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Microsoft approcciò Activision Blizzard subito dopo gli scandali di Kotick

Activision Blizzard ha ricevuto le prime attenzioni di Microsoft con un tempismo ottimo, subito dopo gli scandali di Bobby Kotick.

La notizia del 2022 è sicuramente quella dell’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, una vicenda che si intreccia con quella di Bobby Kotick.

L’acquisizione ha fatto interrogare tutti riguardo il destino di Call of Duty, uno dei franchise più importanti di Activision, che poteva diventare esclusiva Xbox.

Ma, no, Microsoft l’ha chiarito una volta per tutte: Call of Duty sarà su PlayStation, ora e per sempre, nonostante il valore dell’affare.

Una manovra così importante, ed imponente dal punto di vista finanziario, che anche la Federal Trade Commission si è mossa per valutarne l’effettiva validità.

Oltre all’entità della manovra in sé, l’acquisizione di Activision Blizzard è arrivata mentre Bobby Kotick è entrato al centro di una bufera enorme, per via del suo comportamento nella gestione delle ormai famigerate accuse di molestie.

Un tempismo che ha lasciato più di un interrogativo per quanto riguarda l’approccio di Microsoft, e la conseguente conclusione dell’affare.

Quand’è che il colosso di Redmond ha deciso di farsi avanti con l’azienda che, tra gli altri, produce IP come Overwatch?

Come riporta IGN US, forse non è stato esattamente un caso che Satya Nadella e Phil Spencer abbiano deciso di tentare di allungare le mani su Activision Blizzard.

Il 16 novembre il Wall Street Journal rendeva noto che Bobby Kotick era a conoscenza della condotta disdicevole dei lead della sua azienda. Il 19 novembre, Phil Spencer iniziò una chiamata con Kotick che ha portato poi all’effettiva acquisizione.

Passarono quindi solo tre giorni da quando Kotick si ritrovò nella posizione scomoda, perché Microsoft prendesse la decisione di iniziare la trattativa con Activision Blizzard.

Una manovra che continuerà a far discutere sicuramente. Microsoft, infatti, ha commentato riguardo l’interesse della Federal Trade Commission nei propri affari.

Reazioni scomposte anche dalla “gente comune” per così dire, perché un rivenditore ha addirittura sconsigliato di acquistare una PlayStation 5 dopo l’affare MS-Activision.

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