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Mario Party Superstars | Recensione – La festa perfetta per distruggere amicizie e/o farsene di nuove

Nintendo porta i migliori minigiochi della serie con Mario Party Superstars, chi porta da bere?

Con buona pace dei detrattori, ci sono alcuni tipi di videogiochi che solo Nintendo ha dimostrato di saper fare. Se non ci sono stati picchiaduro simili a Super Smash Bros. Ultimate, l’uscita di Mario Party Superstars ci ricorda che, sebbene i party game sulla scena siano tantissimi e di grande qualità, nessuno ha mai raggiunto il perfetto bilanciamento tra divertimento e qualità del gameplay della serie Mario Party.

Mario Party Superstars

Piattaforma:
SWITCH
Genere:
party-game
Data di uscita:
29 Ottobre 2021
Sviluppatore:
Nintendo
Distributore:
Nintendo

La serie, nata nel 1998 su Nintendo 64, ha avuto molti emuli ma nessuno veramente in grado di replicare quella formula così fresca e originale. Mentre il franchise va per la ventina di videogiochi pubblicati, Nintendo decide di fare una di quelle cose che tanto disprezza il pubblico di videogiocatori: guardare al passato.

Mario Party Superstars contiene i 100 minigiochi migliori di sempre (secondo Nintendo), con una selezione di cinque tabelloni presi dai vari videogiochi delle ere passate, con una manciata di personaggi e tante possibilità per giocare insieme.

Il che ha perfettamente senso, nell’ottica dell’utente medio di Nintendo Switch. Il quale, spesso, è alla prima sua console della Grande N e potrebbe non conoscere Mario Party, se non per quel Super Mario Party uscito nel 2018 che, comprensibilmente, puntava totalmente sulle funzionalità dei Joy-Con con una proposta di minigiochi sì divertente, ma inevitabilmente castrati in alcuni casi.

Superstars ripropone invece l’essenza di Mario Party più pura, fatta di minigiochi arcade che sono delle piccole e geniali idee di game design che non sfruttano i sensori di movimento, né tutte le funzionalità attuali della console ibrida. Oltre che, ovviamente, una secchiata di nostalgia in faccia a chi si rompeva i polpastrelli con il controller del Nintendo 64.

Giocare sporco con la nostalgia, un corso di laurea di Nintendo.

Bentornati al 1998

In Mario Party Superstars ci ritroviamo nello stesso villaggio che ci accoglieva all’interno della cartuccia del primo Mario Party per Nintendo 64, con alcune novità.

Prima di tutto c’è un negozio dei Toad in cui acquistare dei collezionabili. Le monete raccolte giocando possono essere investite, infatti, per acquistare nuovi adesivi (si usano durante le partite per mandare messaggi rapidi), le colonne sonore originali, così come le pagine dell’enciclopedia che approfondiscono personaggi, videogiochi della serie, minigiochi, e altre curiosità.

Il profilo del giocatore principale può anche salire di livello, accumulando punti partita dopo partita, e ad ogni nuovo livello il negozio di Toad contiene nuovi oggetti da acquistare. Un senso di progressione piacevole, che dona un ulteriore motivo per tornare di tanto in tanto su Mario Party Superstars.

I giochi a squadre sono ovviamente fonte di violenza e ritrorsioni passivo aggressive.

Non si sbloccano personaggi aggiuntivi, e la selezione dei dieci iniziali è quella definitiva. Così come non si sbloccano modalità di gioco o tabelloni, che sono cinque presi da vari Mario Party. Precisamente sono Isola Tropicale di Yoshi (Mario Party), Stazione Spaziale (Mario Party 2), Torta di Compleanno di Peach (Mario Party), Bosco Boscoso (Mario Party 3), Terra del Terrore (Mario Party 2).

Indubbiamente la lista di soli cinque tabelloni non può che far storcere il naso. Il numero di plance è in media con il resto del franchise, ma vista la natura “celebrativa” di Mario Party Superstars ci saremmo aspettati di avere almeno un altro paio di possibilità. Anche di qualche episodio che vada oltre il terzo Mario Party visto che, invece, i cento minigiochi sono raccolti da vari episodi del franchise.

Squid Game? Il gioco che spaventò le mamme americane per colpa delle vesciche sulle mani.

Bisogna però dare atto del grande lavoro di ricostruzione fatto per i tabelloni in questione. Non solo dal punto di vista estetico, in cui Mario Party Superstars brilla notevolmente e si pone nella media alta delle produzioni per Switch, ma anche per come sono state inserite le soluzioni di gameplay utilizzate negli anni successivi.

Non ci sono i dadi partner di Super Mario Party ma ci sono i negozi con i nuovi oggetti, così come i nuovi imprevisti ed i momenti di fastidio generati da Bowser. Un vero e proprio remake in tutto e per tutto, che riesce a ridare freschezza a tabelloni apparsi per la prima volta più di vent’anni fa.

 

Come ci si rovinava le amicizie una volta

A questo proposito, Mario Party Superstars torna alle origini anche per quanto riguarda le regole. Le stelle da ottenere per vincere la partita costano venti monete come una volta, e ogni match può essere personalizzato in tanti modi, fino ad arrivare anche alla versione originale di Mario Party.

Si possono selezionare playlist di minigiochi che si concentrano sull’azione, sull’abilità, provenienti da una generazione specifica oppure più o meno difficili. È la prima volta che un titolo della serie è così tanto personalizzabile, ed ora è in grado di essere giocato e apprezzato praticamente da chiunque.

I negozi Toad sono anche dentro le vecchie mappe, ora.

Per i puristi si possono eliminare anche le stelle extra di fine partita, oppure si possono inserire ma con dei bonus fissi conosciuti fin dall’inizio, così che si possa giocare di strategia e prevedere quanti e quali bonus si riceveranno e non affidarsi troppo alla fortuna.

Mario Party Superstars, anche e soprattutto per le funzionalità ibride di Switch, è semplicemente il party game perfetto a questo punto della vita della console Nintendo. Adatto agli appassionati, così come ai neofiti, un compito non semplice che questo episodio porta a termine con scioltezza.

Gli imprevisti che rovineranno le amicizie.

Tra le funzionalità inedite c’è la possibilità di salvare una partita e riprenderla successivamente, perfetta nel caso vada per le lunghe. O, al contrario, si possono aggiungere dei turni in corsa nel caso si voglia continuare a giocare una partita particolarmente piacevole, oppure dare a qualcuno la possibilità di rimontare.

Abbiamo notato con piacere che il livello di sfida della CPU ora è più graduale, è stato aggiunto un ulteriore livello chiamato Estremo che rende davvero ostici gli avversari al tavolo da gioco. Questo è importante soprattutto per i giochi a squadre, dove l’intelligenza artificiale ora non rappresenta più una palla al piede se impostata su livelli medio alti.

Nel caso facciate fatica a radunare altri tre amici, anche un personaggio dotato di intelligenza artificiale non è il proverbiale “morto”. In questo caso aiuta ovviamente anche il multiplayer online, finalmente disponibile dal lancio, anche se, ci teniamo a ribadirlo, giocare Mario Party Superstars sempre e solo senza amici al proprio fianco significa giocarlo a metà.

Come sempre, Bowser è pronto a rompere le scatole.

Mario Party Superstars, un party game nuovo per vecchie esperienze

A costo di sembrare dei vecchi nostalgici brontoloni, e sebbene il titolo dia spazio anche ai giocatori solitari, la serie di Mario Party nasce e deve essere vissuta come un’esperienza da affrontare con altre persone al proprio fianco.

Sebbene nel 2021 sia anacronistico imporre ad un videogioco di dover affidarsi solamente al multiplayer in locale, quindi ben venga la presenza delle modalità online, sappiate che se è la prima volta che giocate un Mario Party e non lo farete con qualcuno al vostro fianco almeno una volta ogni tanto, sicuramente vi perderete qualcosa.

Minigiochi belli e dove trovarli.

I minigiochi a squadre, gli uno contro tre, o anche semplicemente gli sfottò durante una delle tante sfide. I commenti e tutto quel “metagioco” fatto di alleanze e tiri mancini fatti tra un turno e l’altro. Mario Party incentiva questo tipo di esperienze videoludiche che sono sempre più rare, e alla fine di una serata lasciano un ricordo più unico che raro.

In ogni titolo della serie c’è tutto quel non detto che si interseca tra le normali partite, e Mario Party Superstars riesce a rievocarlo ancora una volta. Anche al di fuori dei cinque tabelloni della classica modalità di gioco, il titolo offre la possibilità di giocare autonomamente ogni minigioco, ma anche una serie di altre attività come la replica di alcuni sport a squadre, e addirittura delle attività da puzzle game in solitaria. Un’esperienza di Mario Party a tutto tondo, pura, e unica.

Per giocare in compagnia vi serviranno più Joy-Con possibili, potete acquistarne un paio su Amazon al miglior prezzo!

8,0

Mario Party Superstars

Piattaforme: switch
Mario Party Superstars è l’ennesima prova di quanto Nintendo abbia la capacità di creare dei franchise inimitabili, con buona pace dei detrattori. Cento minigiochi (senza motion control) tra i migliori della serie, cinque tabelloni completamente ricostruiti e resi moderni, tante modalità per un potenziale infinito di ore di gioco. Da un titolo che vuole fare il “best of” ci si poteva aspettare qualche plancia o personaggio in più ma, con le inedite opzioni di personalizzazione, non esiste gioco multiplayer in grado di essere divertente per letteralmente chiunque. Se cercate un party game per Nintendo Switch è impossibile trovare di meglio.

Pro

  • Cento minigiochi tra i migliori del franchise, senza motion control
  • Impossibile annoiarsi con così tante opzioni di gioco
  • Il Mario Party più accessibile e personalizzabile di sempre
  • Multiplayer online disponibile da subito

Contro

  • Da un “best of” ci si aspettano più plance e personaggi
  • Tanti collezionabili da sbloccare, ma solo memorabilia
8,0