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No More Heroes 3, l’estro di Suda51 non basta | Recensione

Sarete in grado di accettare tutti i compromessi dell'opera? Ve ne parliamo nella nostra recensione.

No More Heroes 3 dimostra – qualora ce ne fosse ancora bisogno – tutto l’estro e il genio di Suda51, che nei suoi giochi ha sempre spinto per introdurre elementi diversi dalla massa. La sua strafottenza, il suo essere orgogliosamente punk nella filosofia e nell’approccio allo sviluppo, assieme a quella forte unicità che solo le sue opere riescono a possedere, sono tutti elementi che caratterizzano in modo brillante il suo operato.

No More Heroes 3

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
azione
Data di uscita:
27 Agosto 2021
Sviluppatore:
Grasshopper Manufacture
Distributore:
Nintendo

No More Heroes 3 non ha perso nulla dello stile della serie, né tantomeno l’autore ha edulcorato idee estreme, perlopiù assurde e decisamente fuori dagli schemi. Suda51 è questo, e i suoi fan lo sanno benissimo. Ecco: questo seguito che arriva ben undici anni dopo Desperate Struggle, come se fosse stato a posteriori un presagio della travagliata genesi del terzo capitolo, è soprattutto un gioco per gli estimatori delle avventure di Travis Touchdown e niente di più.

Dall’inizio alla fine il gioco è onesto con se stesso e non ha la pretesa di essere altro, eppure avere oggi davanti agli occhi No More Heroes 3 è un’esperienza straniante e, ci duole ammetterlo, una specie di tuffo nel retrogaming per motivi che non vi piaceranno affatto.

No More Heroes 3 – La storia

Ancora una volta, la storia di No More Heros 3 non poteva che essere strampalata e probabilmente con scene ancora più fuori di testa rispetto ai precedenti episodi. Il concept di gioco, sebbene si poggi sulle medesime basi già viste in passato, ha stavolta una variazione sul tema: il nostro caro assassino d’élite ritorna a Santa Destroy giusto in tempo per scoprire un piano ordito dagli alieni, che hanno tutta l’intenzione di invadere il pianeta, soggiogare i cittadini e stabilire un nuovo ordine.

A capo di questo progetto ambizioso e senza scrupoli c’è Jess-Baptiste VI, meglio conosciuto dai suoi amici come FU, un signore del male extraterrestre senza alcuna pietà.

E indovinate un po’ cosa dovrà fare Travis per impedire che tutto questo diventi un’amara realtà? Esatto, far fuori la sua cricca, scalare la nuova classifica della United Assassins Association (UAA) e vedersela con chi è a capo del piano per ripristinare una volta per tutte l’ordine delle cose.

Non vi diciamo dove il gioco andrà a parare, né tantomeno quali saranno alcuni dei personaggi che ritorneranno, e nemmeno gli autentici colpi di genio che vi lasceremo il piacere di scoprire battaglia dopo battaglia. Sappiate però che alcune delle boss fight ci hanno letteralmente strabiliato, e francamente era da tanto che titoli di questo genere non riuscivano a proporre sezioni in grado di coniugare imprevedibilità totale, soluzioni sperimentali assolutamente riuscite e tanto divertimento.

Il bello di No More Heroes 3 è che non saprete mai cosa aspettarvi: non c’è modo di intercettare cosa è stato partorito dalla vivida fantasia di Suda51 e, ve lo assicuriamo, ben presto smetterete anche di cercare un senso per ciò che vedrete su schermo.

Tra situazioni deliranti, dialoghi tra l’imbarazzante e il comico, e spezzoni di gioco assai inconsueti, questo terzo capitolo marca con forza prorompente l’impronta autoriale di chi è davvero a briglia sciolta, quando crea senza porsi dei limiti. Basterebbe già da sola questa lampante verità per distanziare No More Heroes 3 dagli altri competitor che affollano questo genere senza proporre nulla di davvero unico, eppure non è affatto così.

Per prendere il meglio da questa opera dovrete fare uno sforzo immenso e accettare vostro malgrado quello che realmente è: un gioco vecchissimo che arriva fuori tempo massimo, capace di sfigurare con gran parte dei prodotti usciti in questa generazione, che cade vittima della propria imbarazzate arretratezza. Siete sicuri di poter accettare importanti compromessi e mettere una pietra sopra a ciò che vi angustierà dall’inizio alla fine?

Gameplay

Prima di parlarvi degli elementi di gioco più critici, quando non addirittura drammatici, è giusto dire che dal punto di vista del gameplay No More Heroes 3 è riuscito a fare dei passi in avanti. Oltre alla maggiore fluidità generale dei comandi, al più attento bilanciamento e alla vasta gamma di mosse a disposizione di Travis, si ha la sensazione che nonostante la volontà di rimanere estremamente conservativi ci siano state delle buone evoluzioni da qualunque punto di vista (attenzione: ci riferiamo esclusivamente pad alla mano).

Ancora una volta il fulcro del combattimento è la beam katana, da ricaricare tutte le volte che esaurisce la sua energia (e sì, se vi va potrete giocare anche alla vecchia maniera, sfruttando i sensori di movimento).

Riuscire a evitare colpi e ridurre al minimo la vita di un avversario significherà avere la possibilità di infliggere un inarrestabile colpo di grazia con un fendente che deve seguire la direzione indicata su schermo. Così facendo, e inanellando più uccisioni di fila, oltre ad avere una ricarica della spada immediata partirà una slot machine che vi darà dei benefit proprio durante i combattimenti.

Qualche esempio? Potrete essere invulnerabili per una manciata di secondi o avere una velocità fulminea rispetto a chi state affrontando o, se vi va bene, usare un’armatura robotica che vi consente di sparare un colpo che causa ingenti danni.

Se si scaricherà la beam katana sarete sostanzialmente indifesi.

Ci sono anche missioni e attività secondarie che comprendono degli scontri in cui di fatto sarete a bordo di un mecha, nello spazio profondo e pronti ad affrontare alieni giganteschi: in questi casi, tutto cambierà in modo netto pur mantenendo un sistema di gioco immediato e sempre intuitivo.

Alle mosse di base di Travis ne vanno aggiunte altre che sbloccherete attorno alla metà del gioco, che vi consentiranno di cambiare un po’ le carte in tavola durante i combattimenti, essendo più creativi e anche più attrezzati rispetto a prima. Forse anche troppo, visto che che potrete letteralmente spammare questi colpi speciali a turno prima che i rispettivi momenti di cooldown si esauriscano.

Prima dei combattimenti clou, e in generale presso alcuni venditori sparsi in giro per il mondo, potrete acquistare diverse varietà di sushi che vi permettono di curarvi o di aggiungere dei buff che vi daranno una grossa mano nei momenti più complicati.

In generale, No More Heroes 3 vi obbligherà a raccogliere la cifra prestabilita per iscrivervi ai combattimenti che dovrete vincere contro i dieci alieni galattici al soldo di FU. Per farlo, dovrete sostanzialmente dirigervi in dei punti segnalati da un alone giallo per entrare in delle arene, far fuori chi vi ostacola e mettere da parte il vostro bel gruzzolo.

Qualora il denaro dovesse non bastare, potrete ripetere gli scontri o cimentarvi appunto in altre quest, talune delle quali prevedono mansioni come il taglio dell’erba di alcuni prati incolti o sturare i water da ingombranti deiezioni (che una volta liberati diventeranno poi dei punti di salvataggio).

Travis può eseguire dei colpi speciali che possono rapidamente cambiari gli esiti delle battaglie.

Comparto tecnico

No More Heroes 3 funziona soprattutto in virtù dell’eredità che si porta dietro e grazie a un lavoro autoriale davvero degno di nota, ma i pregi finiscono qui, perché tecnicamente l’opera di Grasshopper Manufacture raggiunge dei picchi di sorprendente atrocità.

Innanzitutto, lo striminzito open world è semplicemente desolante, vuoto, senza auto, senza persone, senza anima, senza nessun guizzo degno di essere ricordato, anonimo, spento. Attraversare in moto i distretti di Santa Destroy ha il sapore amaro di un brutto scherzo e farà adombrare anche il più entusiasta dei fan.

Vedrete raramente una vettura o uno dei due modelli di passanti che fioccherà di tanto in tanto, non esiste nulla che sia anche lontanamente capace di invogliare a un’esplorazione che di fatto è appena abbozzata, e tutto ciò che dovrete fare è andare dove la mini mappa vi indicherà per far sparire dai vostri occhi al più presto quelle brutture.

Pur considerando i limiti dell’hardware, un comparto tecnico del genere è semplicemente inaccettabile. A ciò si somma inoltre la quantità di pop-up esagerata, gli scarni elementi degli scenari che si caricheranno progressivamente a un palmo dal vostro naso, le aree completamente disadorne e quel senso di desolazione che potrebbe sul serio farvi passare ogni buona intenzione.

No More Heroes 3 è francamente un disastro senza eguali, in questo comparto, e in ogni zona che visiterete avrete la netta sensazione che la la pigrizia abbia avuto il sopravvento in modo soverchiante e indecoroso. Se è vero che un gioco di Suda51 non si compra di certo per la grafica, è vero anche che in questo caso si è ampiamente superato il limite di tolleranza che ogni giocatore moderno dimostrerà di avere.

Eppure No More Heroes 3, nonostante tutto, ha qualcosa da dire; presumibilmente, però, parla solo a un pubblico di nostalgici e di inossidabili fan che amano la serie per ben altri motivi.

Accettare qualcosa di così desueto è in fin dei conti un atto d’amore incondizionato, dai contorni quasi masochisti. Se vincerete questa resistenza, No More Heroes 3 troverà sempre il modo di sorprendervi quando meno ve lo aspetterete.

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6,9

No More Heroes 3

Piattaforme: switch
No More Heroes 3 è genio e sregolatezza, ma anche sinonimo di tanta, troppa pigrizia nel reiterare una formula già vecchia e nel presentare un comparto tecnico da mani tra i capelli. Chi ha amato i vecchi capitoli amerà di certo anche questo, ma non potrà far altro che testimoniare il brutto declino a cui Travis è andato incontro. Se è davvero il suo ultimo commiato, l'uscita di scena non è stata di certo tra le migliori.

Pro

  • Alcune soluzioni di gioco sono geniali
  • Unico, particolare, con tanti momenti che sapranno sorprendervi

Contro

  • Tecnicamente disastroso
  • Open world vuoto, anonimo e sostanzialmente inutile
6,9