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Medieval Dynasty – Recensione | Una tranquilla giornata nel medioevo

Medieval Dynasty ci mette alla guida di una piccola comunità medievale appena fondata, ma non aspettatevi grandi emozioni da questo vostro nuovo ruolo.

La guerra ci ha portato via tutto. I banditi hanno bruciato i nostri campi, raso al suolo le case e io, Racimir, ho visto morire i miei genitori in questo attacco. Non ho nulla, se non qualche spicciolo e una speranza che risponde al nome di Iordan, mio zio, che forse potrò darmi una nuova speranza nel suo villaggio…

Medieval Dynasty

Piattaforma:
PC
Sviluppatore:
Render Cube
Distributore:
Toplitz Productions

Ed ecco che mi ritrovo a raccogliere bastoni e tronchi da un anno. Ora ho un impero commerciale basato su rami e pietre. Quello che poteva essere l’epico inizio di un’avventura è finito semplicemente nelle mani di Render Cube, che da questo preambolo è partita per creare Medieval Dynasty, il simulatore di vita medievale di un comune cittadino.

Abbandonata ogni velleità di emozioni e di batticuore, non resta che rimboccarsi le maniche per ricostruire da zero una nuova storia, fatta di raccolta nei campi, caccia, attività commerciali e relazioni con i cittadini che popolano i vari villaggi.

Ah, e di raccolta di bastoni, che non sono mai abbastanza.

La quotidianità dell’anno 1000

Al di là di qualche somiglianza nelle premesse e nell’ambientazione, Medieval Dynasty non ha nulla da spartire con i due Mount & Blade o con Kingdom Come: Deliverance. Anche la storia abbozzata ad avvio partita finisce quasi immediatamente sullo sfondo, relegata ad una serie di quest del tutto dimenticabili, che spesso si riducono a fare da fattorino per qualche nuova faccia incontrata lungo il cammino.

La traduzione in italiano non aiuta poi ad immergersi nella situazione, vista la presenza di numerosi orrori grammaticali che vanno a sommarsi a scambi di battute talmente assurdi da fare il giro e diventare memorabili. Poco conta, perché lo scopo ultimo è dar vita ad una vera e propria dinastia, con moglie, figli e lavoratori che mettano a frutto una società medievale nata dalle ceneri.

Niente castelli, draghi o cavalieri

Anni bui

Senza una vera guida, i primi minuti passati in questa grigia età di mezzo sono abbastanza spaesanti.

Purtroppo il tutorial si riduce ad un elenco di voci che non spiega assolutamente nulla, mancano tutti i tooltip per le varie icone ed indicatori e quando si cerca di divincolarsi fra i vari menù legati alla creazione degli oggetti e degli edifici si resta spiazzati al cospetto di un elenco di materiali che non si sa bene come reperire.

Intanto cresce la fame, siamo assetati, senza un soldo o un tetto sotto cui dormire, ma ecco apparire davanti a noi come un miraggio la svolta: i bastoni. Può sembrare un’esagerazione, ma Medieval Dynasty è un survival game da affrontare a piccoli passi, minuscoli tasselli di un puzzle che poco alla volta assume dimensioni sempre più mastodontiche.

Anche i fiori sono una preziosa risorsa

Dopo aver capito come gestire le poche risorse iniziali, in una manciata di click ecco apparire un coltello di pietra, un’accetta e una lancia di legno, strumenti sufficienti per piazzare delle trappole e per abbattere qualche albero.

La strada inizia ad essere meno impervia con la pancia piena e gli abeti abbattuti diventano le fondamenta di una prima e rudimentale casa, da costruire a mano a colpi di martello. Con i suoi ritmi e con una lentezza alle volte esasperante, Medieval Dynasty inizia a svelare tutta la sua profondità e le possibilità offerte ad un giocatore che può essere letteralmente chi vuole all’interno di questo fittizio universo.

Accanto alla casa sorge una segheria, poi un capanno di caccia e infine un laboratorio dove combinare le risorse e, a loro volta, questi edifici innestano nuove catene di oggetti da ricercare, ricette da cucinare e armi da sviluppare, fino a mettere in piedi un piccolo mercatino.

Esiste un medioevo senza la guerra

L’opera di Render Cube richiede di esser vissuta con tutta la calma di questo mondo e anche l’assenza – quasi – totale di pericoli va letta in questo senso. I parametri vitali da tenere sotto osservazione non sono tantissimi e, a meno di azioni scellerate, è difficile che essi scendano sotto la soglia critica. Magari non provate a cacciare un’alce alta due metri con una lancia di legno, le sue corna potrebbero fare molto male.

Volendo si può poi abbattere del tutto la difficoltà agendo su qualche parametro presente nelle opzioni, fino ad eliminare completamente la possibilità di esser assaltati da parte dei banditi nemici.

Medieval Dynasty è l’esatto opposto di un action game, i suoi combattimenti in prima persona sono fatti di duro legno, i colpi inferti non hanno nessun feedback e la maggior parte dei fendenti sono diretti a conigli, volpi o altri animali. Date le premesse, conviene del tutto disattivare le fastidiose incursioni che rischiano di buttare all’aria tutti i progressi raggiunti con la fatica e con il sudore e di godersi al meglio il tranquillo viaggio.

Mattone su mattone

La parola d’ordine di Medieval Dynasty è proprio progressione e ogni piccolo passo in avanti garantisce parecchie soddisfazioni. La crescita del personaggio è affidata ad un sistema di tipo ruolistico che riprende da vicino lo schema ad esempio già utilizzato in Skyrim, con i punti esperienza che aumentano mano a mano che si svolge una certa tipologia di azione e si vanno ad accumulare nelle varie specializzazioni.

Ad esempio, dando la caccia ai vari animali si sbloccheranno abilità in questo campo, mentre l’interazione con gli altri NPC farà crescere la reputazione del nostro nuova dinastia e attirerà ulteriori cittadini.

Uno skill tree abbastanza classico

La componente RPG non si esaurisce in qualche percentuale aggiuntiva sulla resistenza al freddo o alla fame, ma si espande a dismisura nell’albero delle tecnologie, dove sono racchiuse tutte le costruzioni che è possibile posizionare nella cittadina e tutti gli strumenti e arnesi da maneggiare.

L’elenco è davvero vasto e, vista la calma con cui si raggiunge il gradino successivo, si prova un reale senso di soddisfazione quando si apre una nuova strada da percorrere, che si tratti di mestoli o padelle da vendere, o di una piantagione di susine. Medieval Dynasty è l’esaltazione delle piccole gioie.

Colleghi duri di comprendonio

Con il passare degli anni l’insediamento diventa sempre più sfaccettato e va gestito nelle sue varie attività, ma la componente strategica messa sul piatto da Medieval Dynasty lascia parecchi dubbi.

Dopo aver reclutato i cittadini sparsi fra le varie città in attesa di un incarico, ben presto ci si accorge che questi lavoratori sono incapaci di svolgere in autonomia anche il più banale dei compiti. Bisogna costruire per loro una abitazione, assegnargli una mansione e soprattutto provvedere al loro fabbisogno, nonostante siano circondati da risorse e basterebbero pochi passi per afferrare una preda.

Insomma, più che dare un aiuto, questi colleghi non fanno altro che aumentare il carico di lavoro e solo nelle fasi più avanzate, quando si possiede un cospicuo magazzino, si riesce a sfruttare al meglio la loro collaborazione.

I cittadini non hanno una faccia troppo sveglia

Il placido passare del tempo è scandito dai giorni e dalle stagioni, con i quattro momenti dell’anno che propongono sfide ed opportunità differenti, come il gelo a cui resistere d’inverno o la distesa di funghi che spunta durante l’autunno e che può generare anche un consistente profitto.

Al di là di questi cambiamenti, il sandbox open world proposto da Medieval Dynasty è purtroppo sempre uguale a sé stesso, ingessato all’interno di rigidi schemi che non possono essere modificati per far nascere del gameplay emergente.

Ci si muove dentro stretti binari che rendono ancora più ripetitivo il ciclo delle attività, fino al paradosso che, anche scagliando una freccia contro un NPC, quest’ultimo rimarrà impassibile davanti all’attacco e ci fisserà con i suoi vuoti occhi inanimati. Gli sviluppatori non avevano previsto il nostro allineamento caotico malvagio.

Un’età di mezzo a singhiozzi

Medieval Dynasty è un gioco che si ama o si odia, non sono previste vie di mezzo. È perfetto per chi vuole spendere ore e ore a coltivare il proprio orticello digitale, ma queste stesse azioni potrebbero far addormentare con il pad alla mano una buona fetta di giocatori, senza considerare l’altra parte che si ritroverà con i crampi alle dita mentre cerca di farsi largo attraverso i numerosi menù.

La microgestione è un ospite ingombrante con cui spesso bisogna convivere e, anche dopo parecchie sessioni di gioco, ancora fatichiamo ad orientarci in una UI suddivisa con poca logica e che porta via parecchio tempo mentre si entra e si esce da un menù solo per mangiare una mela.

L’ultimo ostacolo è rappresentato da una stabilità tecnica tutt’altro che ottimale, con evidenti cali di frame difficili da comprendere e bug decisamente fastidiosi e che ci hanno costretto a riavviare il gioco mentre il nostro alter ego virtuale rimaneva incastrato in una staccionata alta sessanta centimetri.

Se volete spolpare Medieval Dynasty su un PC da gaming, date un’occhiata a questo notebook proposto su Amazon.

7,0

Medieval Dynasty

Piattaforme: pc
Medieval Dynasty non fa molti sforzi per esser apprezzato, non guida per mano il giocatore e lo lascia in balia di un mondo a lui ostile e sconosciuto, alle prese con meccaniche surival e una società medievale tutta da costruire. Per un paradosso, proprio in questa sua ermeticità si nascondono i veri pregi del gioco, capace di regalare non poche soddisfazioni quando si sbloccano nuovi edifici e si acquistano dei progetti per degli oggetti da costruire. La lenta progressione non fa che aumentare questo appagamento, anche se dobbiamo far notare parecchi inconvenienti che più volte ci hanno fatto chiedere se valesse la pena proseguire nei nostri sforzi, come evidenti bug, una traduzione in italiano tragicomica e una storia del tutto dimenticabile. In fin dei conti la risposta resta comunque positiva e i pregi superano i pur presenti difetti.

Pro

  • Praticamente infinito
  • Non c'è un'unica strada da percorrere
  • Una lenta progressione che valorizza ogni singola scoperta

Contro

  • UI davvero macchinosa
  • Le quest possono anche esser evitate
  • AI dei lavoratori assente
  • La microgestione aumenta il senso di ripetitività
7,0