News 2 min

No, Final Fantasy XVI non sarà open world: ecco come funziona il gameplay

Final Fantasy XVI sarà solamente ispirato dagli open world tripla A più popolari, proponendo un gameplay diverso.

Square Enix sta lavorando duramente sullo sviluppo di Final Fantasy XVI, non nascondendo che sarà uno dei capitoli più ambiziosi mai realizzati e più profondi di tutta la saga.

Il sedicesimo episodio principale della saga è stato indubbiamente stato dei protagonisti assoluti dell’ultimo evento State of Play, che ha finalmente offerto la possibilità di osservarlo maggiormente nel dettaglio.

Tuttavia, sebbene il gameplay facesse intuire il contrario, sembra proprio che Final Fantasy XVI non sarà un vero e proprio RPG open world, avendo deciso di trarre solo ispirazione da alcuni dei titoli più popolari.

In un’intervista rilasciata a IGN.com, il producer Naoki Yoshida ha infatti sottolineato che ci sarà un sistema ad aree esplorabili: il sistema non sembrerebbe essere troppo dissimile da giochi come Leggende Pokémon Arceus (potete trovarlo al miglior prezzo su Amazon).

Yoshida ha infatti spiegato che la scelta è stata adottata per rendere Final Fantasy XVI il più appetibile possibile, anche a quella fascia di giocatori che non ha mai toccato prima d’ora un capitolo della serie:

«Grazie alla nostra vasta indagine sugli utenti abbiamo scoperto che molte delle generazioni di videogiocatori più giovani non hanno mai giocato un Final Fantasy, né hanno alcun interesse per la serie.

Per poter creare un gioco che potesse emozionare e trovare il favore non solo dei nostri fan, ma anche con le nuove generazioni, abbiamo giocato anche noi con molti giochi. Sì, [in Final Fantasy XVI] troverete ispirazioni provenienti da RPG open world tripla A recenti.

Tuttavia, per poter offrire una storia che sembri espandersi per tutto il globo e anche oltre, abbiamo deciso di evitare un design open world, concentrandoci invece su un game design di aree indipendenti che possano rendere meglio la scala “globale”».

Secondo Yoshida, disegnare Final Fantasy XVI come un gioco open world avrebbe dunque limitato l’efficacia della storia, impedendo al team di Square Enix di mostrare nel dettaglio tutto ciò che il mondo avrà da offrire.

Il team di sviluppo ha dunque scelto quello che sembrava essere il giusto compromesso tra narrazione e un gameplay avvincente, che possa fare breccia anche sulle nuove generazioni: vedremo se questo tipo di approccio riuscirà effettivamente a conquistare tutti i fan.

Quel che appare certo è che il gameplay promette di essere spettacolare: del resto, il combat system è stato affidato a un designer di Devil May Cry 5 e Dragon’s Dogma.

Curiosamente, Final Fantasy XVI non è stato però il titolo che ha colpito di più i fan durante l’ultimo evento State of Play: il reveal di un attesissimo remake ha infatti conquistato tutti.