Marvel’s Spider-Man: Silver Lining recensione | La resa dei Conti

La Città che non Dorme Mai arriva alla sua conclusione con Silver Lining, terzo ed ultimo DLC che tira le fila della trama e dà una degna conclusione alle avventure post-campagna principale di Spider-Man. Dopo La Rapina e Territori Contesi (con quest’ultimo che aveva lasciato in sospeso la sorte del villain principale), l’ultimo contenuto scaricabile mette in scena il ritorno del redivivo Hammerhead e tratteggia il rapporto ambiguo tra Silver Sable e l’amichevole arrampicamuri di quartiere.

Chiusura del Cerchio

Silver Lining, in fondo, non si distanzia granché dalla qualità espressa nelle due precedenti parti che compongono La Città che non Dorme Mai. Persino la struttura, i tempi e la costruzione di quelle due ore circa che vi terranno (e vi hanno tenuti) impegnati, sono le medesime. Ecco dunque che riemerge il solito dubbio: non era forse meglio – per lo meno per gli utenti – poter accaparrarsi una maxi espansione non diluita nei contenuti e non spezzata in tre tronconi? Sony aveva intrapreso una strada ben precisa che stava funzionando alla grande (si pensi al supporto post-lancio di Bloodborne o di Horizon: Zero Dawn, giusto per citarne un paio); ci si chiede dunque perché ritornare a una formula la cui somma delle parti non è in grado né di convincere appieno, né ad elevarsi al di sopra di una qualità media.

Obbligatorie considerazioni a parte, Silver Lining rimane ugualmente un contenuto accattivante. Il merito è senz’altro della buona caratterizzazione di Silver Sable, personaggio che nella campagna principale era relegata un po’ ai margini e che qui spicca su tutti, finanche su quell’Hammerhead che si è rivelato a più riprese un villain la cui personalità si attesta tra lo scontato e l’impalpabile. Si capisce dunque che anche gli scontri clou (sia in Territori Contesi, sia in Silver Lining) ne escono senza infamia e senza lode, nonostante gli sviluppatori abbiano pensato a un paio di trovate non male.

Ci riferiamo in particolar modo al supporto che avrete da Silver Sable, costretta a collaborare con Spider-Man per difendere il proprio arsenale e i propri affari. Il personaggio vive quasi un conflitto interiore quando si ritrova ad avere a che fare col protagonista, e i suoi interventi salvifici e risoluti – assieme ai dialoghi con l’Uomo-Ragno – fanno emergere una personalità e un carattere tutti d’un pezzo, difficilmente perscrutabili.

Il Crimine non Muore Mai

Il sodalizio obbligato funziona bene, viene dato ampio spazio all’azione e sono presenti diverse sortite extra tutto sommato prevedibili. Il finale s’indovina sin dall’inizio, così come semplici sono da intuire i risvolti narrativi che porteranno Miles ad avere una maturazione e un ruolo differente nell’eventuale prosieguo della serie. Non ci ha convinto invece la strana uscita di scena di Watanabe, spalla di Spider-Man nel precedente DLC e personaggio completamente messo da parte in Silver Lining.

Poche novità invece sul fronte del sistema di gioco, che come già lasciato intendere non cambia granché rispetto all’espansione di ottobre e quella di novembre. Si segnalano un paio di arene con scontri più ostici del solito, con la difficoltà che ha un’impennata decisa per via della varietà dei nemici e dei loro attacchi. Oltre agli scagnozzi semplici di Hammerhead, ritroverete quelli di grossa stazza, quelli dotati di scudo tecnologico, gl’infingardi che vi attaccheranno con le fruste e gli immancabili avversari col jetpack che danno verticalità ai combattimenti, assieme ai sempre presenti criminali armati di lanciamissili, posti solitamente sui margini delle arene.

Se perderete la concentrazione e non userete i vostri gadget al meglio, potreste in effetti incorrere in qualche morte, ma considerando la difficoltà media del titolo in questione, non avrete mai enormi problemi. Oltre ai nuovi costumi da sbloccare, tra cui quello dedicato alla trilogia di Sam Raimi, fanno ritorno le sadiche sfide di Screwball, i covi di Hammerhead da sgominare e la ricerca di nove punti focali disseminati lungo la città.
Certamente poco per rimanere piacevolmente sorpresi, ma capiamo anche la strategia di voler mantenere alto l’interesse fino alla fine dell’anno su un gioco di buon successo, in attesa di un 2019 che si preannuncia già piuttosto movimentato.

+ Silver Sable è un personaggio ben caratterizzato
+ Alcune arene hanno picchi di difficoltà un po' più elevati
- Poche novità e una chiusura smorta e senza sorprese
- Hammerhead non riesce a sollevarsi dal suo anonimato

7.0

Da Silver Lining, ultimo dei tre contenuti che compongono La Città che non Dorme Mai, ci si aspettava senz’altro qualcosa in più, per lo meno dal finale. Senza particolari guizzi né forza, la conclusione del supporto post-lancio si è rivelata appena nella media, in linea coi precedenti DLC. Alcuni personaggi meritavano un approfondimento migliore, altri non sono particolarmente carismatici, mentre altri ancora lasciano – almeno loro – ampio spazio alle congetture sul prosieguo eventuale della serie di Insomniac.