Marvel La Grande Alleanza 3, il ritorno dei videogiochi Marvel di menare

L'hack'n'slash a tinte Marvel torna con la sua terza iterazione: Marvel La Grande Alleanza 3

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 19 Luglio 2019 - 1:00

Mentre i Marvel Studios riprendono fiato dopo la grande cavalcata decennale del Marvel Cinematic Universe, in attesa del Comiccon di San Diego che molto probabilmente ci svelerà il futuro dei supereroi della Casa delle Idee al cinema, ritorna la saga di Ultimate Alliance, che nei nostri lidi è meglio conosciuto come La Grande Alleanza. Ritorna con due novità importanti: la prima è che si tratta di un’esclusiva Nintendo Switch, e la seconda è che Marvel La Grande Alleanza 3 è sviluppato da Team Ninja.

 

Questo significa che sin dalle prime ore di gioco si nota come il gameplay si sia considerevolmente evoluto rispetto all’hack ‘n’ slash più puro e scanzonato, divertentissimo ma privo di tecnicismi dei primi due episodi della saga a cura di Vicarious Visions. Non siamo chiaramente di fronte alla complessità di un stylish action, ma Marvel La Grande Alleanza 3 ci ha sorpreso nel corso dell’avventura principale, sfornando delle peculiarità interessanti che francamente non ci aspettavamo. Un buonissimo titolo, un grandissimo videogioco multiplayer da divano di quelli che si fanno sempre più fatica a trovare sul mercato, con un paio di difetti da tenere in considerazione che, nel quadro totale, non inficiano più di tanto una produzione che centra i suoi obiettivi.

 

Marvel La Grande Alleanza

Thanos e l’Ordine Nero

Partiamo dalla storia che, al contrario dei suoi predecessori, si appoggia fin troppo pigramente su quanto visto tra le pagine degli ultimi anni delle storie Marvel a fumetti (che per alcuni potrebbe essere invece un punto di forza, effettivamente). Marvel La Grande Alleanza 3 si apre con i Guardiani della Galassia intenti a recuperare le Gemme dell’Infinito, le quali ovviamente sono oggetti anche delle attenzioni della letale Proxima Midnight, leader dell’Ordine Nero di Thanos. Dalla loro colluttazione le Gemme finiscono per arrivare in mano ai villain Marvel di tutta la Galassia, in particolare la Terra. Kingpin, Goblin, Ultron, e Dormammu sono solo alcuni degli antagonisti che gli eroi Marvel, guidati da Nick Fury, dovranno sconfiggere formando una straordinaria alleanza.

 

Spider-Man

Non che ci si aspettasse ovviamente un racconto struggente, ma le due precedenti iterazioni della serie provavano se non altro a proporre qualcosa di interessante in termini narrativi con quanto creato dalla Casa delle Idee (sebbene La Grande Alleanza 2 prendesse clamorosamente le basi della Civil War fumettistica). In questo caso, Marvel La Grande Alleanza 3 mette in scena un racconto appassionante nella misura in cui si ritrovano eroi ed antagonisti riproposti con una cura notevole per quanto riguarda la caratterizzazione, i riferimenti alle saghe a fumetti più famose degli ultimi anni, e l’estetica, per cui bisogna fare un plauso al team creativo di Team Ninja. Il riferimento totale di La Grande Alleanza 3 sono i fumetti, con l’unica idea (apprezzabile o meno, gusto personalissimo) di rimediare dei doppiatori che facciano il verso e ricordino per più di una volta i vari Robert Downey Jr., Chris Pratt, Zoe Saldana, e tutta la pletora di attori che hanno vestito gli eroi in calzamaglia dell’MCU.

 

Captain America, Black Panther e Thanos

E questo ci dà l’assist per parlare dell’aspetto tecnico. I modelli dei personaggi, dicevamo, pur non rielaborati in modo originale sono estremamente curati per proporzioni e dettagli, sia per quanto riguarda gli eroi giocabili, i personaggi che appaiono come comprimari durante l’avventura, ed ovviamente i villain, e sembrano usciti direttamente dalle pagine di un albo disegnato dai migliori artisti Marvel. Le animazioni sono allo stesso modo molto curate, coerenti con ciò che il personaggio rappresenta, e sebbene alcune mosse siano inevitabilmente costruite sulla stessa matrice, ci pensano appunto i movimenti ed in generale la resa estetica delle mosse stesse a differenziarle. Ma non solo, perché se ad esempio le mosse che caricano possano sembrare simili, c’è sempre una pur minima differenza.

 

Ultron

La stessa cura per i modelli dei personaggi purtroppo non è impiegata nelle ambientazioni. I livelli sono spesso molto spogli, con texture banali e mai troppo elaborate. Non che non ci siano delle creazioni interessanti (come i livelli dedicati ai ninja della Mano, ad esempio), ma nella totalità sono casi abbastanza rari. Di seguito a questo ragionamento, Marvel La Grande Alleanza 3 mostra delle incertezze dal punto di vista grafico. In portabilità si nota in alcuni casi un calo della risoluzione abbastanza drastico, con i bordi disegnati dei personaggi in lontananza che si mescolano visibilmente con il resto dei modelli, ma è il frame rate a rappresentare il problema più importante. Generalmente è stabile, ma quando si iniziano ad inanellare mosse speciali e lo schermo si riempie di effetti, esplosioni e luci di ogni tipo, si arriva a dei crolli vertiginosi che ad occhio vanno ben sotto i venti frame. Durano poco, ma sono puntuali ed ineluttabili (cit.) in queste occasioni.

 

Fighting

Fiamme dei Faltine, scudo di adamantio ed il pugno di K’un Lun

Ma andiamo al sodo, alle dinamiche di gameplay di Marvel La Grande Alleanza 3. La struttura base è la stessa che ha contraddistinto la serie: ogni eroe ha a disposizione quattro mosse speciali, attivabili in qualsiasi momento spendendo dei punti energia, le quali possono essere combinate con quelle degli altri personaggi per generare un bailamme di distruzione e giustizia. Le prime differenze arrivano proprio in questo caso, con una serie di tecnicismi che denotano l’esperienza di Team Ninja di cui sopra.

Le mosse si possono combinare in modo fluido premendo il pulsante A quando un altro giocatore sta effettuando una mossa compatibile. Oppure si può fisicamente prendere il tempo ed eseguire la mossa nel modo classico (trigger destro e pulsante associato) ed innescare manualmente la combinazione. Così i giocatori meno tecnici hanno un modo immediato per creare le combinazioni con un solo tasto, mentre chi prenderà più confidenza con le meccaniche di gioco potrà fare una combinazione più precisa, con il giusto tempismo e soprattutto nel giusto spazio per scongiurare il rischio di mandarle a vuoto. Tutto ciò in single player, o nel caso ci siano alleati controllati dalla IA, si traduce con la pressione del grilletto destro insieme al tasto associato: in questo caso si vede in anteprima la mossa disponibile per la combo con quale personaggio, si attiva immediatamente anche a rischio di mandarla a vuoto nel caso il personaggio controllato dalla IA sia lontano.

 

Esplorazione

E questa è una cosa che succede spesso, perché un altro dei problemi riscontrati è che gli alleati controllati dall’intelligenza artificiale a volte perdono di brillantezza. Si muovono sporadicamente a caso, schivano e parano poche volte i colpi, ed in generale non sono esattamente troppo presenti. Fortunatamente, però, sono in grado di risollevare i compagni caduti nel caso il giocatore sia impegnato a fare altro.

Le mosse dei personaggi possono essere potenziate fino a quattro volte ciascuna, e vengono sbloccate progressivamente con la crescita del livello. Esteticamente, lo dicevamo sopra, le mosse speciali di ogni eroe sono soddisfacenti: effetti, movenze e perfino le frasi pronunciate dal personaggio, tutto perfetto. A volte si ripetono, quasi a blocchi potremmo dire, con cariche, sollevamenti in aria e colpi magici ad area, che hanno però sempre qualcosa di diverso. Il colpo in carica di Wolverine magari aggiungerà due colpi, quello di Luke Cage è più ampio, mentre il calcio volante di Iron Fist arriva più lontano. Lo stesso con i colpi di proiettile che siano delle armi oppure delle ragnatele di uno degli eroi del Ragnoverso. Per pur minime che siano le differenze, ogni mossa non è mai una fotocopia dell’altra.

 

Loki

I personaggi di Marvel La Grande Alleanza 3

I personaggi non salgono solo di livello, ma possono essere potenziati in vari modi. Oltre alle mosse che possono essere rese più economiche in termini di spesa di energia e danno inflitto, si possono assegnare dei frammenti di ISO-8 (il minerale fittizio dell’universo Marvel), a loro volta potenziabili, che donano dei bonus passivi all’attacco, alla difesa, all’energia o alla resistenza, oppure aumentano la possibilità di far barcollare i nemici o garantiscono i classici bonus ad alto rischio come un maggior quantitativo di danni inflitti ma anche subiti. Inoltre si può potenziare generalmente l’alleanza, con una sorta di sferografia in cui investire le monete e gli appositi punti guadagnati per aumentare le caratteristiche di ogni personaggio. Quest’ultimo elemento è molto corposo, perché è composto da cinque esagoni che vanno riempiti con una ventina di potenziamenti ognuno, e francamente sembrano solo un voler aumentare di numero le “cose da sbloccare”, quando accorpando alcune sezioni si sarebbe potuto costruire un menu anche esteticamente più funzionale.

 

Iron Fist

Detto ciò, Marvel La Grande Alleanza 3 si alterna tra scenari in cui affrontare ondate di nemici che si concludono con la canonica boss fight. Sebbene lo schema di gioco sia classicissimo – d’altronde cosa chiedere ad un hack ‘n’ slash? – Team Ninja non ha costruito gli scenari sempre e solo come il classico corridoio in cui abbattere nemici. Al di là di alcune soluzioni estetiche interessanti, ci sono scenari in cui dover avere a che fare con pericoli ambientali di ogni tipo, schivare trappole, fuggire da pericoli con la telecamera puntata al contrario, e così via. C’è anche un po’ di esplorazione, con alcune strade secondarie che si possono sbloccare solo utilizzando una sinergia di poteri particolare, le quali portano ai classici collezionabili composti da filmati, bozzetti, e gallerie di illustrazioni.

Le boss fight poi sono strutturate per avere sempre una dinamica diversa da tenere in considerazione oltre ai pattern di attacco da imparare. Ci sono nemici che tirano bombe o altri ordigni, oppure che vanno indeboliti compiendo delle azioni contestuali all’interno della mappa prima di poterli colpire, e così via. Non è mai solo una questione di scatenarsi in quattro sull’avversario, c’è sempre un qualcosa su cui ragionare. Anche perché Marvel La Grande Alleanza 3 introduce un sistema per cui i boss ed i mini-boss vanno prima storditi, picchiando abbastanza da svuotare un’apposita barra secondaria aggiuntiva a quella dei punti vita, prima di intaccare la sua riserva vitale, che rende gli scontri meno a senso unico.

 

SpiderVerse

Certo, nella maggior parte dei casi gli scontri non sono eccessivamente impegnativi, nonostante una IA poco collaborativa che schiva poco e non è molto reattiva. Verso la fine, però, ci è capitato di incappare in un picco di difficoltà notevole, nonostante avessimo usato i personaggi più forti al momento (quelli che venivano sbloccati in quel momento del gioco, quindi adatti al livello di sfida). Siamo stati fermi per un po’ in alcuni boss, trovandoci poi a sconfiggere quello successivo al primo tentativo, pur con un po’ di fatica magari. Una cosa tipica da Team Ninja volendo, ma che soprattutto in single player provoca un po’ di fastidio.

L’hack ‘n’ slash dell’infinito

Oltre ad una campagna tutto sommato soddisfacente, Marvel La Grande Alleanza 3 permette di continuare a menare le mani con le cosiddette sfide Infinity. Si tratta della riproposizione di boss fight o porzioni di livelli già visti, ma con delle varianti di gioco spesso molto interessanti. Non si tratta solo di una difficoltà aumentata, ma di veri e propri modificatori di vario tipo.

 

Wasp Stats

Capitano sfide in cui gli attacchi base fanno pochissimi danni mentre le tecniche sono devastanti, oppure scontri in cui la vita scende col tempo e si guadagna solo picchiando, o anche scontri in solitaria contro orde di nemici. Certo, di fatto si tratta di fatto di ripetere quanto fatto fino a quel momento, ma in questo modo si sbloccano nuovi ISO-8 e costumi per i personaggi, ed è un modo molto interessante per fare una partitella veloce, magari in co-op (oltre alla campagna). A questo proposito, nella nostra prova abbiamo sperimentato la co-op in locale con due e quattro giocatori. È possibile giocare online, ma visto che il gioco è disponibile fin ad oggi ci è stato ovviamente impossibile provare. In due giocatori è possibile passare ai due eroi controllati dalla IA in qualsiasi momento, mentre in quattro i personaggi sono fissi finché non si arriva ad un checkpoint per poterli cambiare. Tutto funziona liscio, tranne per la telecamera che ci tocca segnalare come spesso insufficiente quando si gioca in quattro. Non essendoci lo splitscreen, quando i quattro giocatori incominciano ad andare in direzioni diverse spesso si perde di vista la propria posizione, oppure la visuale taglia di netto i giocatori agli estremi delle mappe. Effettivamente è difficile immaginare un sistema migliore senza tagliare lo schermo, ma è comunque un modo per riprendere l’azione che non regge più il passo con i tempi.Per quanto riguarda i controller va segnalato che con i Joy-Con singoli è impossibile cambiare personaggio in meno di quattro giocatori, così come non si può richiamare l’attacco combinato con il grilletto destro. Però, in caso di emergenza abbiamo provato il pad del GameCube come periferica ed è servito egregiamente allo scopo.

+ Gameplay classico, con qualche nuova idea
+ Buona campagna, sfide Infinity e tanti collezionabili
+ Level design e boss fight intriganti
- In 4 giocatori la telecamera è snervante
- Tecnicamente incerto
- In single player perde parte del suo fascino

7.9

Marvel La Grande Alleanza 3 è un hack ‘n’ slash in parte conservativo ed old school, ma la mano di Team Ninja costruisce un titolo con alcune novità ed idee più fresche, come una costruzione dei livelli e delle boss fight che non sono mai banali. Un titolo solido, con tanti contenuti, tra le sfide Infinity e l’immancabile new game plus. Uno di quei titoli multiplayer da divano che funzionano e fanno quello che devono, non unicamente incentrato sul fanservice (e ce n’è molto per i Veri Credenti), che sempre più raramente si vedono sul mercato. Peccato per qualche inciampo sul lato tecnico, in particolare per una telecamera che in quattro giocatori fa fatica a tenere il passo, ed un bilanciamento della difficoltà non sempre sul pezzo.




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