L’Italia non è un paese per Google Stadia

Stadia c'è, l'idea è chiara. L'applicazione dell'oligarchia della rete.

Analisi e Valutazione
A cura di Matteo Bussani - 18 Novembre 2019 - 18:00

Venerdì ho provato Google Stadia. Per sancire l’inizio della settimana di lancio della piattaforma abbiamo indetto sul profilo facebook del sito un sondaggio in cui l’utente era chiamato a esprimere la sua preferenza fra le console e Stadia. Con una schiacciante superiorità di voti, per ogni persona che ha preferito la console digitale di Google, ce ne sono stati 9 che hanno invece puntato sull’hardware da salotto. Un risultato che ancora prima del lancio ha dell’imbarazzante, perché mette a confronto da una parte le aspettative verso l’espressione di un possibile futuro e dall’altra le attese verso la solit/da realtà.

Che cosa significa questo? Dopo anni in cui la gente ha cercato di abbracciare molti tentativi di realizzare il futuro, rimanendone delusa, ora tende a prenderne le distanze fino a che la situazione “prove alla mano” non confuti la tesi. Immaginatevi un ragionamento di questo tipo applicato a Google Stadia, una console in cui l’informazione digitale non passa attraverso un semplice cavo HDMI, ma attraversa centinaia di km per raggiungere le case degli italiani attraverso le nostre infrastrutture di rete. Un viaggio alquanto tortuoso potremmo dire.

Nonostante il tasso di crescita della Fibra, spinto a livelli sostenuti da OpenFiber, non possiamo certo dire che le infrastrutture di telecomunicazioni italiane siano lo stato dell’arte e, mentre alcuni centri urbani vantano ottime soluzioni mobile e casalinghe, molti altri hanno da convivere con i leggendari 7mbit/s della primissima tecnologia ADSL. E arrivati a quel punto non è certo finita, perché il segnale una volta che raggiunge un’abitazione deve fare ancora un piccolo ma importante passo. Un router, come un portinaio, ha il compito di indirizzare il segnale al destinatario. E anche qui i problemi sono tutto tranne che pochi. Quante persone possono vantare un router con una buona gestione QoS, un’ottima copertura WiFi sia in termini di portata e sia in termini di banda? Molti sono quelli forniti dalle stesse compagnie telefoniche, che abbozzano funzionalità extra, ma che non offrono certo il massimo, soprattutto quando si parla di WiFi.

L’Italia non è un paese per Google Stadia

WiFi? Perché WiFi?

Ma con Google Stadia è necessario trattare di WiFi. Il controller si collega al WiFi, il Chromecast 4K si collega al WiFi i Pixel si collegano al WiFi, il PC può collegarsi al WiFi (pur essendo l’unico che può beneficiare della connessione ethernet). Questo significa che quella connessione che in qualche modo, per le strade tortuose del doppino telefonico, arriva nelle case, poi deve sottostare alla latenza del WiFi di casa. Bastano due muri perché addirittura 1Gbit teorico diventi 40-50mbit/s. E già da questo tetto, da alcune prove effettuate, l’esperienza con Stadia potrebbe non essere la migliore possibile. Poco importano i teraflops in partenza: sono da vedere come “barriera” che ti definisce che tipo di giochi aspettarsi e a quale livello di dettaglio nativo.

Fatte le dovute premesse, quindi, quanti utenti sul suolo italiano (ma anche all’estero a ben vedere), possono godere della versione migliore di Stadia? Pochi, quelli che sicuramente hanno a disposizione una connessione internet in fibra FTTC sopra i 50Mbits, oppure chi ha la fibra FTTH. Dove possono goderne? Vicini al proprio router, con un maggior raggio d’azione a seconda delle potenzialità delle antenne del proprio dispositivo di rete.

Questo è indubbiamente il primo motivo per cui, come ampiamente dimostrato dal sondaggio, Stadia non convince molti utenti. Più semplicemente non c’è un punto di contatto reale fra tanti utenti e la piattaforma Google.

A ciò bisogna aggiungere un ulteriore passo avanti. Mettendosi nei panni di chi PUO’ permettersi l’esperienza di Stadia, una tecnologia può garantirsi il successo quando è in grado di migliorare l’esperienza del competitor. Stadia fa questo ulteriore passaggio? La pratica non concorda.

Facendo un confronto molto banale mettiamo a confronto aspetti sull’esperienza che possono far puntare l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte.

L’Italia non è un paese per Google Stadia

Grafica

Stadia

  • Rendering dei giochi potenzialmente a impostazioni molto elevate
  • Rimane un leggero effetto patina dovuto all’encoding video
  • Migliora con l’aggiornamento dell’infrastruttura e non dell’hardware casalingo
  • Cala in base a un algoritmo di rendering dell’immagine totale (abbassando la qualità dell’intera immagine)
  • Problema con il ridimensionamento delle UI, scalano con l’immagine e non indipendentemente a seconda della dimensione dello schermo.

Considerazione: tra gli altri giochi, abbiamo provato Destiny 2. Il titolo era ottimizzato in maniera curiosa. Era afflitto da un marcato aliasing di ombre e riflessioni, onestamente abbastanza inspiegabilmente. Ci è stato detto che la versione di riferimento per l’inserimento nella libreria dei giochi per Stadia è quella console, ma considerato tutto ci sembra abbastanza improbabile. Ci sarà da fare ulteriori analisi a riguardo. Nel caso la teoria dei 10,7 teraflops sarebbe meramente per la stabilizzazione del framerate, ma non crediamo sia solo quello.

Console

  • Non può migliorare
  • Qualità dell’immagine ottimizzata a monte (non soffre di cali temporanei se quelli dovuti all’hardware), non soffre di cali qualitativi non previsti. (Risoluzione dinamica)
  • L’esperienza è studiata per la piattaforma con UI che nel caso di Switch è già pensata per i 6” e i 50” dello schermo di casa

PC

  • Può migliorare spendendo soldi
  • Il massimo dell’esperienza visiva a patto di avere hardware all’altezza
  • Qualità dell’immagine ottimizzata a monte, ma fino a un certo punto.
  • Esperienza UI con molti software altamente personalizzabile
  • L’Italia non è un paese per Google Stadia

Esperienza di gioco

Stadia

  • Reattività gommosa, non si ha la percezione del ritardo ma una leggera fluidificazione dell’input. Come un picchiaduro che non tiene conto del timing delle mosse. Negli shooting ti fa giocare d’anticipo, mai arrivando a situazioni fastidiose dopo che ci si prende la mano.
  • Non bisogna aggiornare il software
  • Ottimo controller e compatibilità con tutte le periferiche (mouse e PC compresi su PC)
  • Su PC abbiamo trovato del micro-stuttering
  • Caricamenti ridotti ma non assenti
  • I giochi non si devono installare
  • Possibilità di passare da TV a PC o smartphone e viceversa con la partita che continua nello stesso esatto punto in cui la si aveva lasciata. Ma il controller si deve risincronizzare con la nuova piattaforma. (Durante l’utilizzo si collega al Wi-Fi direttamente, ma dev’essere legato a una piattaforma per funzionare)
  • Si deve rimanere nel raggio di un’ottima connessione

Console

  • Massima reattività dei controlli
  • I controller devono essere compatibili con la piattaforma
  • Il compromesso tra qualità grafica e reattività non aiuta a puntare sempre a bassi frame-time e alto framerate
  • Attualmente caricamenti lenti (le nuove console miglioreranno sensibilmente questo aspetto)
  • Giochi da installare o scaricare
  • La console si può spostare dappertutto a patto che ci sia un minimo di connessione internet e corrente elettrica

PC

  • Massima reattività dei controlli e del sistema
  • Compatibilità totale delle periferiche
  • Massime performance
  • Caricamenti veloci

L’Italia non è un paese per Google Stadia

Rete

Stadia

  • min 10Mbit/s banda necessaria si arriva fino a 50Mbit/s
  • minore è il lag meglio è
  • L’esperienza soffre pesantemente delle oscillazioni di banda

Console

  • Non ha una banda necessaria, maggiore è, più si scaricano velocemente i giochi o gli aggiornamenti
  • L’esperienza offline non soffre di oscillazioni sulla banda
  • L’esperienza online soffre le oscillazioni sul ping al server.

PC

  • Non ha una banda necessaria, maggiore è più si scaricano velocemente i giochi o gli aggiornamenti
  • L’esperienza offline non soffre oscillazioni sulla banda
  • L’esperienza online soffre le oscillazioni sul ping al server.

L’Italia non è un paese per Google Stadia

Libreria Giochi

Stadia – 22 giochi al lancio, 1 esclusiva

Console – Allo stato attuale grande parco titoli, decine di esclusive per parte

PC – Tutto tranne le esclusive console

L’Italia non è un paese per Google Stadia

Costi

Stadia

Console 1080p60 virtuale – gratuita (ma non ancora disponibile) /4k con abbonamento PRO
+ Costo giochi
+ Chromecast
+ Controller

________________________________

129,99 € + giochi

Costi accessori di Stadia: Router di fascia alta per ottimizzare l’esperienza (150-300€),  Abbonamento PRO (9,99€)

Console

Console 1080p60 reale
+ costo giochi
________________________________

200,00€ + giochi

Console 4k

Console 4k reale
+ costo giochi
________________________________

350,00€ + giochi

Costi accessori Console: Abbonamento Online, Abbonamento Giochi, Aggiornamento a nuova console, Consumo corrente (3-5 euro al mese)

PC Gaming 4K

PC
+ Costo giochi

_______________________________

1500€ + giochi

Costi Accessori – Aggiornamento componenti, Consumo corrente (3-7 euro al mese)

 

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Servizi

Stadia al lancio
Gaming.

Stadia tra un po’ (Google non ci ha comunicato la roadmap del rilascio dei contenuti)
Integrazione con Youtube
Integrazione con Google Assistant
Streaming
Apertura all’utilizzo con altre piattaforme

Console
Piattaforma di Streaming e Registrazione
Supporta diverse app multimediali
Media player
Lettore Blue-Ray

PC
Tutti i servizi digitali

Cosa resterà di queste console

Stadia
Nulla, ma il servizio sarà crossgenerazionale

Console
Finché l’hardware funzionerà offrirà i servizi che ha sempre svolto offline, online il supporto dura indicativamente una generazione e mezza di console.
Previo rottura della stessa.

PC
Finché saranno supportate componenti e sistema operativo compatibile, farà il suo lavoro.
Previo rottura della stessa.

L’Italia non è un paese per Google Stadia

Conclusioni

A fronte di queste considerazioni si evince che l’offerta di Stadia abbia due grossi punti a favore: il prezzo e l’eliminazione del fattore aggiornamento: due aspetti che impattano pesantemente sul mantenimento di PC e Console.

Il problema è che allo stato attuale l’esperienza con Stadia non è paragonabile a quella né delle console nonostante la costanza del fattore ludico che appartiene al gioco più che alla piattaforma che lo fa girare, men che meno a quella del gaming PC, ma soprattutto non è democratica in termini di rete, perciò nonostante i prezzi popolari è facile non riscontri i favori del pubblico.

L’utente ama le console perché sono facili da utilizzare e sono sostanzialmente democratiche, non costano una follia e permettono di condividere un’esperienza simile fra giocatori. Il PC costa, ma oramai è un elemento fondamentale nelle case di quasi chiunque e l’abbassamento del costo della tecnologia ha aperto le porte del gaming a sempre più configurazioni “accessibili”, ma soprattutto garantendo performance in base ai pezzi che uno ha acquistato, Stadia manca di tutto questo.

L’esperienza in sé ha comunque dei vantaggi, come la velocità dei caricamenti e il gioco immediato, ma dall’altra parte mette davanti al giocatore importanti compromessi come una qualità grafica mai garantita e la necessità di disporre sempre di ottimi apparati di rete in prossimità di dove se ne svolge l’utilizzo, dando al giocatore un effetto di reattività gommosa arginabile ma tangibile. Oltre al fatto che di esclusive che hanno risposto all’appello di Stadia ce n’è per il momento una sola, tra l’altro non di quelle rivoluzionarie.

Il guanto della sfida alle console di nuova generazione è stato lanciato, ma senza troppa grinta e con una tecnologia che dalle sue fondamenta, in questo 2019 e probabilmente anche nel 2020, fatica e faticherà a trovare spazio e riscontro tra il pubblico. Ci si aspettava a colmare questo vuoto un’esperienza WOW. Abbiamo trovato invece un’esperienza non rivoluzionaria, pure con dei limiti, che propone delle valutazioni interessanti su costi e manutenzione, ma che è priva dell’entusiasmo, della voglia di spingersi oltre che fanno parte del gaming da quando è nato. E che piuttosto che lasciarci con un pezzo di ferraglia da ricordare con gioia o dispiacere nel futuro, ci lascerà con in mano nient’altro che un router.

 




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