NieR Automata | Pixel e note

La voce dei cuori pulsanti sotto le lamiere

By |16/03/2019|Categories: In Evidenza, Rubriche|Tags: , |

Il futuro si è mostrato a noi in una nuova dimensione alternativa due anni or sono, quando la voce narrante di Square Enix si era fatta sentire nuovamente per raccontarci di come anche un androide ha un cuore e un’anima, con sentimenti risvegliati persino nei giocatori che si sono affacciati al mondo di NieR Automata. Da poco uscito in edizione Game of the YoRHA, dal 2017 le vicende di androidi e biomacchine hanno popolato il mondo, proponendosi in diverse “run” della campagna e svelando man mano delle versioni sempre nuove e compiute della narrazione.

Nier Automata Pixel e Note

Le musiche di Keiichi Okabe non sono da meno, in questa concezione di variazione sul tema, proponendo una colonna sonora dalle note sicuramente memorabili nella mente di coloro che hanno provato il titolo. Andiamo a scoprire quella che è stata la miglior colonna sonora del 2017, premiata perfino al prestigioso evento The Videogame Awards, il maestro che ha composto musiche per Tekken 7, Final Fantasy XV e altri titoli, ha saputo dimostrare ancora una volta la sua abilità nel creare una melodia davvero unica. Il fattore vincente non risiede tanto nella qualità instrinseca dei brani, essendo comunque indiscutibile, ma nella capacità delle melodie di presentarsi come fattore integrante dell’esperienza del gameplay. L’esempio chiarissimo è dato dal mutamento dei brani in grado di variare da un’area all’altra in modo quasi impercettibile, come se fossero un unico grande brano con variazioni toniche. Passando dal Luna Park al Rifugio, questo fenomeno è davvero palese, soprattutto grazie al modo in cui il coro cambia mentre si percorre il ponte di legno che collega le due zone.

Non a caso, andando a spulciare le ricche playlist su YouTube, notiamo subito che la stessa traccia viene ripetuta più volte, con lo stesso titolo e con alcune piccole variazioni di tonalità. Aspetto sublime e vera esaltazione delle sonorità sono i vocali, al centro dell’esperienza audio di NieR:Automata, soprattutto grazie alla loro valenza scenografica. Sfruttando in ogni modo possibile l’uso di voci bianche, le musiche vengono proiettate all’interno della caratterizzazione dei robot contro cui andiamo a scontrarci nei vari livelli. Il mondo di gioco viene dipinto dalle note musicali, in contrasto con quanto osserviamo: le rovine di un’umanità distrutta e dilaniata stridono con la melodia naïve, dal mood al contempo allegro e nostalgico. Questo mondo ideale ricreato dalla colonna sonora ricalca il modo di presentare i personaggi durante la narrazione, questi androidi strumentali, ma concepiti anche come infanti da istruire. Tale concetto è espresso costantemente nel corso del gioco, soprattutto perché la crescita di 2B, 9S e A2 è scandita dalle scoperte sulla loro stessa identità e sui segreti che la Terra custodisce.

Il distacco di cui parliamo non è solo tra il visivo e il sonoro, ma anche all’interno dell’audio stesso. Come potrete vedere nella selezione di pezzi proposta, quando si passa all’azione la musica cambia di netto: le parti vocali sono mantenute, ma in un climax ascendente, mandando a nanna i bambini delle voci che abbiamo ascoltato per farle crescere e tramutare in adulte. La frenesia si adatta perfettamente alla dinamicità del gioco, sottolineando quanto alcuni scontri siano ardui e vitali ai fini della trama. Un buon combattimento con un boss si riconosce dalla colonna sonora che l’accompagna e NieR: Automata non delude affatto su questo versante, regalando ai nemici alcuni dei brani più iconici dell’album. L’apoteosi  di quanto appena descritto si raggiunge nel brano che si può ascoltare all’interno della sfida contro il robot del teatro, intitolato non per nulla A beautiful song. Canto dai toni epici, come quelli che abbiamo spesso ascoltato in tanti giochi targati Square Enix, dove la trionfalità e il richiamo alla battaglia non vengono assolutamente a mancare.

Non possiamo però astenerci dal citare il miglior brano in assoluto di NieR:Automata, proprio quello che si ascolta all’ultimo finale del gioco, ultima grande composizione che chiude un viaggio emozionante in cui il giocatore è coinvolto in prima persona: The end of the world. Proprio perché si tratta di una sequenza che tira in ballo le sorti di coloro che sono giunti a quel punto: la parte corale diventa quasi globale, un milione di voci che si uniscono in un singolo ritornello che racconta esattamente l’aggregazione di anime che appare sullo schermo. Il risultato è estasiante, quasi commovente, soprattutto alla luce del fatto che si tratta dell’unica dimostrazione di umanità in un gioco dominato dalla freddezza del duro metallo. “Il peso del mondo” incarna totalmente il simbolo perfetto di quanto appena osservato, dando al brano in questione un titolo dall’imponente valore.  Non per nulla, pare che ci sia un ulteriore significato circa le stesse voci che compongono questa apoteosi: è stato rivelato che i cantanti sono proprio gli stessi sviluppatori, oltre ovviamente all’artista principale che presta la voce, compreso Yoko Taro in persona.

L’unione, in fin dei conti, è proprio l’ultimo messaggio che il gioco vuole donarci, ponendoci davanti a dimostrazioni e scelte che vanno a sottolineare ciò che il mondo di Nier Automata aveva perduto: le più nobili qualità della razza umana. La riprova del fatto ch un androide non è solo un ammasso di latta e ferraglia, decisamente no.