RECENSIONE ESPANSIONE 6 min

Monster Hunter Rise: Sunbreak | Recensione – La chiamano “massiccia”

Si torna su Nintendo Switch (e PC) a cacciare mostri in Monster Hunter Rise con Sunbreak: ecco la recensione della “massiccia espansione”.

Il pubblico di Monster Hunter Rise si può dividere in due ipotetici gruppi: chi non ha smesso di giocare dal day one, perfezionando la propria build e cacciando mostri su mostri, e chi invece, dopo i primi mesi, ha lasciato un po’ indietro la propria esperienza di cacciatore. In entrambi i casi Sunbreak arriva per ridare vitalità all’ultimo episodio della serie Capcom che, come di consueto, ha fatto sfaceli su Nintendo Switch e PC.

Monster Hunter: Rise - Sunbreak

Piattaforma:
PC, SWITCH
Genere:
azione, gioco-di-ruolo
Data di uscita:
30 Giugno 2022
Sviluppatore:
Capcom
Distributore:
Koch Media, Nintendo

Infatti l’unica stortura di un altrimenti ottimo Rise era proprio la mancanza di contenuti nell’endgame. O meglio, mancanza di contenuti per quelli che sono gli standard di Monster Hunter.

La versione base del gioco è comunque un titolo in grado di portarvi via oltre 200 ore di gioco senza grosse difficoltà.

Ma i fan della serie sono abituati a creature sempre più impegnative, una grande cura per la costruzione della build perfetta, e in generale molte altre cose da fare dopo aver completato la parte principale dell’avventura.

In più, Rise offriva un livello di sfida più basso in generale, accomodante per i nuovi giocatori, con una curva di difficoltà più morbida che diventava davvero ripida solo nelle ultimissime fasi di gioco, con le ultime cacce e quelle che sono state aggiunte successivamente con degli aggiornamenti.

In questo contesto arriva Sunbreak, con un carico di contenuti impressionante che abbiamo sviscerato per voi.

Sunbreak, recensione massiccia (ma meno dell’espansione)

Per chi ha confidenza con Monster Hunter, Sunbreak potrebbe diventare una recensione molto breve: è l’equivalente di Iceborne per quello che fu Monster Hunter World.

Come vi avevamo anticipato nella nostra anteprima, l’espansione di Rise propone una quantità di contenuti, idee, personaggi, armi ed armature che possono equivalere per dimensioni ad un altro gioco base venduto come DLC.

Tant’è che, proprio come per il citato Iceborne, anche Sunbreak viene proposto in una nuova formula d’acquisto come un gioco a sé stante (come potete verificare su Amazon).

È anche difficile iniziare a parlare di Sunbreak per la quantità di cose che bisognerebbe dire. Quindi partiamo dall’inizio: Elgado.

Ora che Kamura è salva, i cacciatori devono contrastare una nuova minaccia in un altro regno, la soleggiata Elgado.

Inutile dire che la storia di Monster Hunter non è mai stata l’attrattiva principale ma in questo caso, nonostante siamo di fronte al classico scenario da “c’è un mostro feroce che ci attacca”, si nota subito che per questa espansione il team di sviluppo ha curato maggiormente anche l’aspetto narrativo.

Le cutscene sono più interessanti, così come dialoghi e personaggi. Parallelamente al Magnamalo per Kamura, anche il nuovo mostro pericoloso ha un twist più intrigante rispetto al suo voler distruggere tutto quello che si trova davanti.

Proprio per questo Elgado è un luogo da subito avvolgente, ispirato stavolta all’Europa Occidentale, con un leggero umore da conquistadores ed esploratori di un mondo lontano.

Il cast di nuovi personaggi con cui ci troveremo ad interagire è molto ben strutturato e, nonostante le tante ore passate a Kamura, ci si sente subito a casa in questo nuovo avamposto sul mare.

Inutile dire che non ci sono novità dal punto di vista tecnico (abbiamo provato la versione Nintendo Switch del gioco), e che Sunbreak riconferma ancora il grande lavoro di ottimizzazione, al limite del miracolo, fatto sulla console ibrida di Nintendo.

Siamo quindi colpiti dalla direzione artistica costruita da Capcom, che ormai è una garanzia per quanto riguarda la creazione dei mondi di Monster Hunter.

Ma non ci eravamo già visti?

Ci si sente a casa anche perché, nelle prime ore di gioco, le cacce che si dovranno affrontare sono quasi totalmente dedicate ai mostri che già conoscevamo. Sarebbe stato più interessante imparare subito a prendere confidenza con le nuove creature, invece di averle centellinate per i primi ranghi di missioni.

Ma c’è un elemento di novità in ogni caso – o meglio due.

I mostri che conoscevate ora sono molto più feroci a partire da subito. Sunbreak è pur sempre un contenuto accessibile solamente a chi ha completato Rise, e si vede.

Anche un semplicemente “grintoso” Tobi Kadachi si può rivelare una creatura in grado di farvi sudare (e visto il periodo in cui Sunbreak esce, anche di più), e questo ci porta subito ad una riflessione che ci sentiamo di condividere: giocare esclusivamente in solitaria ai contenuti di questa espansione può risultare molto frustrante.

C’è una evidente impennata per quanto riguarda il livello di sfida, rispetto al gioco base, e se non avete intenzione di giocare neanche con il matchmaking globale, sappiate che Sunbreak vi metterà a durissima prova praticamente da subito.

Non si tratta di un’espansione inaccessibile ai cacciatori solitari, ovviamente, perché rimane comunque il supporto dei canyne e felyne (che anzi sono stati potenziati con la possibilità di sbloccare più abilità e alcune devastanti “definitive”), ma sappiate che dovrete avere molta più pazienza e dedizione.

Il secondo elemento di novità è che tutto l’equipaggiamento del Rango Maestro (che vi verrà assegnato non appena arriverete ad Elgado), ora ha un’estetica del tutto nuova, ed ovviamente una serie di valori inediti.

Questo significa che anche ritrovarsi ad abbattere l’ennesimo Rathalos è comunque una soddisfazione per la scoperta di come sarà il nuovo set di armatura ed armi, e per scoprire quali saranno i nuovi valori dell’equipaggiamento ed iniziare ad immaginare come incastrarli in una eventuale build.

Quando si arriva ad affrontare le nuove creature, però, Sunbreak prende decisamente un’altra piega.

Al di là dell’estetica che ormai rappresenta un punto di forza, tanto che sottolinearlo potrebbe essere ridondante, le nuove bestie di Monster Hunter non sono solamente incredibilmente feroci ed appaganti da combattere, ma sono nuovamente stimolanti per via dei loro pattern di attacco e dei tanti nuovi status che infliggono ai giocatori.

Uno dei più divertenti è una sorta di vampirismo, affibbiato con degli attacchi da parte dei Quiro, dei piccoli pipistrelli che accompagnano l’imponente Malzeno. In questo caso i giocatori non possono curarsi con gli oggetti, ma ogni volta che infliggono danno ne recuperano una parte sotto forma di punti ferita.

La situazione paradossale è che nel momento in cui ci si allontana, istintivamente, per potersi bere una pozione in santa pace quando si hanno pochi punti ferita, in realtà bisogna aggredire con ferocia finché lo status non viene eliminato.

Dopo le prime ore, il bestiario comincia a dipanarsi e ad allungare notevolmente la lista delle missioni disponibili per ogni grado.

Ed ovviamente dell’endgame impressionante, che costruisce una sfida con una serie di mostri che diventano via via più feroci, e che saranno in grado facilmente di mettervi al tappeto con un paio di colpi anche con una build costruita a puntino.

Un livello di sfida che supera enormemente le cacce più difficili di Rise, capace di mettere alla prova anche i giocatori più esperti di Monster Hunter. Al punto che i mostri Apex del gioco base vi sembreranno poco più dei cucciolini, dopo aver provato le creature che Sunbreak vi metterà di fronte.

Parallelamente ai nuovi mostri menzioniamo anche le nuove mappe introdotte per l’occasione, ancora una volta ben strutturate e piene di scorciatoie e segreti da scoprire, ma soprattutto evocative.

In particolare la Cittadella, composta anche da vari biomi e una zona con un castello in rovina che ricorda quasi uno scenario di Elden Ring in certi momenti.

Nonostante si torni a cacciare anche nelle mappe che già conoscevamo, le nuove zone sono un grande valore aggiunto.

Ricominciare da capo, nel modo giusto

Ma Monster Hunter è anche (e soprattutto?) gameplay, e in questo senso Sunbreak ha fatto un lavoro ulteriore per rendere ancora più prezioso il sistema di gioco già solidissimo di Rise.

Sono stati inseriti alcuni elementi che migliorano la quality of life del gioco, come la possibilità di arrampicarsi sulle superfici senza utilizzare gli insetti filo, così da velocizzare l’esplorazione. Allo stesso modo le mappe contengono molti più Preziogigli con cui attraversare velocemente le sezioni, e ne sono stati aggiunti altri anche nelle mappe del gioco base.

Ci sono anche dei nuovi elementi della fauna endemica, alcuni dei quali velocizzano anche alcune pratiche di gioco e le rendono più efficaci.

La ragnonetta vi permetterà, ad esempio, di afferrare le creature e strattonarle per mandare contro un muro e stordirle magari, o contro altri mostri per attivare la cavalcatura wyvern. Particolarmente interessante è l’utilizzo contro i mostri volanti (che sono molti in Sunbreak), visto che è possibile sbatterli a terra storditi, per poi scatenare un attacco di gruppo.

Parlando di cavalcatura wyvern, Sunbreak la rende più efficace con l’utilizzo di due insetti-filo che si possono recuperare. Nelle fasi finali di Rise, infatti, cavalcare un mostro era spesso poco efficace rispetto ad un attacco coordinato di gruppo, in termini di danni.

Adesso, grazie agli insetti-filo rossi e oro, iniziare una cavalcatura è una dinamica molto più attraente. Con l’insetto rosso tutti i danni fatti a cavallo di una creatura sono aumentati, mentre quello oro fa cadere molti più parti di mostri dalle creature che vengono attaccate dai giocatori a cavallo.

Ma la novità più importante, quella che fa fare a Monster Hunter Rise un salto di qualità impressionante, è il rinnovato utilizzo delle abilità scambio.

Con Sunbreak, ogni cacciatore va in azione con due set di abilità scambio, contraddistinte da un rotolo di colore rosso (quello con cui si parte di default) e uno blu. In ognuno di questi set si possono mettere una serie di abilità scambio completamente differenti.

E non solo, perché durante la caccia si può passare da un set all’altro in qualsiasi momento, anche durante una combo. Nel farlo, tra l’altro, avrete la possibilità di effettuare una breve schivata nel momento subito successivo allo scambio.

Questa meccanica, che già cambia tutto l’approccio al combattimento, è supportata anche da una lista generosa di nuove abilità scambio che sono state aggiunte per ogni arma. Le nuove abilità scambio possono stravolgere l’utilizzo delle armi e, nelle mani dei giocatori, fornire una nuova serie di opzioni di gioco incredibili.

La creazione dei due rotoli di abilità scambio è inevitabilmente l’elemento più galvanizzante di Sunbreak. Le armi ora aprono ad un ventaglio enorme di possibilità inedite, e vi potrete sbizzarrire a creare la combinazione di abilità scambio più efficace possibile, rendendo la caccia molto più dinamica di quanto già non fosse prima.

Versione recensita: Nintendo Switch

Monster Hunter: Rise - Sunbreak

Piattaforme: pc, switch
Il termine “massiccia espansione” che Capcom ha coniato per definire Sunbreak è quanto mai azzeccato. Come fu Iceborne per Monster Hunter World, definire questo prodotto un “contenuto aggiuntivo” è riduttivo. Monster Hunter Rise si apre ad un nuovo mondo, nuovi mostri, nuove creature, e soprattutto la nuova gestione delle abilità scambio che rappresenta il selling point per chi ha ama Monster Hunter per il suo gameplay. Sunbreak è molto più che un raddoppio dei contenuti di Rise anche e soprattutto per l’endgame sconfinato che, insieme al livello di sfida molto più elevato, costruisce il pacchetto definitivo per i fan della serie Capcom.

Pro

  • Una mole di contenuti che sorprende
  • La nuova gestione delle abilità scambio
  • Buona curva di difficoltà, con un picco soddisfacente

Contro

  • Giocare in solitaria può essere frustrante per le cacce più impegnative
  • Le prime ore di gioco sembrano un riempitivo