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Marvel’s Spider-Man: Miles Morales | Video Recensione PS5 – Grandi poteri, grandi responsabilità

Il primo tuffo che Sony concede nella next-gen è quello nella calzamaglia di uno dei supereroi più amati di sempre: Miles Morales è davvero il la di PlayStation 5?

È da grandi poteri che derivano grandi responsabilità: nessuno lo sa meglio di Spider-Man, anche quando la sua tenuta è indossata dal giovane Miles, e nessuno lo sa meglio di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales. La nuova fatica firmata di Insomniac arriva sul mercato non solo con sulle spalle la necessità di replicare quanto di buono fatto del precedente Marvel’s Spider-Man, ma anche con l’onere di essere il primo AAA per PlayStation 5 che strizza l’occhio al grandissimo pubblico.

Marvel's Spider-Man: Miles Morales

Piattaforma:
PS5
Genere:
action-adventure
Data di uscita:
12 Novembre 2020
Sviluppatore:
Insomniac Games
Distributore:
Sony Interactive Entertainment

Sempre impavido nelle sue avventure e pronto a correre in soccorso dei giusti, riuscirà il nostro eroe-arrampicamuri anche nell’impresa di essere un ottimo apripista per la generazione PlayStation che verrà? Scopriamolo nella nostra recensione.

L’ascesa di Miles Morales

Dal suo annuncio a oggi, giorno delle sue recensioni, Marvel’s Spider-Man: Miles Morales ha vissuto un po’ di montagne russe: dapprima i fan lo avevano immaginato come un nuovo episodio a tutti gli effetti, con gli addetti ai lavori che hanno da subito precisato che sarebbe stato un gioco dalle dimensioni più vicine a un Infamous: First Light o a un Uncharted: L’eredità perduta. Affermazioni che, come vedremo, trovano conferma nell’offerta ludica.

 

Dopo le vicende dell’originale Marvel’s Spider-Man, il giovane Miles è pronto a compiere un nuovo passo e a caricarsi addosso la responsabilità di diventare Spider-Man in piena regola, in un momento di assenza di Peter Parker da New York (con il suo nuovo volto, sì, ndr). Senza farvi anticipazioni di nessun tipo sul dipanarsi delle vicende, che vi lasciamo il piacere di scoprire, da questa premessa si snoda il viaggio che porterà Miles a fare i conti con la sua voglia di diventare l’eroe della Grande Mela — anche facendo fronte al fatto che l’originale Spider-Man, per i cittadini newyorchesi, metta parecchio in ombra la sua figura e i suoi intenti.

Il gameplay di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Immaginate Miles Morales esattamente come un more of the same: il videogioco realizzato da Insomniac è in tutto e per tutto il figlio legittimo del gioco uscito nel 2018, dal quale eredita pesantemente le logiche e il gameplay. Nei panni di Miles vi troverete così a poter scorrazzare liberamente per la mappa dell’intera Manhattan, impegnati tra missioni primarie, missioni secondarie, attività che vi saranno segnalate sullo smartphone in-game, in un’apposita app, e crimini in tempo reale che spunteranno per strada durante le vostre traversate.

Manhattan è tutta a vostra disposizione

Tutti gli incarichi sono indicati in modo chiaro da un’interfaccia nitida e che fa un uso sapiente dei colori, impedendovi così di scambiare le secondarie con le missioni che fanno avanzare la trama. Di qualsiasi tipologia sia l’incarico che svolgerete, il core gameplay loop non cambierà: dovrete servirvi delle ragnatele per raggiungere la destinazione e, nella maggior parte dei casi, combattere contro i nemici che vi attendono.

Per quanto riguarda l’esplorazione, il suo funzionamento è identico a quello del precedente Spider-Man: potrete dondolarvi con le ragnatele con R2, lasciarvi cadere nel vuoto per guadagnare velocità, eseguire piroette e scatti per esibirvi in spettacolari voli tra i grattacieli. La traversata risulta rapida e piacevole, impreziosita ulteriormente dal colpo d’occhio di PS5 — del quale parleremo tra un momento.

L’altra metà della (Grande) mela è rappresentata dal combat system: anche in questo caso, la sua natura è ereditata di peso da quella del gioco precedente, anche nella mappatura dei controlli e nella realizzazione delle combo. I nemici vi accerchieranno cercando di mettervi all’angolo, ma potrete colpirli con i pugni, lanciarli nel vuoto, scagliargli contro altri oggetti, immobilizzarli con le vostre ragnatele e sfruttare fino a quattro gadget a vostro vantaggio — dagli ologrammi pronti all’attacco passando per le mine stordenti.

I combattimenti sono incentrati sulla spettacolarità

In alcuni momenti, soprattutto in scenari al chiuso, abbiamo notato che non sempre la telecamera aiuta a capirci qualcosa e vi ritroverete abbastanza spesso a scazzottare contro qualsiasi cosa si muova. Non aspettatevi un combattimento ragionato e particolarmente tattico, insomma, perché tutto sarà votato alla spettacolarità e all’immediatezza: completando tante combo consecutive, magari servendovi anche della schivata, caricherete la barra Venom. Questo potere speciale di Miles vi permette di sfoderare degli attacchi potentissimi, in grado di piegare anche la resistenza dei nemici più ostici o di farvi recuperare l’energia, a seconda di come deciderete di investire la barra.

Il risultato, controller alla mano, è soddisfacente: il combat system non è particolarmente profondo, ma è divertente e misurato sulla longevità del gioco riesce nell’intento di arricchirsi passo passo. Ad aiutarlo c’è anche il fatto che il gioco disponga di quattro livelli iniziali di difficoltà, che rendono l’esperienza scalabile in base alle vostre necessità. Si va dalla prima e più bassa, in cui siete immortali e potete picchiare i cattivoni e scorrazzare senza preoccupazioni, a quella più alta, dove subirete più danni e dovrete darvi più da fare con schivate e utilizzo intelligente del potere Venom.

Per quanto riguarda, invece, la varietà dei nemici, non è particolarmente abbondante: la maggior parte tenterà di colpirvi a pugni e subirà parecchi danni, altri sono più grossi e vanno elusi scivolandogli alle spalle in schivata o sfruttando il potere Venom, altri ancora saranno dotati di uno scudo che dovrete strappargli o disarcionare, prima di riuscire a ferirli. Nelle diverse situazioni i nemici sono di solito mescolati, il che rende le scazzottate più pepate e meno monotone.

Miles avrà a disposizione i poteri Venom

Un’interessante variazione sul tema è quella data dai momenti stealth, in cui il gioco vi chiede come di consueto di liberare una zona da tutti i nemici presenti, ma vi lascia la libertà di scegliere se andare avanti con un approccio diretto o se provare a rimanere nascosti. Ad avvantaggiarvi ci sono ovviamente i poteri di Spidey, che può balzare da una sporgenza all’altra semplicemente premendo entrambi i grilletti: da qui, potrete sfruttare appositi potenziamenti per rimanere occultati e anche appendere i vostri nemici colpendoli dall’alto, in stile Batman Arkham.

Queste fasi risultano interessanti e più strategiche, se non fosse che l’intelligenza artificiale è ai minimi termini (a dir poco) e i vostri avversari non riuscirebbero a ripercorrere le vostre tracce nemmeno impegnandosi: vi basterà arrampicarvi da qualche parte per uscire dal loro campo visivo e non gli verrà in mente, sappiate, di alzare lo sguardo per provare a stanarvi. Dopotutto, se stai affrontando Spider-Man, perché mai dovresti cercarlo appeso a una parete o a un soffitto, giusto?

Nelle vostre avventure accumulerete punti esperienza che faranno salire di livello Miles, migliorando in automatico alcune delle sue statistiche. A questi si accompagnano dei punti abilità che sarete invece voi a spendere, migliorando tre diversi rami che permettono di essere più forti nel corpo a corpo, ad esempio, o nell’uso dei poteri Venom. A ciò si legano anche i costumi, con cui potrete sbizzarrirvi: potete sbloccarne diversi proseguendo nel gioco o completando obiettivi specifici, e a ciascuno corrisponde un’abilità extra che potrete poi equipaggiare per dare vita al vostro Spider-Man ideale.

Non soffrite di vertigini, vero?

Giocare su PlayStation 5 a Marvel’s Spider-Man: Miles Morales

Se, dal punto di vista del gameplay, Miles Morales si accontenta di essere un more of the same del suo capostipite, dove il titolo Insomniac brilla maggiormente è senza dubbio nel mostrare le possibilità offerte dall’SSD di PlayStation 5.

Le transizioni da un momento di gioco all’altro sono così scorrevoli che non vi accorgerete nemmeno della loro presenza e durante le nostre esplorazioni non ci è mai capitato di vedere texture venire caricate in ritardo o contenuti fare pop-in sullo sfondo: New York è apparsa viva mentre sfrecciavamo tra i suoi grattacieli, senza che ci fossero singhiozzi di nessuna sorta. Dal lancio del gioco a trovarsi nei panni di Miles passa una manciata di secondi e il momento in cui caricate la partita viene seguito da una dissolvenza in nero che ha gli stessi tempi di quella di un film: pochi secondi, nessun caricamento visibile, e si sta già giocando con l’intera Manhattan ai propri piedi.

Purtroppo, probabilmente anche in virtù della sua natura cross-gen, non si può dire lo stesso per il controller DualSense: delle straordinarie potenzialità mostrate da Astro’s Playroom non c’è praticamente traccia e, a parte il suono delle ragnatele che arriva direttamente dal controller e qualche input aptico timido con le vibrazioni, non ci sarebbe praticamente differenza se giocaste su PS4 con DualShock 4. Anche l’uso dei grilletti adattivi è ridotto ai minimi termini, a evidenziare che sarà opportuno dare molta più importanza e più visibilità a queste caratteristiche del controller, anche e soprattutto nelle produzioni first-party come questa, per fare in modo che Sony non faccia passare in sordina una delle feature più accattivanti della sua next-gen, appiattendo la sua offerta e non sfruttando pienamente DualSense.

Squisitamente next-gen, invece, le opzioni grafiche: il gioco vi dà la possibilità di scegliere tra la grafica fedeltà e la grafica performance. La prima modalità fa girare il gioco in 4K e 30 fps, tenendo attivo il ray-tracing. Il risultato è che l’immagine, seppur meno fluida, è estremamente dettagliata e anche i riflessi di luce hanno un miglioramento importante, notevole soprattutto nelle finestre dei grattacieli, che mostrano davvero lo scenario circostante, così come nelle pozzanghere e nelle altre superfici lucide.

A sinistra senza ray-tracing, a destra con ray-tracing

Attivando la modalità grafica performance, invece, il gioco gira in 4K upscalati e 60 fps, disattivando il ray-tracing. In questo caso, la fluidità diventa spettacolare soprattutto nelle fasi di esplorazione, dove si mostra molto stabile, e in quelli di combattimento, con le coreografie delle vostre scazzottate che si faranno rapide e incalzanti. La nostra sensazione è che provando i 60 fps è difficile tornare indietro e sia più facile rinunciare alla ricchezza del ray-tracing che alla maggior fluidità, ma siamo sicuri che ogni giocatore troverà la soluzione a lui più congeniale.

Entrambe le modalità sono solide nelle loro performance e possiamo dirvi che la resa dei 4K è ottima anche su un pannello in 1440p: PS5 continuerà infatti a mandare l’output dell’immagine a 2160p, che sarà ridimensionato per il vostro schermo, anziché scendere a 1080p e fare uno sgradevole upscaling (ci è capitato, su altri giochi, ndr) che comprometterebbe la qualità.

Un piccolo assaggio di next-gen

Miles Morales può a tutti gli effetti considerarsi come un prodotto delle stesse proporzioni di L’Eredità Perduta, natura next-gen a parte: per completare la sua campagna abbiamo impiegato esattamente undici ore e otto minuti, lasciandoci alle spalle qualche missione secondaria da completare, diversi collezionabili da raccogliere (ce ne sono di diverse tipologie, per gli amanti dell’esplorazione) e costumi ancora da sbloccare. In totale, insomma, si può arrivare agilmente alla quindicina di ore di gioco per i completisti.

Una volta completata la campagna è anche possibile continuare a giocare per completare gli obiettivi rimasti in sospeso e continuare a potenziare il vostro Spidey. Inoltre, c’è anche la possibilità di riavviare la campagna scegliendo la voce Nuova Partita+ (anche a un livello di difficoltà extra più alto), o quella di rigiocare le missioni di storia già affrontate, attraverso un apposito menù.

L'esplorazione è fedelissima a quella di Marvel's Spider-Man

La legna, insomma, non manca, ma non aspettatevi il classico open world che sfonda con abbondanza il muro delle trenta ore: Spider-Man: Miles Morales è un’esperienza molto più concentrata e che anche per questo risulta godibile e scorrevole, senza inciampare in contenuti che danno eccessivamente la sensazione di essere dei riempitivi.

Artisticamente parlando

Da un punto di vista della scrittura, Marvel’s Spider-Man: Miles Morales si accontenta di svolgere un piacevole compitino. Il suo comparto narrativo piacerà agli amanti dei fumetti (e anche a quelli del Marvel Cinematic Universe): è capace di usare toni tra il serio e il faceto, pur cercando di far passare un suo messaggio che è tutt’altro che sconvolgente o particolarmente profondo, ma che è ideale per un videogioco che, come questo, è adatto anche ai giovani giocatori.

I colpi di scena sono prevedibili e ci sono numerosi momenti in cui avrete quella strana sensazione di quanto-è-piccolo-il-mondo, mentre la sceneggiatura segue minuziosamente i canoni del viaggio dell’eroe tradizionale, dalla rottura del mondo ordinario di Miles al climax finale che risolve il grande conflitto che anima le vicende.

Miles Morales ha anche numerose opzioni per l'accessibilità

A una diegesi che fa il suo compito senza troppe pretese si affianca una regia che segue la stessa linea e che punta solo di tanto in tanto sul rendersi particolarmente visibile, con degli slow-motion che mettono in evidenza momenti spettacolari degli scontri. Buone le animazioni, migliorabile qualcuna di quelle facciali dei personaggi secondari (soprattutto per il labiale sull’italiano), mentre il doppiaggio nella nostra lingua è di buona fattura. Abbiamo riscontrato qualche problemino con la localizzazione qua e là (battute pronunciate in inglese in mezzo all’italiano), ma niente che non possa facilmente risolversi con una patch.

Interessanti alcuni sprazzi della colonna sonora, che fanno da adeguata punteggiatura ai momenti migliori del gioco, che siano quelli in cui si vuole far salire il pathos o quelli in cui è la faciloneria del giovane Miles a farla da padrona, con anche un uso diegetico della musica.

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8,0

Marvel's Spider-Man: Miles Morales

Piattaforme: ps5
Marvel’s Spider-Man: Miles Morales è il primo AAA first-party che si affaccia nel mondo next-gen ed è un titolo ideale per avere da subito appeal sul grandissimo pubblico: un personaggio popolare, protagonista di un gioco erede di uno che ha avuto un importante successo, anche se riproposto in proporzioni ridotte. Il risultato è un prodotto che riduce al minimo qualsiasi sforzo di reinventare la ruota, conscio di non avere l’onere di doverlo fare, e che garantisce agli acquirenti di PS5 della prima ora il massimo di una quindicina di ore di gradevole compagnia, mettendo in mostra per la prima volta le potenzialità dell’SSD e delle opzioni grafiche con ray-tracing sulla next-gen Sony. Non si tratta di un’esperienza indimenticabile e la sensazione di more of the same pervaderà l’intero viaggio, ma si tratta di una produzione ben confezionata e che fa da piacevole punto d’ingresso alla next-gen, dando da subito ai giocatori qualcosa di valido e coerente da accompagnare all’acquisto di PS5.

Pro

  • Godibile, adatto a tutti, disimpegnato
  • Il ray tracing rende New York più ricca...
  • ... ma probabilmente provando i 60 fps non tornerete più indietro
  • Le performance dell'SSD danno una marcia in più

Contro

  • Peculiarità del Dualsense ridotte ai minimi termini
  • Non si prende nessun rischio, accontentandosi di essere un more of the same
8,0