Monster Hunter Generations Ultimate, la caccia è aperta su Nintendo Switch

Recensione
A cura di Marcello Paolillo - 26 Agosto 2018 - 0:00

L’uscita di un gioco come Monster Hunter Generations Ultimate su Switch è un piccolo evento. Non solo perché si tratta, a conti fatti, del debutto ufficiale della serie sulla console ammiraglia targata Nintendo, ma anche e soprattutto perché è un prodotto sicuramente atipico in grado di dividere gli appassionati, a differenza del suo “fratello maggiore” capace di infrangere ogni record di vendite in men che non si dica: Monster Hunter World. Qual è il punto focale della questione relativamente a Generations Ultimate? Da un lato, parliamo di una versione “espansa” di un titolo nato e cresciuto su 3DS, con tutti i pro e i contro dell’ormai diffusissima piattaforma tascabile della Grande N, ormai inevitabilmente sul viale del tramonto. Dall’altro, il fatto che si tratta di una conversione occidentale di un titolo verso cui i giocatori europei e americani avevano quasi perso le speranze di poter giocare, vale a dire Monster Hunter XX. La lunga attesa sarà valsa la pena? Scopriamolo insieme.

La caccia è tutto
Iniziamo subito con il sottolineare una cosa, nel caso vi fosse sfuggita la notizia apparsa sulle nostre pagine nei giorni scorsiMonster Hunter Generations Ultimate permette di trasferire i dati di gioco da Generations al nuovo titolo, il tutto tramite una comoda app resa a disposizione  – gratuitamente – da Capcom (a patto di avere a portata di mano entrambi le versioni del gioco). Una cosa non da poco, visto che chi mastica la serie da anni sa perfettamente quanto i propri progressi all’interno del mondo di gioco siano fondamentali, per non dire vitali. Ad ogni modo, questa nuova versione Ultimate è davvero così diversa rispetto al gioco originale? La risposta è sì, per un buon 50%. Innanzitutto, in questo “nuovo” capitolo per Switch troviamo ben due nuovi stili di gioco, chiamati Valoroso e Alchemico, i quali vanno a sommarsi ai ben noti Ombra, Gilda, Aereo e Offensivo. Il tutto, senza contare ovviamente l’introduzione di una serie di armi, armature e – ovviamente – mostri da cacciare nuovi di zecca, venendo così incontro alla tradizione capcomiana del cosiddetto Grado G (tradotto, la versione finale di ogni Monster Hunter che si rispetti). Generations Ultimate offre inoltre alcune specie di Devianti mai viste prima, oltre a un paio creature del tutto inedite (chiamate Bloodbath Diablos e Valstrax). Ma le sorprese non finiscono qui, tanto che gran parte di queste le scoprirete solo strada facendo.
Parliamo in ogni caso di circa un centinaio di mostri cui dare la caccia, attraverso tre livelli di difficoltà impostati in in base al vostro grado di abilità nella caccia. Non male, pur considerando che si tratta di un meccanismo già rodato in precedenza e per questo non propriamente in grado di riservare grosse sorprese a chi ormai si considera un veterano della serie. Tutti coloro che ci si accostano per la prima volta saranno invece felici di sapere che Capcom ha di certo badato alla sostanza più che alla forma, visto che Generations Ultimate si (ri)propone come uno spin-off completo e versatile sotto qualsiasi aspetto. Se cercate però una storia e una narrazione avvincente, sappiate che non ne troverete traccia: il sistema di gioco si fonda quasi esclusivamente sull’accettare – e di conseguenza portare a termine nel migliore dei modi – gli obiettivi assegnateci dai vari NPC che incontreremo sul nostro cammino. Si va di mostro in mostro e di missione in missione, accumulando esperienza, oggetti e armamentario. Importante sottolineare come il giocatore può prendere il controllo diretto del suo Felyne, sostituendolo al cacciatore umano: il tutto appare sorprendentemente più intuitivo, molto più di quanto visto nel recente Monster Hunter World, tanto per dirne una.
Preda o cacciatore?
Capcom ha inoltre ritoccato alcune meccaniche di gioco piuttosto spigolose e imperfette dell’edizione Generation “liscia” (specie quelle legate al combat system e all’approccio ai vari stili presenti, i quali influenzeranno giocoforza il numero di arti da caccia equipaggiabili dal nostro personaggio), rendendo così più fluida e giocabile l’intera avventura, specie per coloro i quali si avvicinano alla serie per la prima volta, dando anche modo di approcciarsi a un gameplay gustosamente arcade e senza particolari (e proibitive) curve di apprendimento. Detto in parole povere, tempo una manciata di minuti e sarete subito catturati dall’avventura (a differenza di quanto visto, di nuovo, anche in Monster Hunter World, decisamente più rigido e punitivo specie nei passaggi iniziali). Tutto perfetto, quindi? Purtroppo no: se da un lato il gioco risulta piacevole sotto il versante puramente ludico, una nota di demerito arriva non appena decidiamo di accostarci al comparto tecnico, inevitabilmente pensato per una console decisamente meno performante di Switch, nonostante il lavoro di ottimizzazione presenti in ogni caso dei punti a favore. Il gioco abbraccia poco sorprendentemente i 30 fotogrammi al secondo, una condizione più che necessaria visto che sia in modalità docked che portatile il titolo Capcom soffre le situazioni di gioco più concitate con rallentamenti piuttosto vistosi. Quantomeno, i 720p ci distrarranno da un livello di dettaglio dei scenari decisamente poco convincente (dopotutto, parliamo di un gioco concepito originariamente ben tre anni fa), con l’anti-aliasing a farla da padrone. Insomma, un titolo per Nintendo 3DS in tutto e per tutto, lontano dalle sofisticherie viste su PlayStation 4 e Xbox One solo pochi mesi fa. Nulla di grave, sia chiaro, sebbene faccia storcere il naso vedere una console tutto sommato performante come Switch “accontentarsi” di una conversione realizzata con ben poca convinzione. E sì, vi sono anche i caricamenti tra una schermata e l’altra della mappa di gioco.
Per il resto, i giocatori che non amano avventurarsi in solitaria, saranno felici di sapere che anche in Monster Hunter Generations Ultimate per Switch ci si potrà unire in battaglia sino a un massimo di tre giocatori in modalità cooperativa, online o in wireless locale. Inutile dire che in compagnia il tutto guadagna quel piacevole quid extra, capace di rendere l’esperienza ancora più avvincente di quanto non lo sia già. Per quanto riguarda il resto, che siate armati di balestra pesante o di spadone, ora siete pronti a cimentarvi nella prima, vera caccia ai mostri su Switch. Con l’idea che il meglio, forse, deve ancora venire.

Possibilità di trasferire i salvataggi dall’edizione 3DS
Buon numero di extra e correzioni strutturali
Impianto di gioco rodato e funzionale…


… nonostante inizi a sentire il peso del tempo
Graficamente non proprio al top
Non è il Monster Hunter che l’utenza Switch merita


7.5

Nonostante non sia il capitolo della serie perfetto, Monster Hunter Generations Ultimate (finalmente disponibile anche da noi) è in ogni caso lo stesso, ottimo episodio visto in precedenza sulle console portatili della famiglia 3DS. Alcune novità di rilievo (come ad esempio una manciata di mostri extra e arti da caccia), unite alla possibilità di trasferire salvataggi e progressi direttamente dall’edizione tascabile, rendono Generations Ultimate un avvio più che dignitoso del franchise sull’ammiraglia Nintendo, in attesa che Capcom decida – il più presto possibile – ad annunciare il vero Monster Hunter sviluppato appositamente per Switch. Solo allora la caccia potrà dirsi aperta con successo.




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