l'assenza di un nuovo annuncio legato a Burnout. EA ha già affermato in passato di non voler chiudere la porta a Need for Speed, ma la maggior parte delle energie di Criterion è stata spostata sulla serie bellica, riducendo la visibilità immediata dei suoi franchise racing.
Il risultato è un cambio di percezione netto: Criterion non viene più letta solo come la casa di 30 anni di giochi di guida, ma come uno degli studi incaricati di sostenere la prossima fase di Battlefield. L'eredità di Burnout resta nel suo catalogo, mentre il lavoro quotidiano guarda alla guerra su larga scala di EA.