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No Straight Roads | Recensione – Mayday e Zuke vs. the World

Se amate la musica, No Straight Roads è il gioco che stavate aspettando.

Quando ci venne presentato No Straight Roads durante l’E3 2019 da Metronomik – studio di sviluppo fondato dal Lead Game Designer di Final Fantasy XV e dal Concept Artist di Street Fighter Vprima di cominciare la nostra prova ci chiesero se fossimo fan di Dark Souls, Jet Set Radio e Space Channel 5, in quest’ordine. Una serie di riferimenti abbastanza stravagante, che di solito gli sviluppatori indipendenti usano per 1) dare un’idea chiara della loro ispirazione o 2) cercare di “rubare” fan di un franchise o di un altro. Stavolta, come capita non abbastanza spesso, la definizione dei termini di paragone è esattamente calzante.

No Straight Roads

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH
Genere:
action-adventure, rhythm-game
Data di uscita:
25 Agosto 2020
Sviluppatore:
Metronomik
Distributore:

No Straight Roads è infatti un videogioco che celebra la musica a tutto tondo, lo fa con il cuore e la competenza di chi vive e mastica riff, partiture, beat e tracce synth ogni giorno. Un’esperienza breve ma intensa (abbiamo portato a termine la run in poco più di sei ore), sorretta da un gameplay che mette il giocatore nella posizione di dover subito imparare a muoversi con attenzione, schivare e combattere letteralmente a ritmo di musica, con un art design notevole ed una colonna sonora clamorosa, degna di essere riprodotta dal migliore dei vinili (che, ovviamente, è incluso nella Collector’s Edition).

Nonostante un prezzo che potrebbe scoraggiare in relazione alla durata, circa quaranta euro per l’edizione base, difficilmente vi ritroverete a staccarvi da No Straight Roads dopo aver completato la breve scalata verso il successo di Mayday e Zuke per via della sua rigiocabilità, le difficoltà aggiuntive dei boss ed alcuni intriganti segreti post-partita. In generale, soprattutto se amate la musica a tutto tondo, perdervi il lavoro di Metronomik significa forse lasciare indietro una delle produzioni più interessanti del 2020.

Tatiana, CEO della No Straight Roads.

No Straight Roads Rules the Nation

Vinyl City è una città che vive di musica: letteralmente, perché l’energia elettrica viene fornita dalla musica degli artisti in forze presso l’etichetta No Straight Roads, una malvagia corporazione che al contempo gestisce un talent show per nuove band. Una volta Vinyl City adorava il rock ma adesso la perfida Tatiana, CEO della NSR, ha ingaggiato una scuderia di artisti EDM (musica elettronica dance, ma non solo) con i quali domina la vita della città con il gioco corporativo dell’azienda.

Per questo Mayday e Zuke – gli eroi indie rock che compongono la band Bunk Bed Junction, rispettivamente chitarra e batteria – vengono prima silurati in maniera brusca dal talent show di Tatiana, e poi iniziano la loro ribellione verso il regime della No Straight Roads su Vinyl City. Una vera e propria boss rush, intervallata da brevi momenti di esplorazione e gestione delle risorse di Mayday e Zuke, che porterà il duo ad affrontare tutti gli artisti della NSR, spaziando tra tutte le sfumature della musica elettronica, una rap battle animata con l’estetica del wayang kulit (il teatro delle ombre malese), contaminazioni di musica classica/EDM, dubstep, retrowave, heavy metal, hard rock, e quasi ogni tipo di sonorità che vi viene mente.

Perché, sebbene lo scontro veda il Rock contro la EDM, in realtà No Straight Roads racconta la potenza della musica in generale, il suo valore, cosa le persone cercano e vogliono attraverso di essa. Lo fa con dei personaggi divertentissimi, perfettamente delineati nel carattere con giusto qualche linea di dialogo e belli da vedere, in una narrazione che intrattiene e, di tanto in tanto, non disdegna qualche riflessione interessante e dei momenti di tenerezza e commozione.

Mayday e Zuke, gli eroi indie rock.

No Straight Roads è infatti una produzione che, in primis, è stile allo stato puro. Lo si vede dal character design che, sebbene voglia omaggiare i citati Jet Set Radio e Space Channel 5, si distanzia da queste in maniera abbastanza netta. Dal mondo delle più illuminati produzioni SEGA di un’epoca ormai lontana prende invece l’amore per il design degli ambienti, i colori, e quella voglia di stupire prima di tutto la vista del giocatore.

Nonostante un generale dettaglio grafico molto minimale, che per i personaggi principali è perfettamente in stile ma per gli ambienti denota una povertà che sottolinea chiaramente l’intenzione di concentrarsi solo sugli aspetti primari, vi ritroverete investiti dai colori dei quartieri di Vinyl City, ognuno a tema con l’artista che lo controlla. Il DJ Subatomic Supernova ad esempio vive in una zona fortemente urbana con luci soffuse da discoteca, mentre la pianista prodigio Yinu in un lussuoso quartiere costruito come un giardino ottocentesco con qualche sprazzo di modernità, oppure l’idol virtuale Sayu che vive in un quartiere luminosissimo che strizza l’occhio alle metropoli nipponiche.

Gli antagonisti sono incredibili, così come le loro boss fight, caratterizzati in maniera notevole e sempre forieri di sorprese. La prima volta si affrontano con un perenne sorriso in volto, nonostante si venga fin da subito presi di mira da attacchi sempre più complicati, mentre vi ritroverete a tenere il ritmo con la testa, le gambe, o le dita sul pad (e sarete costretti a farlo per riuscire a fare i parry!), e le volte successive lo farete per migliorarvi, e riprovare ancora una volta l’ebrezza del combattimento su una colonna sonora strepitosa.

Il primo boss, il DJ Subatomic Supernova.

EDM Sounds Better With You

Non possiamo non dedicare un paragrafo alla colonna sonora di No Straight Roads. Come detto, nonostante il tema della lotta dei protagonisti Mayday e Zuke sia chiaro, le musiche che accompagnano l’avventura e le boss fight spaziano tra tantissimi generi, e soprattutto sono dinamiche.

Nel corso dei combattimenti c’è un indicatore in alto che parte da EDM con una freccia che punta piano piano verso ROCK mentre lo scontro volge al termine. Contemporaneamente, anche la colonna sonora virerà in maniera fluida, elegante, discreta ma percettibile verso una sonorità più rock, a significare che l’esito della battaglia volge a favore degli eroi. I compositori presi in prestito da Metronomik (Falk Au Yeong, James Landino, Andy Tunstall & Funk Fiction, Masahiro “Godspeed” Aoki, Az Samad, Clyde Rabatel e la Video Game Orchestra) spaziano tra sonorità house, dubstep, di musica classica, lo-fi e retrowave, rap, techno, J-Pop, ed ovviamente rock, il tutto con una fluidità e leggiadria musicale notevole.

I temi che accompagnano le boss fight sono costruiti in crescendo, dove ad ogni fase la musica incalza e viene influenzata da generi diversi a seconda del concept del nemico in questione, della frenesia dello scontro, e del contesto dello scenario. Così come le musiche delle fasi esplorative, che ovviamente richiamano lo stesso genere e stile. Un lavoro notevole che viene impreziosito da un gameplay che ruota intorno alla musica, al ritmo, e che riesce a divertire anche chi, come il sottoscritto, è appassionato di molta musica diversa pur non sapendo come tenere in mano una chitarra. Probabilmente, prima o dopo aver giocato No Straight Roads, siamo sicuri che la colonna sonora entrerà nella vostra rotazione fissa di Spotify.

Ed è subito Persona 5.

Murder on the No Straight Roads

No Straight Roads è un rhythm game? Sì, ma non solo. Prima delle boss fight vi ritroverete a dovervi fare strada tra gli sgherri della NSR, per raggiungere poi l’arena di combattimento, il tutto combattendo a tempo mentre i nemici vi attaccheranno con un preciso ritmo musicale. Mayday e Zuke possono darsi il cambio a piacimento durante gli scontri – se giocate in co-op, invece, si controllano entrambi insieme – ed ognuno di essi ha delle peculiarità ed uno stile di gioco unico.

La chitarrista Mayday è specializzata nei colpi pesanti e, come la sua dirompente chitarra, nell’azione più sfrenata e distruttiva. Il batterista Zuke è invece più veloce, le sue combo e mosse speciali sono basate sulla velocità, ed è l’ideale quando i battiti cominciano a diventare molto alti. Ognuno dei due ha uno skill tree dedicato, così come un altro generico per la band, che può essere potenziato usando i fan, l’equivalente dei punti esperienza che si ottengono alla fine di ogni scontro. Considerate che ad una prima run non si riesce a completare neanche la metà di ogni skill tree, a dimostrazione del fatto che No Straight Roads punta moltissimo sulla rigiocabilità e sulla voglia di migliorare i propri punteggi, anche grazie ad un meccanismo perverso che tra poco vi spiegheremo.

Uno degli artisti è una idol virtuale, e il suo palco è giustamente iper tecnologico.

Come action in sé, No Straight Roads è molto semplice. C’è un comando di attacco in mischia ed uno a distanza con dei proiettili da accumulare distruggendo oggetti o facendo mosse specifiche nelle boss fight, uno per schivare, e due mosse speciali da assegnare ai grilletti (le mod, che si possono cambiare a piacimento nella base), con una mossa finale da eseguire in combinazione quando Mayday e Zuke hanno accumulato abbastanza energia. Un’altra cosa che è possibile fare è trasformare gli oggetti nei dintorni: Mayday creerà soluzioni prettamente offensive, mentre Zuke è adibito a creare strumenti difensivi come scudi o campi di rigenerazione di energia.

Come detto in precedenza, ogni attacco di ogni nemico e ogni pericolo ambientale si muove a ritmo di musica. Se, quindi, in un Dark Souls è importante imparare i movimenti degli avversari, in questo caso è importante farlo ma prima di tutto bisogna entrare nel ritmo della traccia di sottofondo. Solo raramente No Straight Roads si lascia andare al caos, ma nella quasi totalità delle sequenze è sempre ben distinguibile il ritmo a cui si muovono i nemici.

Nella tana di Mayday e Zuke si possono fare varie cose.

Push the Combo

Le uniche cose che non funzionano molto, o almeno non incidono granché, sono le modifiche ed i potenziamenti a Mayday e Zuke. Probabilmente un peccato di gioventù dello studio per la voglia di inserire una ulteriore profondità nel gameplay di cui, volendo, No Straight Roads non aveva poi così bisogno.

Nella base dei Bunk Bed Junction si possono attaccare degli sticker agli strumenti, dei potenziamenti che durano per un tot di scontri e che migliorano la capacità di attacchi, la finestra di tempo per il parry, la velocità di movimento, i punti vita, e così via. All’atto pratico non si sente molta differenza tra l’inserirli o il meno, e sarebbero addirittura di vari livelli di potenza ed efficacia.

Discorso similare per le mod, che sono le mosse speciali che si possono assegnare ai grilletti. In questo caso le mosse sono effettivamente utili, anche perché sono tematiche con le peculiarità di Mayday e Zuke, e vanno da vari tipi di attacchi ad area o mirati, fino alle cure e mosse difensive varie. Sono effettivamente più tangibili, ma all’atto pratico nella frenesia del combattimento, con la necessità di gestire timing, parry e schivate, non si sente quasi mai il bisogno di equipaggiarle ed usarle attivamente. Magari a livelli di difficoltà più alti, cercando di ottenere il punteggio S per ogni livello di sfida di ogni boss fight, possono effettivamente servire a creare sequenze di gioco più fluide ed efficaci, ma durante l’avventura principale e dintorni se ne può fare tranquillamente a meno.

Una battaglia rap in un teatro delle ombre, con tanto di approfondimento dei personaggi.

You Parry Me All Night Long

Non preoccupatevi però, perché non bisogna essere degli insegnanti di musica o avere un senso del ritmo smisurato per giocare. Anche muoversi e semplicemente schivare imparando i movimenti degli avversari è sufficiente. Qui entra in gioco il parry, una dinamica fondamentale per cui bisogna andare solamente a ritmo. Come in Cuphead per citare un esempio, di tanto in tanto gli attacchi saranno colorati o avranno una scia rosa, ed in quel caso potrete eseguire un parry semplicemente premendo il pulsante di attacco, colpire direttamente il nemico ed uscirne indenni. In alcuni momenti delle boss fight effettuare un parry è anche il solo modo per infliggere danni, pertanto diventa centrale assimilarne l’apprendimento il prima possibile.

Un’altra cosa da tenere in considerazione è che No Straight Roads non è un gioco esattamente difficile. Il game over di fatto non esiste, perché venendo sconfitti (e già dal secondo boss la musica comincia a picchiare forte) si può decidere di ricominciare da capo, oppure riprendere senza interruzioni ma, e qui entra in gioco il meccanismo perverso di cui sopra, con la consapevolezza che il punteggio non andrà oltre il voto C. Per via della sua accessibilità, dell’apprendimento graduale, e quella sensazione da “c’ero quasi” che i combattimenti generano, quella C diventerà presto un macigno da infrangere anche per i giocatori meno competitivi.

L’idea funziona, anche perché le boss fight sono divertentissime e tutte diverse, non aspettatevi affatto di fare dei semplici pattern attacco-schivata-attacco perché, senza rovinarvi la sorpresa, avrete senz’altro la voglia di provare e riprovare per godervi l’esperienza di nuovo e migliorarvi. Una volta sconfitto un boss, infatti, vi sarà data la possibilità di riprovare con difficoltà e modalità diverse, per ottenere punteggi più alti e quindi più fan. Oltre ai banali aumenti dei danni inflitti e diminuzione di quelli ricevuti, c’è la possibilità di rigiocare ogni boss fight con la modalità Parata, in cui l’unico modo per fare danni è effettuare dei parry (e gli scontri si modificano di conseguenza dando molte più occasioni per farli), il tutto scegliendo anche diverse versioni della traccia da tenere in sottofondo, oltre a quella di default.

Se volete provare anche voi l’ebrezza di salvare una città a ritmo di musica, potete acquistare No Straight Roads su Amazon.it.

9,0

No Straight Roads

Piattaforme: pc, ps4, switch
No Straight Roads è un ottimo action e una grandiosa dichiarazione d’amore al mondo della musica. Il brillante gameplay è strutturato intorno al concetto di ritmo, ai diversi generi musicali, con delle boss fight divertentissime, evocative ed eclettiche, che si affrontano tenendo il tempo con la testa mentre si cerca di schivare, contrattaccare e piazzare qualche parry. L’esperienza di gioco è molto breve, perché punta molto sulla rigiocabilità e la ricerca del punteggio perfetto. Non fatevi spaventare da questo dettaglio, magari in correlazione al prezzo di fascia media, perché il rischio è quello di perdervi una delle produzioni più carismatiche dell’anno. Certo, a meno che non siate tra coloro che non amano particolarmente la musica: in questo caso No Straight Roads potrebbe risultarvi indigesto.

Pro

  • Colonna sonora strepitosa
  • Direzione artistica di spessore
  • Gameplay action/rhythm divertentissimo

Contro

  • Alcuni elementi di gameplay risultano superflui
  • Punta molto sulla rigiocabilità ed i punteggi
  • Dovete amare la musica, molti generi, per apprezzarne l’essenza
9,0