No Straight Roads, quando Dark Souls incontra Space Channel 5 e Jet Set Radio

Un ritorno alla riscossa

Anteprima
A cura di Valentino Cinefra - 13 Giugno 2019 - 9:32

C’è una città, Vinyl City, che è sotto il giogo dell’EDM Empire che vuole imporre la musica elettronica al mondo. Ci sono due ragazzi, Mayday e Zuke, aspiranti rocker che dopo essere stati rimbalzati a un’audizione scoprono i malvagi piani dell’EDM Empire, e decidono di iniziare una rivoluzione contro il sistema per salvare il rock.

No Straight Roads è un titolo geniale, brillante e con tanto stile. Si tratta di un action adventure dove la musica è al centro di tutto quanto. La musica è nell’estetica, perché i colori, il design del mondo dei personaggi, prende spunti dagli anni duemila, dai Daft Punk, da Space Channel 5 e Jet Set Radio. Cosa c’entra Dark Souls in tutto questo? Gli sviluppatori l’hanno associato al loro titolo per la necessità di dover imparare a combattere, a reagire ai colpi, assimilarli, e cominciare a prevederli. Ma il twist in questo senso è che gli avversari attaccano sempre a ritmo di musica.

No Straight Roads, quando Dark Souls incontra Space Channel 5 e Jet Set RadioL’idea è che, come dopo aver sentito per cinque volte una canzone chiunque riesca ad iniziare ad impararne la struttura, arrivando anche a prevedere gli attacchi ed i ritornelli, anche in No Straight Roads dovrete imparare non tanto ad osservare gli attacchi dei boss, ma ad ascoltarli. Gli scontri con i boss diventano infatti una vera e propria sinfonia a momenti, perché tra schivate, attacchi e parate, c’è la possibilità di fare un parry per rimandare gli attacchi indietro al mittente, ma solo se si riesce a parare con il tempismo perfetto a tempo di musica.

No Straight Roads, quando Dark Souls incontra Space Channel 5 e Jet Set Radio

Nella nostra prova abbiamo affrontato lo scontro con uno dei boss che saranno presenti nella versione finale, i quali accompagnano otto livelli ispirati ognuno ad un differente genere musicale. Si tratta di un DJ le cui fattezze aliene ricordano proprio il già citato rhythm game di SEGA – che scretcha utilizzando una galassia a mo’ di vinile gigantesco, sul quale il combattimento vero e proprio si svolge – che abbiamo dovuto sconfiggere attraverso alcune fasi a difficoltà crescente. I due personaggi, il cui controllo può essere preso dall’uno e dall’altro senza soluzione di continuità, possono colpire con attacchi in mischia, oppure distruggere oggetti per generare dei proiettili musicali, ed infine interagire con degli oggetti per trasformarli in armi o altro equipaggiamento utile.

Se, all’inizio, lo scontro è stato affrontabile con serenità, alla fine siamo stati costretti ad imparare in fretta il ritmo di una tracca drum ‘n’ bass per poter fare i parry necessari a dare il colpo di grazia al boss. No Straight Roads riesce effettivamente a generare quel tipo di esperienza che si trova in un Dark Souls, la sensazione che ad ogni sbaglio si stia imparando qualcosa di nuovo, e come nel titolo From Software la soddisfazione di schivare perfettamente i colpi dei nemici come in una danza è il motore dell’esperienza, in No Straight Roads le endorfine viaggiano veloci quando si realizza di aver istintivamente capito i battiti di una canzone ed i parry arrivano uno dietro l’altro, come bere un bicchier d’acqua.

No Straight Roads, quando Dark Souls incontra Space Channel 5 e Jet Set Radio

Ovviamente il titolo è sorretto da una colonna sonora strepitosa, dove nelle boss fight il rock prende organicamente e lentamente il posto della musica elettronica all’avvicinarsi della fase finale, proprio a rappresentare la lotta di Mayday e Zuke contro l’EDM Empire. Esteticamente, lo potete vedere dalle immagini, siamo di fronte a colori accesissimi, animazioni sincopate ed esagerate che risultano perfettamente in tema con lo stile dell’intera produzione.

No Straight Roads, quando Dark Souls incontra Space Channel 5 e Jet Set RadioNella build finale, prevista per i primi mesi del 2020, No Straight Roads offrirà circa una quindicina d’ore di gameplay, con una serie di mini-dungeon che porteranno allo scontro con altrettanti boss. C’è anche un sistema di crescita del personaggio che non abbiamo potuto esplorare, così come la possibilità di rigiocare i livelli a difficoltà crescenti come il Rock Mode che attiva fin da subito la frenesia delle fasi finali delle boss fight dall’inizio ed il Parry Mode, in cui per fare danni ai boss bisogna effettuare esclusivamente un parry.

No Straight Roads ci è sembrato un action adventure eclettico, dal grande cuore e carisma. L’idea di sfruttare “l’istinto musicale” (per usare le parole dello sviluppatore) delle persone è geniale, ed abbiamo avuto modo di provare come effettivamente chiunque riesca ad approcciarsi al titolo, anche senza dimestichezza col mondo della musica (come il sottoscritto). Il gameplay è essenziale, e per questo molto efficace perché ci si butta subito nel perfezionamento delle partite, invece di subire un lungo processo di apprendimento. Infine c’è una cura artistica davvero notevole, che si ispira ad alcuni, grandi, videogiochi musicali del passato, ma li omaggia soltanto senza copiare, costruendo un’estetica tutta sua.




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