Metro Exodus Recensione | Il Grande Esodo

L'opera più ambiziosa di 4A Games, Metro Exodus, evolve la formula della serie e non tradisce le sue origini. Ecco la nostra recensione.

Il sogno di Artyom è quello di un uomo che vuole vivere ancora, cambiare vita, sperare che il suo destino non sia già segnato. Fuori dai cunicoli della metro probabilmente c’è ancora vita, ne è convinto; non sono rimaste solo lande desolate e radioattive dove gli essere umani sono morti e i mutanti banchettano sui loro resti, non può essere davvero questo il mondo post-atomico. Assieme alla sua compagna Anna e a un manipolo di ranger spartani, Artyom salirà a bordo dell’Aurora, un’enorme locomotiva a vapore che funge da casa e da base per le operazioni.
Metro Exodus vuole accompagnarvi lungo un intero anno solare scandito dalle quattro stagioni, in un viaggio periglioso dove la coraggiosa ricerca della verità vale più di un’esistenza trascinata per inerzia.

Dark Scene Metro

La Vita Fuori dalla metro

La premessa narrativa di Metro Exodus ruota attorno alla grande menzogna che per molti anni ha confinato la popolazione sotto terra. Il grande esodo inizia quando lì fuori, poco lontano dalla tentacolare metro di Mosca, si scopre che non tutto era come veniva dipinto: l’aria è respirabile, la guerra nucleare non ha del tutto estinto la specie umana ed esistono delle piccole comunità che si sono riorganizzate con avamposti e accampamenti. Il mondo ha ancora una speranza per ricominciare, ma l’umanità è alla deriva e le tribù sono tornate a un’organizzazione primitiva, spesso senza controllo e molto pericolosa.

Autumn

Dalla primavera alla torrida estate passata tra dune desertiche e relitti architettonici, dall’autunno vissuto in una foresta fino al profondo inverno nucleare, Metro Exodus amplia a dismisura il ventaglio dell’offerta, evolvendo il franchise senza mai snaturarlo davvero. Sebbene siano presenti grandi aree da esplorare e obiettivi facoltativi che arricchiscono la corposa storia messa in piedi da 4A Games (che rimane fortemente ispirata da Metro 2035 di Dmitrij Gluchovskij), gli sviluppatori non hanno abbandonato gli elementi che hanno decretato la fortuna della serie. Se è vero che in Metro Exodus sono presenti un grande deserto, la taiga russa e in generale delle aree macroscopiche da esplorare in lungo e in largo, è vero anche che non manca mai l’attenta alternanza di zone al chiuso, opprimenti e spaventose. Tra un bunker anti-atomico asfittico e minaccioso, un laboratorio abbandonato e immerso nel buio – in cui si odono rumori e versi sinistri -, e altri vecchi stabili in cui avventurarsi, Metro Exodus è in grado di presentare con disinvoltura e grande chiarezza tutte le sue facce, configurandosi come un mix molto equilibrato di avventura, lotta per la sopravvivenza, attenta esplorazione e conflitti a fuoco. I dialoghi, doppiati e sottotitolati in italiano grazie a una buona localizzazione, sono molto fitti, a tratti soverchianti, con lunghi monologhi dove Artyom – com’è noto – non risponde mai. Questo crea un effetto straniante ma anche nostalgico, come se in effetti Metro Exodus facesse di tutto per rimanere ancorato alla narrazione dei classici di un tempo. Questi lunghi momenti punteggiati da pause, silenzi, tempi dilatati e stranezze, creano distanze tra i personaggi e talvolta spezzano la credibilità delle scene allestite.

Winter Aurora

Eppure la narrazione di Metro Exodus, nonostante sia verbosa e ricca di orpelli, funziona molto bene fino alla fine. Non solo si muove lungo la linea delle vicende personali del protagonista e dei suoi comprimari, ma crea altre linee legate all’ambientazione, alle tribù e alle memorie disseminate nei luoghi di morte e desolazione, facendole intersecare con grazia e senza lasciar intravedere forzature.
Metro Exodus è un titolo fortemente story driven, che concede più spazio di manovra al giocatore senza mai lasciarlo in balia di riempitivi non necessari; al contrario, ogni obiettivo secondario è legato alla trama e contribuisce a svelare più dettagli della storia principale.

Monster Metro Exodus

Il Mondo di Domani

La progressione di Metro Exodus segue un’ordinata linearità, pur comprendendo lunghe e facoltative sortite dal tragitto principale, che si traducono in missioni extra legate all’approfondimento della lore e al reperimento delle risorse, fondamentali per la creazione di medikit, proiettili e filtri per la maschera antigas. A difficoltà standard tutto è piuttosto gestibile e i rifornimenti difficilmente mancheranno, ma a difficile o ad estremo dovrete vedervela con una maggiore aggressività nemica e una presenza degli oggetti più rarefatta. A proposito degli avversari, ciò che non convince granché è l’IA dei nemici umani, che eseguono routine comportamentali poco credibili e davvero poco furbe. Anche i mutanti non sono da meno, e a parte rari casi nella sezione finale, risultano essere anche lenti e con movimenti poco fluidi causati dalla mancanza di alcune animazioni di raccordo.

Grazie al ciclo giorno/notte potrete decidere se agire alla luce del sole (affrontando predoni, guardie e soldati), oppure col favore dell’ombra, ossia quando i mutanti e le anomalie atmosferiche saranno i vostri ostacoli principali. Qualunque sia la vostra scelta, tenete sempre a mente che in Metro Exodus la vostra conduzione di gioco sarà cruciale per determinare le conseguenze delle vostre scelte; valutate sempre se è il caso di agire in furtività e stordire chi vi sbarra la strada, oppure se fare un massacro: ci sono innocenti che non hanno colpe e che potrebbero diventare vittime inconsapevoli delle vostre scelleratezze.

Autumn

Per avvantaggiarvi in battaglia avrete semplicemente l’imbarazzo della scelta: l’arsenale di letali armi artigianali è completamente personalizzabile e vi consente di modificare danni, gittata, maneggevolezza e precisione. Se ad esempio avrete tra le mani un revolver ma volete rimanere ben nascosti e raggiungere un nemico posto a grandi distanze, vi basterà montare un calcio a stampella, una canna lunga e un mirino con zoom aumentato per trasformarla in un’arma a lunga gittata. E questo è solo uno degli esempi utili a farvi capire quanta gestione strategica ci sia in Metro Exodus. Elemento che, ad onor del vero, diventa importante solo ad elevati livelli di difficoltà.

Aurora Front

Fuga dalla Disperazione

La grandezza di Metro Exodus non si misura solo conteggiando i chilometri che vi farà percorrere, ma anche attraverso l’abilità degli sviluppatori che, in cinque anni di duro lavoro, sono riusciti a far crescere la serie con questo nuovo capitolo. Era inevitabile uscire dai tunnel della metro e mettere l’opera sotto una nuova luce, eppure 4A Games non ha ceduto alle tentazioni del mercato odierno. Metro Exodus è un avventura moderna con l’ossatura solida di un grande classico, e in diverse sezioni di gioco non potrete fare a meno di richiamare alla memoria i momenti più riusciti del primo Rage o le istantanee indelebili di Half-Life. Sì, Metro Exodus è esattamente questo tipo di gioco, capace di lasciarvi dentro nuovi ricordi anche a distanza di molto tempo.

Tecnicamente Metro Exodus si presenta in grande spolvero e su PC, versione da noi provata, riesce a mettere in evidenza le grandi qualità dell’engine proprietario. Non fatevi intimorire dai requisiti, che sono in realtà esageratamente settati verso l’alto: con una scheda grafica di fascia media potrete tranquillamente godervi Metro Exodus a dettagli alti, includendo la tassellazione e sistemando opportunamente le opzioni per non appesantire troppo il frame rate, che non ha mai esitato nemmeno durante i momenti più concitati.

A fronte di una buonissima modellazione poligonale, a soffrire un po’ sono forse gli shader ridotti al minimo sindacale, la poca espressività dei volti, il labiale impreciso, le animazioni lente e spesso un po’ goffe e qualche sparuto glitch grafico dovuto alle compenetrazioni dei cadaveri con gli elementi dello scenario. Al di là di questo, gli effetti luce sono degni di nota, la resa estetica degli ambienti è granitica sia di giorno, sia di notte e, globalmente, la rappresentazione di un mondo credibile e artisticamente ispirato ha ben pochi punti deboli. Metro Exodus è insomma un titolo che riesce a fare meglio dei predecessori, e se siete disposti a perdonargli qualche inciampo, potrete godervi un’opera intensa e molto solida da tutti i punti di vista.

+ Storia ben strutturata, intensa e ricca di dettagli
+ Il sistema di crafting delle armi offre una grande profondità strategica, soprattutto alle difficoltà più elevate
+ Struttura di gioco tra il classico e il moderno, che fa evolvere la serie senza tradirne le origini
- La sceneggiatura è ipertrofica e alcuni dialoghi/monologhi hanno un effetto straniante
- Animazioni, labiale ed espressività dei volti non al top
- IA deficitaria

8.5

Metro Exodus è il progetto più ambizioso di 4A Games e dalla recensione è facile capirne i motivi. Dopo un lustro di duro lavoro, gli sviluppatori ucraini sono riusciti nella difficile impresa di evolvere una serie con delle caratteristiche ben precise e molto apprezzate dai fan, senza tuttavia estirparne le radici. Metro Exodus non si lascia sedurre dalle mode del mercato e si conferma un altro solido capitolo che svecchia e migliora la saga.