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Pro
- Sistema di combattimento profondo e appagante.
- Quattro campagne e una quantità enorme di contenuti.
- Ottima libertà nella gestione di personaggi, tempo ed esplorazione.
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Contro
- L'inizio è fin troppo prolisso e può disorientare.
- Tecnicamente lascia tiepidi.
- Dopo le prime campagne la ridondanza inizia a bussare alla porta.
Il Verdetto di SpazioGames
Non è tutto perfetto: alcune attività risultano ripetitive, la componente gestionale può essere fin troppo soverchiante, se si comprende come sfruttare al meglio le varie classi la difficoltà si abbatte drasticamente e tecnicamente non siamo davanti al nuovo benchmark di Switch 2. Ma nella visione d’insieme di quello che offre Fortune’s Weave, sono semplici sbavature che non affossano mai l’esperienza finale. Fortune's Weave è soprattutto un grande Fire Emblem. Uno dei più ricchi, profondi e ambiziosi mai realizzati. Per chi ama la serie è praticamente imprescindibile, mentre per chi possiede Switch 2 rappresenta una delle esclusive più importanti della console.
Informazioni sul prodotto
Dopo aver speso parecchie decine di ore assieme a Fire Emblem: Fortune's Weave dopo la precedente prova, sono finalmente pronto a parlarvi nel dettaglio del nuovo capitolo della serie di Intelligent Systems.
E posso anticiparvelo subito: siamo di fronte a uno dei più completi, e forse migliori, Fire Emblem mai realizzati, oltre a un'esclusiva praticamente indispensabile per i possessori di Nintendo Switch 2, visto come riesce a rendere "maggiormente accessibile" il genere di riferimento anche a chi non ama particolarmente gli strategici a turni.
La cosa curiosa è che, per arrivare a questa conclusione, ho dovuto lasciarmi alle spalle proprio quelle prime sensazioni che mi avevano accompagnato nelle prime decine di ore. Il motivo? Fortune's Weave è un gioco enorme, pieno di sistemi, personaggi, attività e idee e, seppure all'inizio può quasi respingere, non appena apre le porte alla sua struttura potrebbe quasi ammaliare portando a giudizi frettolosi.
Motivo per il quale ho deciso di frenare l'entusiasmo e capire se, davvero, tutti quei pezzi iniziano a incastrarsi a dovere senza sembrare solo tanto contenuto fine a se stesso. Posso dirvi che le prime impressioni sono state confermate dopo oltre cento ore spese assieme al titolo (oramai non le conto più); Fortune's Weave non prova semplicemente a ripetere Three Houses, ma prende quella formula e la porta in una direzione molto più grande.
Quattro eroi in cerca di uno scopo
Fortune's Weave parte da una situazione che difficilmente potrebbe essere più distante dall'immagine che avevamo del gioco prima di metterci mano. Sono trascorsi cinque anni dagli eventi del torneo dei gladiatori di Dagsion e il mondo è ormai sull'orlo della distruzione. Balor ha conquistato il continente della Dagda e le sue armate di non morti sembrano aver cancellato qualsiasi speranza per l'umanità.
È qui che entra in scena Eshmel, un protagonista che possiamo personalizzare e la cui particolarità è già sufficiente a far capire quanto Intelligent Systems abbia voluto osare. La sua anima viene evocata dalla dea progenitrice Sophus e inserita in un corpo artificiale ancora da creare. Il tutorial stesso diventa quindi una sorta di simulazione futuristica, con un'impostazione che all'inizio lascia sinceramente straniati.
Poi arriva il vero cuore dell'avventura: il viaggio nel passato per cambiare il destino di quattro eroi, Kai, Dietrich, Theodora e Leda, protagonisti del torneo dei gladiatori svoltosi proprio cinque anni prima dell'apocalisse.
La scelta è interessante perché le quattro campagne non sono semplicemente quattro percorsi alternativi. Sono quattro prospettive dello stesso mondo, capaci di intersecarsi e di completarsi progressivamente. Ogni eroe possiede una propria storia, un gruppo di comprimari, motivazioni e conflitti, ma le vicende finiscono inevitabilmente per toccarsi.
Soprattutto, Intelligent Systems ha compreso che quattro protagonisti significano quattro modi diversi di raccontare lo stesso mondo. E quando si passa da una saga all'altra, la sensazione non è quella di aver cambiato semplicemente personaggio, ma di aver aperto una nuova finestra sulla stessa storia.
Sì, perché a differenza di Three Houses (che comunque suggeriva di completare la storia principale seguendo tutte e tre le casate per avere il quadro completo delle vicende), in Fortune's Weave si potrà saltare da una storia all'altra senza limiti, oltre che il gioco stesso vi permette di decidere se arrivare alle battute finali avendo completato (parzialmente o interamente) la storia di ognuno dei quattro eroi.
Non aspettatevi però cambiamenti drastici nel tessuto narrativo, si tratta di modifiche interessanti ma nulla più. Dove cambia davvero il decidere se affrontare una, due o tutte le campagne è nella difficoltà con cui si affronteranno le fasi finali dell'avventura.
Tra Life Sim e strategia
Se avete amato la componente gestionale di Three Houses, qui troverete pane per i vostri denti. Se invece vi aspettavate un Fire Emblem maggiormente "dritto al punto", preparatevi a rivedere parecchie delle vostre certezze.
Tra una battaglia e l'altra ci si muove nella mappa della Dagda, esplorando città, punti d'interesse e percorsi che vengono progressivamente sbloccati aumentando il livello di Fama. Il tempo è una risorsa vera e propria: muoversi, completare attività, allenarsi e raggiungere determinati luoghi significa consumare giorni preziosi prima del successivo appuntamento nell'arena.
La gestione del tempo aggiunge quindi una componente strategica anche fuori dalla battaglia. Bisogna decidere cosa fare, quali personaggi allenare, quali missioni secondarie affrontare e quali attività lasciare da parte.
Poi c'è tutto il lato Life Sim. Parlare con i personaggi, aumentare l'affinità, fare regali, reclutare nuovi combattenti, migliorare le relazioni, allenare le proprie unità, acquistare e riparare equipaggiamento. Ci sono persino strutture dedicate ad attività più leggere, come teatro, terme e mensa.
È una quantità di contenuti impressionante, anche perché le quattro campagne hanno prospettive e situazioni differenti. Il problema è che Fortune's Weave non ha particolare interesse a dosare questa abbondanza. Ve la rovescia addosso costantemente a un ritmo tale che in certi momenti ci si dimentica che ci sarebbero altre tre storie (quattro se si conta quella del vero protagonista) da portare a termine.
Dopo parecchie ore, però, proprio questa libertà diventa uno dei suoi punti di forza. Si può decidere quanto dedicarsi alla gestione, quali personaggi sviluppare e quanto spingersi nell'esplorazione. A differenza di Three Houses, che proponeva tanto ma in una formula che permetteva di fare tutto, Fortune's Weave punta molto più sul lasciare il collaterale, quasi, pienamente nelle mani del giocatore, rendendo ogni run, almeno per certi versi, unica.
E poi ci sono le rovine, piccoli dungeon esplorabili in terza persona che cambiano temporaneamente la struttura degli scontri, avvicinandola a quella dei JRPG tradizionali. Non sono certo la parte più profonda dell'esperienza, ma rappresentano un'interessante variazione sul tema, strizzando l'occhio agli amanti dei combattimenti a turni più tradizionali, permettendo di accumulare esperienza extra, e risorse, per l'intero gruppo e lasciando trasparire che qualcosa bolle in pentola in quel di Intelligent Systems.
Uno strategico a turni ineguagliabile
Ve lo chiarisco subito: Fortune's Weave è un Fire Emblem genuino fino al midollo. La griglia tattica è ancora il centro di tutto. Posizionamento, terreno, debolezze, resistenze, classi e tipologia delle armi continuano a determinare l'esito degli scontri. La serie non ha perso la propria identità, ma anzi, Intelligent Systems ha fatto tesoro delle critiche ricevute da Three Houses ed Engage per portare la formula che li ha resi famosi in tutto il mondo.
Torna il triangolo delle armi, che viene ulteriormente arricchito da attacchi a distanza, unità volanti, magie e persino le bighe. Ci sono abilità, sinergie, azioni di supporto, tecniche combinate e le nuove Mosse Ardenti, capaci di cambiare radicalmente l'esito di uno scontro consumando parte dei punti vita dell'utilizzatore. Il risultato è un sistema estremamente stratificato ma, soprattutto, soddisfacente.
Anche il sistema di riavvolgimento del tempo torna a rendere l'esperienza più accessibile. A seconda delle impostazioni scelte, è possibile evitare la morte permanente e tornare indietro per correggere una decisione sbagliata.
Torna anche la possibilità di mettere da parte la permadeath, adattando la difficoltà generale alle esigenze, ed esperienze pregresse, di chi gioca. Il risultato è un Fire Emblem godibile tanto per i veterani quanto a chi si avvicina per la prima volta alla serie con quest'opera mastodontica.
Personalmente consiglio ai giocatori più esperti di alzare l'asticella. Il livello di difficoltà predefinito tende infatti a essere piuttosto indulgente, soprattutto quando si impara a sfruttare correttamente tutte le possibilità offerte dal sistema.
La vera sorpresa sono però gli scontri in stile JRPG presenti nei dungeon. Quando si entra in una rovina, la griglia scompare e il combattimento diventa una battaglia a turni più tradizionale, con squadra e nemici contrapposti e un sistema basato, quasi totalmente, su debolezze e resistenze.
La progressione dei personaggi è poi uno degli aspetti in cui Fortune's Weave fa un ulteriore passo in avanti rispetto al passato. Il sistema delle classi è decisamente più corposo e stratificato, con diverse specializzazioni che possono evolversi attraverso tre livelli distinti, permettendo di modellare gradualmente ogni componente della propria squadra. Non si tratta quindi soltanto di far salire di livello i personaggi, ma di investire nelle loro competenze per sbloccare nuove possibilità e, soprattutto, classi più potenti.
Considerando l'enorme quantità di combattenti reclutabili, questa libertà assume un peso ancora maggiore: si può scegliere su chi puntare, quali ruoli affidargli e come costruire una squadra capace di sfruttare al meglio debolezze, resistenze, armi e posizionamento sul campo in praticamente ogni scontro, continuando a riflettere sul fatto che si sta creando un esercito che, parzialmente, seguirà il protagonista nelle fasi finali dell'avventura.
È un sistema che restituisce la sensazione di avere sempre qualcosa di nuovo da sviluppare, senza limitare la crescita dei personaggi a un semplice aumento delle statistiche. Anche se, non appena si capisce come giocare al meglio con terreno e debolezze inevitabilmente si riuscirà a rendere l'esperienza molto più semplice, la sensazione più importante resta questa: il sistema principale non mostra segni di cedimento.
Anzi, più si approfondisce, più emerge quella mole impressionante di possibilità che Intelligent Systems ha introdotto in questo capitolo, che a tratti sembra quasi un'antologia di ogni aspetto vincente presente nei precedenti titoli della serie.
Tecnicamente intelligente
Fortune's Weave non è il gioco che vuole dimostrare la potenza di Switch 2 attraverso il puro impatto grafico. La nuova console viene sfruttata soprattutto per gestire la quantità di contenuti, sistemi e situazioni presenti nel gioco.
Il colpo d'occhio è quindi poco impressionante se si è giocato già ai precedenti Three Houses ed Engage. Le sequenze non in-engine sono curate e, soprattutto in portabilità, riescono a regalare momenti di grande qualità visiva. Le scene realizzate direttamente nel motore di gioco sono invece molto più tradizionali e alcune modellazioni poligonali mostrano chiaramente i limiti di un progetto che non sembra voler competere sul piano della pura spettacolarità.
La cosa positiva è che la fluidità rimane solida dall'inizio alla fine e non emergono particolari problemi prestazionali. I caricamenti sono contenuti, non si assiste a pop-up non necessari o ad artifici grafici pensati per sopperire ai limiti tecnici della console.
Resta poi una direzione artistica impossibile da ignorare. Fortune's Weave prende antica Roma, fantasy, fantascienza, mitologia cinese, tecnologia futuristica, estetica gotica e una quantità di riferimenti apparentemente incompatibili e li mette tutti nello stesso calderone.
A tratti funziona alla grandissima. A tratti sembra davvero che qualcuno abbia aperto una valigia piena di idee e abbia deciso di lanciarle tutte sul tavolo. Ma è anche parte dell'identità di questo Fire Emblem. E, soprattutto, il character design è estremamente vario soprattutto per permettere a ogni personaggio di distinguersi immediatamente e di venire caratterizzato anche nell'estetica e non solo nelle decine di ore di storia a esso dedicata.
Ma quindi?
Arrivati ai titoli di coda, quello che rimane è la sensazione di aver vissuto un'epopea mastodontica, talmente ricca di cose da dire e da fare che si ha quasi il timore di essersi persi comunque qualcosa per strada.
Fortune's Weave non è necessariamente perfetto. Alcuni elementi della gestione sono ancora più macchinosi di quanto avrei voluto, la direzione artistica può risultare eccessiva e la quantità di informazioni iniziali rischia seriamente di intimidire chi non conosce la serie. Anche la struttura delle quattro campagne richiede una notevole disponibilità da parte del giocatore e, soprattutto, tanto tempo se si vuole completare davvero tutto.
Ma tutto funziona benissimo e non appena si supera il tanto straniante, quanto leggermente lungo, prologo, Fortune's Weave diventa difficile da abbandonare. La parte strategica è eccellente, la struttura narrativa è ambiziosa, le attività secondarie sono numerose e il sistema delle quattro campagne offre una prospettiva sulla storia che aumenta progressivamente la voglia di scoprire cosa si nasconda dietro ogni personaggio.
Intelligent Systems ha preso Three Houses come punto di partenza e ha costruito qualcosa di molto più grande. Non è un semplice ritorno al passato e non è nemmeno una rivoluzione fine a sé stessa. È un Fire Emblem che prova a contenere dentro la stessa opera praticamente tutto ciò che la serie ha offerto di buono nel corso degli anni, rendendo questo nuovo capitolo non solo una delle migliori incarnazioni moderne di Fire Emblem, ma soprattutto una di quelle esclusive che giustificano da sole l'acquisto di Switch 2.