Moons of Madness, l’orrore cosmico arriva da Marte

In attesa dell'uscita fissata per Halloween, arrivano nuovi dettagli sul cosmic horror Moons of Madness.

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A cura di Domenico Musicò - 15 Luglio 2019 - 11:48

Si è spesso tentato di ricreare, nel nostro settore, le complesse atmosfere del cosmic horror. I risultati sono sempre risultati piuttosto scarsi e il grado di profondità era il più delle volte quello di una pozzanghera dopo una timida pioggerellina, anche perché – va ammesso – è un tipo di terrore tremendamente difficile da proporre.

Accusa pesante, senz’altro, ma se paragonati ai risultati raggiunti dalla letteratura con autori come William Hope Hodgson, Lovecraft, Chambers, Machen e Ligotti, il confronto è senza dubbio impietoso. Un po’ meno col cinema, che solo ultimamente, dal sottobosco indie, sta sfornando film molto interessanti come The Void e The Endless. Tornando ai videogiochi, uno dei pochi a fare centro è stato il buon Conarium, che è un disinvolto e convincente collegamento con Le Montagne della Follia. Moons of Madness, in arrivo nel periodo di Halloween, potrebbe non solo raggiungere gli stessi risultati, ma addirittura superarli, sia perché si tratta di un progetto più grande, sia perché ciò che abbiamo visto ha stuzzicato non poco la nostra fantasia.

Annientamento in Moons of Madness

La storia di Moons of Madness ruota attorno la scoperta di un messaggio proveniente da Marte che crea profondo turbamento tra gli scienziati della Orochi. Dopo averlo analizzato in profondità, i decrittatori si rendono conto che quel messaggio è stato inviato da una forma di vita intelligente, e che la scoperta è troppo scioccante per farla diventare di pubblico dominio. Proprio per questo motivo, agendo in gran segreto, la mega corporazione scientifica decide di lavorare alacremente alla creazione di Invictus, un avamposto di ricerca tecnologicamente avanzato costruito proprio sul Pianeta Rosso, utile per continuare i lavori di analisi e ricerca al fine di scoprire quale sia la natura di quel messaggio.

Nei panni di Shane Newehart, un semplice tecnico tenuto all’oscuro di tutto, avrete il compito di tenere attiva la stazione fino all’arrivo della nave di trasporto Cyrano, con a bordo una nuova squadra che prenderà il vostro posto. Ben presto, però, vi imbatterete in strani fenomeni e inaspettate difficoltà, tra cui il sistema di sicurezza che d’improvviso diventerà irraggiungibile, un’enorme serra che si allagherà e la presenza del pulviscolo marziano che creerà una densa nebbia. Shane sarà colto da strane visioni, forse allucinazioni o, più probabilmente, testimonierà la presenza di orrori mai visti sulla Terra.

Basterebbero già questi elementi della storia per far scattare la scintilla verso Moons of Madness, che dimostra di saper incuriosire e gettare delle ottime basi per costruire una trama efficace e ricca di buoni spunti. Se a ciò aggiungiamo un sistema di gioco vicino agli horror in soggettiva, con sezioni ad alto tasso di tensione e con l’imponderabile che si annida a ogni angolo, ecco perché Moons of Madness si candida come uno dei pochissimi cosmic horror in grado di poter essere definiti tali. Ma c’è di più: le sezioni di gioco effettive ci hanno mostrato un vero assaggio di cosa significhi calarsi in un’atmosfera malsana in cui non esistono punti di riferimento e dove un male inimmaginabile è pronto a manifestarsi in tutta la sua incalcolabile grandezza.

Horror Vacui

Ciò che i ragazzi di Rock Pocket Games vogliono fare è tentare di mescolare l’esplorazione (tanto sulla nave, quanto su un pianeta inospitale) assieme agli orrori cosmici di stampo lovecraftiano, mettendo il giocatore nella condizione di sentirsi continuamente stordito, confuso e in pericolo. D’altra parte, per Shane l’unica possibilità di salvezza si trova a centinaia di migliaia di chilometri, pertanto dovrà cavarsela da solo quando le anomalie si presenteranno. E spesso, i malfunzionamenti o le zone ostili di Marte lo costringeranno a risolvere degli enigmi per riuscire a proseguire nell’avventura. Tramite un sistema d’inventario molto immediato è possibile usare gli oggetti raccolti; non ultimo, un piede di porco multiuso che tornerà utile in più di un’occasione.

Non abbiamo ancora visto dei veri scontri, e non è detto che in effetti ci siano, viste le inclinazioni di Shane e soprattutto considerando come alcune sezioni specifiche appaiano più scenografiche e atmosferiche, che non teatro di reali tafferugli. In attesa di scoprire se Moons of Madness si limiterà a essere un horror alla stregua di Layers of Fear o se sarà più elaborato di così, il progetto sembra poter garantire un’ottima varietà di ambienti. Oltre ai più scontati e ovvi, a tema spaziale, ci ricolleghiamo alla parte ambientata all’interno di un’enorme serra, che abbiamo già nominato nell’articolo.

L’allagamento e la densa nebbia impedivano di discernere il percorso corretto, nascondendo alla vista tutto ciò che circondava la struttura a pochi metri dal suo perimetro. In quei momenti, la fantasia correva verso i Trifidi descritti da John Wyndham nel suo iconico romanzo fantascientifico del ’51, ma poco dopo, dopo aver attivato un grande interruttore, dalla grigia foschia si animavano dei tentacoli neri, prima che una creatura sorgesse dal buio, urlasse la sua ira e si preparasse a piombare sul protagonista.

+ Grande atmosfera
+ Cosmic horror che potrebbe essere ben rappresentato
+ Storia intrigante
- Dubbi sulle effettive abilità del protagonista

Moons of Madness potrebbe rivelarsi come una piccola sorpresa, in questo 2019 gremito di horror interessanti. A dirla tutta, sembra essere l’unico del suo genere a spingersi nell’accidentato mondo del cosmic horror, che se non rappresentato alla perfezione rischia di essere solo una pallida imitazione di ciò che la letteratura ha plasmato nel corso di più di un secolo e mezzo. L’ambientazione spaziale è sempre ricca di grande fascino, e la storia ha già dei contorni ben definiti e una premessa accattivante. Questo Halloween lo passeremo su Marte, sperando che ne valga davvero la pena.




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