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Monster Hunter Rise | Video Recensione – Una nuova stagione di caccia

Monster Hunter Rise torna in esclusiva console su Nintendo Switch, il Magnamalo vi aspetta!

Monster Hunter Rise arriva su Nintendo Switch in un momento molto particolare, e in questa recensione non possiamo non considerare la recente storia della serie di Capcom. Con Monster Hunter World il franchise è passato dall’essere un prodotto di nicchia ad un videogioco popolare nel senso più accademico del termine. Per altro in un periodo storico propizio per il multiplayer online, i game as a service e la cassa di risonanza di Twitch.

Monster Hunter: Rise

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
action-adventure
Data di uscita:
26 Marzo 2021
Sviluppatore:
Capcom
Distributore:
Halifax, Nintendo

Dopo un’espansione clamorosa, Iceborne, e oltre quindici milioni di copie vendute, Monster Hunter torna in una delle case che l’ha accolta con più calore, ovvero quella Nintendo, che con la famiglia 3DS ha sostenuto il franchise in esclusiva per tanti anni. Ma Monster Hunter Rise arriverà, a sorpresa ma neanche troppo, su PC nel corso del 2022. Cosa possiamo aspettarci quindi, ora, dalla versione per Nintendo Switch?

Un’esperienza completa per i fan della serie, in tutto e per tutto. Per la prima volta, inoltre, forse realmente accessibile anche in single player e per i neofiti, con una serie di idee per quanto concerne il combat system ed il level design che svecchiano e velocizzano un po’ il gameplay storicamente granitico del franchise.

 

Il villaggio di Kamura e la minaccia del Magnamalo

Il villaggio di Kamura è assediato dalla minaccia del Magnamalo, un mostro furioso che guida la Furia, una vera e propria orda di mostri feroci come non mai che ogni cinquant’anni si abbatte sulla comunità. Non solo questo possente wyvern è in grado di generare attacchi devastanti, ma è talmente feroce ed implacabile che non si fa problemi a cibarsi degli altri mostri.

Questo è il pretesto narrativo di Monster Hunter Rise che, curiosamente, propone dei simbolici quanto mai titoli di coda dopo aver affrontato per la prima volta il Magnamalo dopo poco più di dieci ore. Un contesto narrativo che è la definizione letterale del pretesto citato, visto che la prima caccia con il mostro di copertina di Rise è solo un piccolo antipasto di quanto il titolo ha da offrire.

Il Magnamalo ed il suo spuntino.

Un capitolo che sceglie smaccatamente uno stile orientale in tutto e per tutto, fondamentalmente opposto al più “occidentale” Monster Hunter World che, appunto, perdeva un po’ del suo aspetto high fantasy per abbracciare un’estetica più neutrale visto il suo doversi rivolgere ad una platea più ampia per la prima volta.

Se il Magnamalo si presenta con un design che ricorda chiaramente l’armatura di un samurai, l’intero Monster Hunter Rise sprizza Giappone da ogni pixel. Il villaggio di Kamura è costruito come una piccola comunità dell’antico oriente, ed anche il cibo pre-missione è rappresentato dai dango (spiedini di gnocchi dolci che, come sempre, potenziano abilità e caratteristiche del personaggio) al posto delle classiche grigliate di pesce o carne. Discorso simile anche per il design di armi e armature che si smarca dallo stile un po’ anonimo di quelle di World, abbracciando un’estetica high fantasy superba.

Il filmato introduttivo dei mostri è recitato in rima e girato come un vecchio film orientale.

Di pari passo non possiamo che essere meravigliati da quello che il team di sviluppo ha saputo mettere in piedi con l’hardware di Switch. Pur a 30fps che sia, Rise è sempre molto solido anche in situazioni concitate, con mostri a schermo e più di un cacciatore (buone notizie per il multiplayer online, stabile sia in wireless che cablato!) che piroettano, fanno esplodere fucili e mulinano le loro armi a tutto schermo. L’impatto globale è molto più che positivo, ma le rinunce più evidenti sono state fatte per le texture delle armature e delle mappe in particolari, dove queste ultime hanno una modellazione scarna nei dettagli e nella composizione delle stesse seppure, come vedremo più sotto, regalano molte più soddisfazioni.

Per quanto riguarda i veri protagonisti di Monster Hunter Rise, ovvero i mostri, ormai Capcom ha trovato la sua ragion d’essere. Belle da vedere, feroci da affrontare ed emozionanti da abbattere, le creature di Rise si presentano in grandissima forma. Per quanto riguarda i nuovi mostri come il Magnamalo ed altri che scoprirete durante l’avventura (e che non vi vogliamo svelare) ci riteniamo molto soddisfatti per concept generale e moveset di tutti e 58 i mostri che dovrete affrontare.

Le gemelle Hinoa e Minoto che vi daranno rispettivamente le missioni del villaggio e della base di caccia.

Monster Hunter Rise, caccia in compagnia ma anche da soli

Quello di Monster Hunter è un franchise che richiede da sempre dedizione ed attenzione, nonché una certa presenza nella community per scoprire tutte quelle informazioni nascoste o non dette, un po’ come nei soulslike. Per non parlare del gameplay, punitivo soprattutto ai livelli alti, fortemente votato al multigiocatore quando si arriva all’endgame. Tutti grandi punti di forza che hanno reso la community dei cacciatori di Capcom una delle più coese nel mondo del gaming ma che, gioco forza, ha sempre lasciato un po’ da parte i lupi solitari o semplicemente i giocatori meno smaliziati.

In questo senso Monster Hunter Rise riesce a garantire un’esperienza del tutto soddisfacente anche in single player, grazie ad un espediente molto semplice. Le missioni che compongono la progressione dell’avventura, tra cacce, spedizioni e raccolte, sono divise in due filoni principali. Le missioni del villaggio sono più semplici, pensate per essere affrontate in solitaria ma anche in gruppo, mentre le missioni della base di caccia sono pensate specificatamente (nel senso che anche il gioco lo espone chiaramente) per un gruppo di cacciatori, mentre in solitaria sono molto difficili.

Vittoria!

Le missioni del villaggio si possono giocare invece con assoluta tranquillità in solitaria. Sono sfide mediamente impegnative, che servono come un lungo tutorial per chi non conosce per niente o poco Monster Hunter, o semplicemente per chi vuole giocare Monster Hunter Rise in solitaria senza troppi problemi. Non ci sono le missioni di alto rango però, e questo significa che per ottenere i materiali necessari a costruire le armi ed armature più prestigiose bisognerà per forza passare per la base di caccia.

Per quanto riguarda queste ultime siamo riusciti a giocare tutte le missioni chiave, quelle che servono per il progredire della storia, in solitaria, con meno di dieci partite effettuate anche in multigiocatore fino alle missioni di livello sei. Gli ultimi due livelli sono stati molto impegnativi, richiedendo svariati tentativi, mentre le missioni di livello sette sono quasi inaffrontabili da soli senza aver grindato a sufficienza per costruirsi un equipaggiamento poderoso.

Gli abitanti di Kamura avranno richieste da farvi e vi ricompenseranno se li aiuterete.

Ma non pensate alle missioni villaggio come un contentino, tutt’altro. Si tratta di un filone di contenuti probabilmente secondario per i giocatori più esperti, ma utili anche semplicemente per farmare alcuni materiali di basso rango, o banalmente esercitarsi con la caccia di un mostro. In termini propriamente di longevità, per i completisti portare a termine tutte le missioni villaggio significa spendere decine di ore solo per quella serie di contenuti.

In generale ci siamo ritrovati a poco meno di sessanta ore di gameplay avendo sfiorato sì e no la metà delle missioni, ed escludendo quell’equazione di tempo potenzialmente infinito che serve per collezionare i materiali per le proprie armi ed armature preferite. A dimostrazione che Monster Hunter Rise non va affrontato come un episodio minore della serie, tutt’altro. Che lo giocate con un gruppo di cacciatori esperti, meno esperti, o in solitaria, vi ritroverete con facilità a macinare centinaia di ore sulla vostra Switch. Anche grazie ai nuovi innesti di gameplay che rendono il gioco più accessibile in solitaria, e in generale molto più dinamico e veloce: i canyne e gli insetti-filo.

'Wake the f*** up hunter, we have a Magnamalo to hunt' - semicit.

Monster Hunter veloce ed esplorativo come non mai

Monster Hunter Rise potenzia l’ormai consolidato gameplay attraverso due fattori: velocità e verticalità. I cacciatori di Rise possono avvalersi ora dei compagni canyne, dei grossi cagnoni che nelle partite in single player si accompagnano agli storici felyne (ma in multigiocatore ne potrete portare solo uno).

I cani possono essere cavalcati, si muovono ovviamente molto più veloci che andando a piedi, permettono di saltare, arrampicarsi sulle sporgenze meno impervie, ma anche di fare da trampolino per balzare contro i mostri ed iniziare l’offensiva. Si possono raccogliere gli oggetti senza scendere, così come utilizzarne di propri. Questo significa che si può affilare l’arma mentre si rincorre un mostro, mangiare una razione, bere una pozione o usare un oggetto di potenziamento.

Se pensate che questa sia un’aggiunta da niente, provate a ricordare tutto il tempo speso ad affilare l’arma o recuperare l’energia nei precedenti capitoli, e considerate che in Rise tutto quel tempo perso è azzerato. Inoltre la combinazione dei due compagni rende il gioco in solitaria finalmente agevole, perché l’equipaggiamento e le mosse che potrete assegnare loro fanno sì che, insieme, costituiscano praticamente l’efficacia di un secondo giocatore. Tra attacchi, possibilità di stordire i mostri, ed ovviamente supporto e cura del cacciatore, canyne e felyne insieme danno molta più solidità ai cacciatori solitari.

Esplorando le mappe troverete la fauna endemica, ma anche tanti segreti interessanti.

Per quanto riguarda le mappe, esplorabili più velocemente ed in libertà, risultano probabilmente più piccole in estensione di quelle di World, ma sono prive di quegli inutili grovigli e simil-labirinti che rappresentavano oggettivamente solo delle perdite di tempo, guadagnano spazio invece in estensione verticale.

Grazie agli inediti insetti-filo le mappe sono esplorabili come mai prima d’ora, ed è fondamentale scoprire dove sono ad esempio tutti gli esemplari della fauna endemica che potenzieranno il personaggio, ma che potranno anche essere usati in battaglia tra rospi che avvelenano, insetti che esplodono e pesci volanti che attirano l’attenzione dei mostri. Così come si possono trovare dei segreti in giro per la mappa, artefatti che raccontano dettagli del mondo di Kamura e dintorni attraverso degli haiku.

Queste nuove creature sono al centro dell’altra innovazione nel gameplay che coinvolge direttamente i cacciatori, legata alle mosse inedite che si possono effettuare. Gli insetti-filo sono limitati ed hanno un cooldown, ma permettono di poter schivare, lanciarsi addosso o allontanarsi da un mostro, oltre ad alcune mosse aggiuntive per ciascun moveset di ogni arma. Il lavoro fatto è molto profondo, e per ovvi motivi di tempo non abbiamo potuto provare tutte le armi in ogni sua combinazione, ma considerate che ognuna di esse avrà più di un paio di nuove combinazioni sia offensive che difensive legate agli insetti-filo, andando a rinfrescare e rinnovare tutti i moveset delle armi che conoscevate.

Cavalcare un mostro è una mossa strategica non indifferente.

Ma non è finita qui, perché in questo delirio di nuove cose da imparare c’è anche la cavalcatura wyvern. Colpendo i mostri con le mosse fildiseta o infliggendo altri danni particolari, si può attivare la possibilità di innescare la cavalcatura. Si sale letteralmente in groppa ai mostri, i quali per un certo periodo di tempo sono alla mercé del cacciatore. Il pieno controllo passa per la possibilità di muoversi, attaccare ed effettuare anche una mossa devastante contro altri mostri una volta riempita una barra speciale.

Inutile dire che la cavalcatura wyvern apre scenari strategici inediti, quando è possibile cavalcare altri mostri per fiaccare il bersaglio della caccia e sì, so che lo state pensando: più cacciatori possono catturare diversi mostri. La meccanica è ovviamente galvanizzante e, come detto, apre possibilità inedite con un solo timore, ovvero che i giocatori più esperti possano facilmente utilizzarlo come exploit per “rompere” Monster Hunter Rise. Il tempo e la community potranno confermare o smentire la nostra perplessità, con un’ulteriore sicurezza data dal fatto che l’innesco di questa capacità richiede tempo ed impegno in ogni caso.

Tutto questo fa sì che Monster Hunter Rise sia l’episodio più guizzante e dinamico di sempre. Anche con armi massicce e poderose come la lancia-fucile che abbiamo utilizzato nella nostra prova si ha una sensazione di velocità superiore evidente, figuratevi con armi più rapide come spada e scudo, spada lunga o doppie lame. È difficile pensare di poter tornare ad un Monster Hunter senza insetti-filo e canyne, e la speranza è che queste idee diventino i capisaldi di futuri episodi del franchise.

Monster Hunter Rise recupera la sua natura high fantasy ed omaggia decisamente il Giappone.

La caccia infinita

In tutto questo, Monster Hunter Rise è anche il solito videogioco in cui perdersi per centinaia di ore. Una volta sbloccato l’alto rango si viene sommersi di elementi che vanno a comporre la propria build, ben oltre la semplice accoppiata arma-armatura. Tra gioielli ed amuleti, l’inedito floretto che interagisce con la fauna endemica in vari modi a seconda di quale equipaggerete, ed ovviamente le miriadi di abilità e parole chiave che fanno parte dell’equipaggiamento.

Va di conseguenza anche il grinding, anche in questo caso feroce e spietato come sempre. Le armature di alto rango, soprattutto, richiedono molto tempo per essere create e potenziate al massimo. Un classico del franchise, un elemento che si ama o si odia, ma in questo caso viene coadiuvato da un ulteriore tipo di missione, ovvero le missioni furia.

Quasi un duello western.

Queste sono delle vere e proprie orde miste a tower defense, dove il gruppo di cacciatori dovrà difendersi da ondate di mostri che tenteranno di assaltare il villaggio di Kamura. In questi incarichi, che ricordano le missioni dello Zorah Magdaros di World, bisogna piazzare armi di difesa per arginare i mostri, i quali possono essere affrontati anche in prima persona visto che tutte le statistiche dei cacciatori sono potenziate in maniera incredibile per bilanciare il numero soverchiante di creature. Le missioni furia, che sono collegate anche ad uno snodo importante della storia, sono un buon modo per guadagnare parti di mostro miste per ognuna delle creature che è intervenuta nella missione.

Ci sono poi le missioni secondarie date dagli abitanti di Kamura, l’impiego dei compagni in missioni di esplorazione per recuperare materiali, così come il loro addestramento dedicato con tanto di equipaggiamento da creare e potenziare, una modalità allenamento che fa invidia a quella di un picchiaduro, e una miriade di altre cose da imparare, fare e padroneggiare in Monster Hunter Rise. Ma un vero cacciatore sa che non bisogna mai arrendersi, giusto?

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8,8

Monster Hunter: Rise

Piattaforme: switch
Gli insetti-filo di Monster Hunter Rise tolgono un po’ di polvere al gameplay storico della serie donando una inedita dinamicità, ed i canyne sono a pieno diritto i nuovi migliori amici di un cacciatore. A fronte di una serie di comprensibili compromessi estetici per far girare il titolo su Switch in maniera solida, Monster Hunter Rise è un simulatore di caccia appagante e soverchiante di contenuti come sempre, ma per la prima volta realmente accogliente anche per i giocatori neofiti o più avvezzi al gioco in solitaria. Un’esperienza totalizzante, imperdibile per i fan del franchise e ideale per chi è sempre stato lontano da un Monster Hunter per timore reverenziale.

Pro

  • Single player finalmente soddisfacente
  • Insetti filo e canyne sono novità determinanti
  • Non sottovalutate il farming in mobilità con Switch

Contro

  • Se venite da Monster Hunter World lo stacco qualitativo estetico sarà evidente
  • La cavalcatura wyvern diventerà un exploit per rompere il gioco?
8,8