MXGP 2019, sull’onda della continuità

MXGP 2019 si arricchisce del track editor e rifa il lifting del Playground

Recensione
A cura di Matteo Bussani - 27 Agosto 2019 - 11:00

Dopo il 3 e il Pro che hanno segnato l’approdo sul motore grafico Unreal, siamo finalmente giunti al capitolo 2019. MXGP, serie interamente votata a raccontare lo sport del motocross con la licenza dell’omonimo campionato, con questa iterazione ha deciso di passare dalla numerazione interna a quella annuale. Il fatto non è solo un elemento estetico, ma è indubbiamente indice di una volontà di rendere sempre più fisso l’appuntamento agli occhi del giocatore, più seriale.
Se ciò significa supportare con costanza uno sport e le stagioni che ne definiscono l’andamento, potrebbe anche voler dire adagiarsi su meccanismi tecnico-produttivi sempre meno volti all’evoluzione, il che è un elemento sempre da scongiurare. Quindi, in che direzione sarà andato questo nuovo MXGP 2019? Scopriamolo in questa recensione.

MXGP 2019, sull’onda della continuità

Una pletora di modalità classiche per MXGP 2019

Come è oramai tradizione, ogni gioco di corse ci introduce alla creazione di un alter ego virtuale. Da lì si sviluppa tutta la serie di azioni che ci porta direttamente a gareggiare per la stagione di campionato, nelle modalità veloci o, infine, nell’ormai immancabile Playground. La prima si struttura in maniera troppo canonica, con la scelta di uno sponsor o di una moto ufficiale determinanti i crediti quadagnati in pista, che a loro volta possono essere usati per personalizzare esteticamente e tecnicamente la moto. La modalità carriera si rivela così davvero banale, senza particolari fronzoli, ma quantomeno perfetta per avere pochi semplice obiettivi e una serie di tracciati in fila da percorrere, così da mettere le mani quanto prima sul manubrio. Prima di dare gas, si possono modificare le impostazioni della gara cambiando le caratteristiche della fisica o degli aiuti. Si va da un sistema piuttosto complesso da padroneggiare a un altro totalmente arcade, pur non parlando mai di vero e proprio Sim.

Le caratteristiche della motocross nostrana, molto più guidata rispetto al Supercross d’oltreoceano, in MXGP 2019 danno un ritmo meno frenetico alle gare e più omogeneo con circuiti più grandi. Non ci sono rivoluzioni sul gameplay che rimane in linea con le ultime produzioni, limando qualche difetto della fisica che si presenta non esente da bug. Il terriccio, bagnato o meno, continua a piegarsi sotto il peso delle ruote, ma ogni tanto risponde con soluzioni creative. Non ci è piaciuto il sistema di riconoscimento del veicolo fuori dalla pista, forse sui tagli, ma sempretroppo severo sul riconoscimento dell’incontro con un ostacolo. La partita si blocca e si viene teletrasportati in pista, con una conseguente frammentazione del ritmo di gioco. Ancora più rapido è procedere tramite le modalità veloci: Gran Premio, Campionato e Time Attack. In queste, per la prima volta in assoluto, si può gareggiare con tutti i rappresentanti ufficiali della competizione reale, per la felicità dei fan dello sport a due ruote.

MXGP 2019, sull’onda della continuità

MXGP 2019 prende per mano anche i neofiti

Chi è invece alla ricerca di una modalità più tranquilla, adatta per prendere confidenza con il mezzo ed eventualmente per provare qualcosa di nuovo, dovrà fare affidamento sul Playground. Il parcogiochi del motocross torna in una versione completamente rinnovata, più estesa, ricca di contenuti e con la possibilità di giocare a una inedita modalità. Si chiama Way Point. Ognuno può costruire la propria gara a checkpoint, disseminandoli per lo spazio di gioco. Al termine della costruzione del percorso, basta condividere la partita e il gioco è fatto. Tutti gli altri giocatori la potranno affrontare, ambendo a percorrerla nel minor tempo possibile. Un sistema di valutazione appena abbozzato definisce in maniera embrionale l’apprezzamento della community e ne definisce una graduatoria.

Ci sono poi un paio di altre modalità sfida non particolarmente ispirate, che riempiono i contenuti di questo Playground, che a ogni iterazione si conferma come il modo migliore per prendere confidenza con il gioco, ma allo stesso tempo poco altro.

MXGP 2019, sull’onda della continuità

Tutte queste modalità contribuiscono a fare salire il livello di prestigio, che rappresenta lo status esperienziale del pilota. Dove invece i ragazzi di Milestone hanno compiuto l’evoluzione più grande, è nell’introduzione dell’editor dei tracciati. Appannaggio di Super Cross è stato mutuato anche in MXGP2019.

Uno degli aspetti più interessanti di questa modalità è che si può scegliere fra tre ambientazioni: bosco, deserto e riviera, mentre almeno un’altra verrà aggiunta dopo il lancio. Molto probabile è la giungla del pacifico che compare a più riprese nei comunicati ufficiali relativi al titolo. Pur essendo abbastanza semplice c’è un lunghissimo tutorial che ti guida attraverso la creazione di un intero tracciato. Una volta finito con un circuito, lo si può mettere a disposizione della community ed è utilizzabile nelle modalità veloci e in quelle multigiocatore da chiunque. La semplicità d’utilizzo e la qualità del risultato sono sicuramente un ottimo modo per accogliere la novità nella serie.

MXGP 2019, sull’onda della continuità

Due elementi di MXGP 2019 ancora ancorati al passato sono invece il multiplayer e soprattutto l’intelligenza artificiale. Dopo aver visto ANNA al lavoro in MotoGP 2019, tornare alla vecchia tecnologia sembra per forza di cose un passo indietro. Capiamo che sia impossibile realizzare al momento un’intelligenza artificiale tramite machine-learning con un editor dei tracciati, più piloti e un fondo che cambia con il passare dei giri, ma comunque se ne sente la mancanza. Abbiamo apprezzato l’interfaccia grafica dei menù completamente rivista, molto più piatta e moderna, forse eccessiva nell’ingrandimento dei caratteri sulla voce selezionata, ma per il resto assolutamente al passo dei tempi.

MXGP 2019, sull’onda della continuità

A livello tecnico l’attenzione ad asfalto e piloti è molto elevata (tranne le fattezze del volto comunque sempre coperte dal casco). Meno dettagliato è il contorno del tracciato che è cosparso di preset che non fanno gridare al miracolo, ma nemmeno stonano in negativo durante le gare. Efficace invece il sistema di meteo dinamico che dà brio alle partite con ciclici ma mai inaspettati cambi di condizione. Su PS4 Pro non si lamentano problemi di framerate che rimane costante indipendentemente dalla modalità in tutte le partite. Ciò comunque al costo di caricamenti fin troppo frequenti, che però limitano gli storici fenomeni di pop up delle texture ad avvio gara. Sempre sull’onda della continuità troviamo anche il campionamento sonoro dei veicoli.

+ Piccole migliorie diffuse
+ Track editor
+ Si può giocare con tutti i rappresentanti della stagione 2019 di MXGP
- Nessuna importante evoluzione sul piano del gameplay
- Ancora qualche bug
- intelligenza artificiale rivedibile

7.0

L’editor dei tracciati e il Playground rinnovato sono novità accattivanti che però non riescono a dare un vero senso evolutivo alla serie MXGP. MXGP 2019 si rivela così essere dannamente in continuità con la serie e totalmente votato a regalare ai fan di questo sport l’esperienza più aggiornata e rifinita presente sul mercato. Avremmo però voluto vedere di più sviluppato in termini di intelligenza artificiale magari con una parziale applicazione di A.N.N.A o qualche novità di rilievo nella gestione della campagna, anche in virtù del fatto che il capitolo non ha proseguito la sua militanza sulla limitata Nintendo Switch, rimanendo fedele alle console casalinghe, PS4 e Xbox One, oltre che su PC e Steam.




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