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I migliori minigiochi nei videogiochi | La classifica

I principali minigiochi che hanno lasciato il segno nel mondo dei videogiochi.

Quante volte, mentre giocavate a un videogioco, vi è capitato di trovare un minigioco, iniziarlo convinti di provarlo una o due volte per poi andare avanti con il gioco principale e invece vi siete ritrovati a passarci innumerevoli ore? Esistono dei titoli che hanno al loro interno dei minigiochi incredibilmente complessi, tanto che si potrebbe dire che sono veramente dei “giochi nei giochi”.

Spesso i minigiochi sono molto semplici nella loro struttura e richiedono un impegno minimo, pensiamo ai vari giochi d’azzardo come il poker, il blackjack o le slot machine inserite in numerosi titoli, come ad esempio in Red Dead Redemption o nella serie Yakuza. Ci sono poi minigiochi molto semplici, come la pesca, uno dei più abusati nei videogiochi giapponesi, dove spesso basta premere uno o due pulsanti per far abboccare i pesci; la ritroviamo per esempio in tutti i capitoli di Monster Hunter, in Final Fantasy XV e in alcuni capitoli di The Legend of Zelda.

Ci sono però titoli che hanno al loro interno dei minigiochi davvero molto elaborati, spesso con meccaniche uniche e totalmente diversi dal titolo di base, tanto da poter essere considerati dei giochi a parte. Anzi, come scopriremo con alcuni esempi all’interno di questa classifica, alcuni hanno avuto talmente tanto successo che sono poi effettivamente diventati dei videogiochi a parte.

Se siete curiosi di sapere quali sono i minigiochi che hanno catturato maggiormente l’attenzione dei giocatori eccovi la nostra classifica.

Se volete aggiungere altri minigiochi che vi hanno tenuto incollati per ore vi aspettiamo nei commenti in fondo all’articolo!

10) Dead Ops Arcade

Contenuto all’interno del primo Call of Duty: Black Ops, questo minigioco era attivabile inserendo la giusta password nel computer della CIA. Dead Ops Arcade mostra un approccio totalmente diverso e votato all’arcade puro della modalità zombie di COD. Questo minigioco funziona come un twin stick shooter e presenta diversi livelli da affrontare da soli o in cooperativa, mentre ci si fa largo tra orde di nemici cercando di rimanere in vita e di aumentare il proprio punteggio per ottenere potenziamenti sempre maggiori. Come da tradizione arcade, il giocatore ha 3 vite, che una volta finite decretano il game over. È però possibile ottenerne altre durante il gioco.

Il minigame è ritornato poi in versione aggiornata anche in Call of Duty: Black Ops III, dove era presente Dead Ops Arcade II, e anche nel recente Call of Duty: Black Ops Cold War con Dead Ops Arcade III. Queste due nuove versioni hanno anche un potenziamento che permette di giocare con la visuale in prima persona per un periodo limitato di tempo.

9) Geometry Wars

Cos’hanno in comune un gioco di corse e uno shooter spaziale vecchia scuola? Assolutamente nulla, se non che all’interno del primo Project Gotham Racing 2, esclusiva per la primissima Xbox uscita nel 2003, all’interno del garage c’era questo minigioco chiamato Geometry Wars, che richiamava molto i classici shooter spaziali degli anni ’80, in cui, in uno schermo fisso, bisognava evitare e distruggere i nemici che tentavano di mandare in pezzi la nostra navicella. Il titolo è stato poi riproposto anche nel terzo e quarto capitolo di Project Gotham Racing, ma allo stesso tempo è divenuto una serie a sé stante, che ha visto l’uscita di diversi episodi come ad esempio Geometry Wars: Retro Evolved, arrivato su Xbox 360 e PC, o Geometry Wars 3 Dimensions, uscito su PC e persino su PlayStation 3 e 4. Oltre alle versioni console sono anche usciti diversi capitoli per mobile: un vero successo per un minigioco nato in un garage.

8) Orlog

Tra le tante attività secondarie di Assassin’s Creed Valhalla, capitolo della famosa serie Ubisoft dedicato al popolo vichingo, uno dei minigiochi più curati è l’Orlog, un gioco di strategia basato prevalentemente sui dadi. Rispetto ai semplici giochi di dadi legati ai numeri, questo è molto più complesso e offre diverse opzioni.

Ogni giocatore lancia fino a sei dadi e poi decide quanti tenerne da giocare contro l’avversario. Le facce dei dadi sono divise tra due tipi di attacchi e di difesa (corpo a corpo e a distanza) e eventualmente una mano che serve a rubare i Favori Divini. Questa è una meccanica interessante che invoca il potere degli dei contro l’avversario per danneggiarlo. Lo scopo è azzerare la salute del nemico rappresentata da 15 piccole pietre.

All’interno di Valhalla ci saranno diversi giocatori da sfidare e per ogni vittoria si otterranno nuovi Favori Divini con cui potenziare le proprie abilità fino a diventare il miglior giocatore di Orlog del popolo vichingo.

Schermata dell'Orlog in Assassin's Creed Valhalla.

7) Tekken Ball

Tekken 3 è stato uno dei capitoli più riusciti e amati dai fan del famoso picchiaduro di Bandai Namco. Il cast di personaggi giocabili era davvero enorme e all’epoca della prima PlayStation era facile organizzare delle mega sfide con i propri amici per vedere chi era il più forte – salvo poi finire a giocare alla modalità Tekken Ball, dove bisognava utilizzare le mosse del proprio combattente per giocare un’improbabile partita di beach volley. Il divertimento di queste sfide era dato dall’imprevedibilità della palla, che bisognava colpire con forza per tentare di danneggiare l’avversario. Inoltre, volete mettere la possibilità di far giocare un panda e un dinosauro in una letale sfida a beach volley?

La modalità Tekken Ball, oltre che nel terzo capitolo, è riapparsa in Tekken Tag Tournament 2, anche se soltanto nella versione per Wii U. Speriamo di poterla rivedere in futuro, magari già nell’ottavo episodio della saga.

6) La gara tra muletti di Shenmue

Il gioco creato da Yu Suzuki è pieno di minigiochi di vario tipo, parte integrante della bellezza di Shenmue. Tra le tante attività presenti all’interno di questo grande classico, una è rimasta nel cuore dei fan, ossia le gare tra muletti. Queste assurde corse tra mezzi solitamente usati per carico e scarico erano parte della giornata di lavoro di Ryo Hazuki. Il giovane protagonista doveva sfidare i colleghi in una vera e propria gara di corsa intorno al cantiere di lavoro, dove oltre alla velocità contava conoscere bene il percorso e sfruttare ogni sbaglio dell’avversario per superarlo e prevalere nella corsa.

Si tratta di un minigioco di corse a tutti gli effetti, all’interno del vasto Shenmue, che ancora oggi viene ricordato con affetto da molti giocatori che hanno speso ore e ore per diventare il numero uno della corsa tra muletti.

Le spericolate corse tra muletti di Shenmue.

5) L’inseguimento in moto di Final Fantasy VII

La saga di Final Fantasy è sempre stata piena di svariati minigiochi e uno dei primi capitoli ad averne introdotto alcuni dei più complessi è stato proprio il settimo. Oltre a quelli più semplici, come la gara di squat, ne presentava alcuni molto più elaborati, ad esempio un minigioco di strategia giocabile a Fort Condor. Quello che più è rimasto impresso è però il minigioco legato alla corsa in moto con cui Cloud e i suoi compagni fuggono da Midgar. Dopo la fuga, sarà possibile rigiocarlo in versione più arcade al Gold Saucer.

In questo minigioco Cloud deve difendere i suoi compagni dall’assalto dei soldati della Shinra. Per farlo dovrà respingerli con la sua spada mentre nel frattempo si guida una moto da corsa dal look futuristico. Il minigioco è stato riproposto anche in Final Fantasy VII Remake in una versione ancor più elaborata, con l’aggiunta di attacchi speciali e boss battle uniche.

4) Gwent

The Witcher 3 è un titolo enorme che già di per sé offre centinaia di ore di gioco tra quest principale e side-quest, senza contare le espansioni. Tra le quest secondarie più riuscite c’è indubbiamente il cardgame chiamato Gwent. Geralt può infatti ottenere alcuni mazzi all’interno del gioco e poi sfidare altri giocatori per ottenere delle carte rare. C’è la possibilità perfino di affrontare dei tornei per diventare il miglior giocatore di Gwent in circolazione.

Chiunque abbia provato a fare una partita è rimasto rapito dalle meccaniche semplici e divertenti di questo gioco di carte. Il Gwent è un gioco strategico dove simuleremo una battaglia tra due eserciti. Ogni giocatore sceglie una carta comandante, ciascuna dotata di un’abilità speciale diversa, e dovrà giocare le sue truppe migliori per sbaragliare quelle avversarie. In alcune collector’s edition delle espansioni di The Witcher 3 erano inclusi anche alcuni mazzi reali per giocare dal vivo.

Il Gwent è diventato talmente popolare che CD Projekt RED ha poi creato un gioco a parte free-to-play disponibile per PS4, Xbox One, PC e Mobile. Nonostante la base sia la stessa, Gwent: The Witcher Card Game ha diverse regole aggiuntive e molte più carte rispetto alla versione presente in The Witcher 3. Non male per un gioco di carte nato come un contenuto secondario.

Una partita a Gwent in The Witcher 3.

3) I minigiochi di Yakuza

Scegliere un solo minigioco dalle serie Yakuza ci è sembrato impossibile. Nonostante tutta la serie di Yakuza sia incentrata su trame complesse e avvincenti e su combattimenti action, i minigiochi di ogni capitolo sono sempre tantissimi e spesso molto elaborati. Negli ultimi capitoli è persino possibile andare nelle sale giochi di Kamurocho e giocare a vecchi videogiochi di Sega inseriti nella loro versione completa, come Puyo Puyo, Space Harrier o Virtua Fighter 5.

Per il resto, nel corso degli innumerevoli capitoli da cui la saga è composta, tra prequel e spin-off, ne abbiamo visti di ogni tipo: da minigiochi strategici dove si utilizzano diverse truppe del nostro clan di yakuza per affrontare quelli rivali, a rhythm game in cui ci si sfida in gare di ballo tra idol o in colorate discoteche anni ’80, fino alle corse dei droni, a gestionali di hostess club e molto altro. All’interno della saga di Yakuza ogni capitolo ha almeno uno o due minigiochi che possono essere considerati dei giochi a parte per cura e impegno da dedicarci.

I minigiochi di Yakuza sanno sempre sorprendere.

2) Triple Triad e Tetra Master

Tornando a Final Fantasy, due dei minigiochi che tutti ricordano per averci speso ore e ore (e ORE) sono i due card game presenti in Final Fantasy VIII e Final Fantasy IX. Triple Triad era quello più famoso, presente all’interno dell’ottavo capitolo della saga. Nei panni di Squall Leonhart, tra una battaglia per salvare il mondo e un’altra, era buona abitudine provare a sfidare tutti i PNG in una partita a Triple Triad. Questo card game era semplice nel suo funzionamento, ma allo stesso tempo molto avvincente. Si giocava in una griglia 3×3 dove bisognava posizionare le carte. Ogni carta aveva 4 valori numerici, ognuno legato a un lato della carta, e, a seconda della posizione in cui veniva messa in gioco, solo uno di questi valori era utilizzato per sfidare le altre carte. Se il valore numerico era superiore a quello dell’avversario la carta veniva conquistata e alla fine vinceva chi aveva il maggior numero di carte del proprio colore sulla griglia. L’aspetto più intrigante di Triple Triad era anche il collezionismo: infatti, le carte rappresentavano mostri, evocazioni e personaggi del gioco, e al giocatore veniva la voglia di scoprirle tutte per formare un mazzo imbattibile.

In Final Fantasy IX era presente invece Tetra Master, altro gioco di carte collezionabili, dato che si basava sulle figure di mostri, personaggi e oggetti presenti nel gioco. Il card game era leggermente più complesso di Triple Triad; ogni carta poteva avere o non avere delle frecce che puntano verso una direzione, il giocatore posizionava quindi una carta con una freccia che puntava nella direzione adiacente a un’altra. Se la carta avversaria non aveva delle frecce nella direzione da cui era attaccata veniva sconfitta e catturata dal giocatore, altrimenti si andava in battaglia e la vittoria veniva decisa in base ai parametri indicati su entrambe le carte. Ogni carta conquistata attaccava poi quelle adiacenti, se era possibile, permettendo anche di creare delle combo in cui conquistare più carte.

Entrambi i card game erano estremamente popolari tra i giocatori di Final Fantasy, tanto che entrambi ebbero anche versioni fisiche, uscite esclusivamente in Giappone e oggi rarissime da trovare.

Quanta nostalgia sentite a ripensare a Triple Triad?

1) Blitzball

Uno dei minigiochi più riusciti della storia arriva ancora una volta dalla saga più popolare di Square Enix. Il Blitzball in Final Fantasy X era un vero e proprio gioco sportivo, in cui era possibile costituire una squadra con i giocatori trovati in giro per il mondo e persino equipaggiarli di tecniche speciali. Prima di ogni partita era necessario stabilire le strategie e la squadra che sarebbe scesa in campo. Le partite erano un mix tra un gioco sportivo e un RPG, dato che ogni volta che i giocatori si trovavano di fronte agli avversari si apriva un menu dove era possibile decidere la successiva azione.

Si poteva tentare il tiro, il passaggio o il dribbling e la riuscita di ogni azione dipendeva dalle statistiche dei giocatori. Era possibile persino infliggere degli status alterati agli avversari (e di conseguenza subirli) equipaggiando determinate tecniche ai giocatori. Si potevano affrontare amichevoli o interi campionati, e vincerli tutti era necessario per ottenere gli attacchi Overdrive e l’arma più potente di Wakka.

Il Blitzball era così lungo da completare da poter essere considerato un vero e proprio gioco nel gioco.

Anche in Final Fantasy X-2 era presente il minigioco del Blitzball, ma in versione più passiva: potremmo definirlo come la versione Blitzball di Football Manager. Diventare maestri del Blitzball richiedeva moltissime ore; tra l’ingaggio di giocatori forti, il miglioramento e l’ottenimento delle tecniche più potenti c’era davvero molto lavoro da fare, ma era incredibilmente divertente e curato, tanto che sembra strano che Square Enix non abbia mai pensato di realizzare un gioco a parte di questo fantastico sport fittizio.

Se volete un titolo dall’ottima storia e con tanti minigiochi molto diversi tra loro, allora Yakuza: Like a Dragon è quello che fa per voi.