Le sorelle di Wolfenstein, le casate di Fire Emblem | Gli articoli della settimana

Facciamo il punto sugli articoli della settimana, con in evidenza le recensioni di Wolfenstein Youngblood e di Fire Emblem: Three Houses

SPAZIOWEEKLY
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 27 Luglio 2019 - 11:00

Se avevamo la sensazione di vivere un mese di luglio fin troppo calmo, questa settimana ci ha sicuramente smentito. Torna, per il weekend, la nostra rubrica SpazioWeekly, che mette sotto gli occhi dei nostri lettori una realtà importante: sono stati giorni di importanti recensioni e approfondimenti. Li ripercorriamo come di consueto, uno dopo l’altro.

Le mani su Gears 5

Il nostro Pasquale Fusco si è immerso a piene mani nel tech test di Gears 5 per iniziare ad assaporare la prossime produzione firmata da The Coalition. Le impressioni, a caldissimo, sono state positive: abbiamo apprezzato, tra le altre cose, il sistema di classi e di armi sbloccabili proposto per Arcade, oltre all’Escalation che ha in sé tantissimo potenziale.

Per il momento ci sono dei problemi di latenza e ci sono ancora degli aspetti indiscutibilmente da bilanciare, ma ci sono tutti i motivi per voler tenere da vicino la prossima uscita della celebre saga Gears (of War).

La nostra prova di Daemon x Machina

È stato invece Matteo Bussani a poter mettere le mani, anche se solo per un quarto d’ora, su Daemon X Machina. La vivace produzione in arrivo a settembre su Nintendo Switch, tutta robot e sferragliamenti, deve ancora essere affinata e limata in diversi dei suoi aspetti, ma sta compiendo dei passi in avanti rispetto a quanto avevamo visto in precedenza.

A colpirci particolarmente in positivo è stata la varietà dell’arsenale proposto al giocatore, che avrà l’imbarazzo della scelta quando si tratterà di sfoderare le armi.

Daemon-X-Machina

Kojima, i battle royale e l’autorialità nel videogioco

Quando Hideo Kojima ha definito, senza giri di parole, i battle royale come «il mezzo più veloce per fare soldi» realizzando un videogioco, specificando di non essere pertanto interessato a ricorrervi, ha in realtà aperto una finestra su molteplici aspetti dell’industria videoludica, tutti legati al compromesso tra libertà creativa e necessità di guadagnare dopo gli investimenti fatti.

La nostra Stefania Sperandio ha riflettuto sull’argomento in uno speciale dedicato, nel quale ci siamo confrontati con la problematica dell’autorialità del videogioco: quanto spazio ha un creativo di rappresentare la sua visione? A cosa guarda il pubblico e a cosa il grande publisher che deve investire? Che futuro si prospetta, se a incassare sono i giochi immediati e a quelli più votati all’esperienza anche narrativa rimangono le briciole?

La battaglia finale di A. O. T. 2

Il nostro Gianluca Arena ha sviscerato approfonditamente per voi A. O. T. 2 Final Battle, versione migliorata ed ampliata del gioco uscito circa un anno e mezzo fa sul mercato videoludico.

Il risultato della nostra disamina è stato positivo: le nuove missioni arricchiscono l’esperienza con i contenuti della terza stagione di AOT e la nuova modalità Riconquista il territorio può valere il prezzo del biglietto, ma quello stesso prezzo è a tutti gli effetti troppo alto – almeno rispetto a quanto offerto.

Considerate anche che il gameplay è praticamente immutato rispetto al gioco originale, quindi valutate se l’esborso è adatto alle vostre tasche. Per le nostre valutazioni integrali, fate riferimento al link.

Nessuno faccia arrabbiare le sorelle Blazkowicz

Il collega Daniele Spelta si è immerso a trecentosessanta gradi in Wolfenstein Youngblood, il nuovo spin-off della storica serie di sparatutto che, questa volta, vi pone nei panni delle figlie di B.J. Blazkowicz, in cerca del padre perduto negli anni ’80.

Gli aspetti positivi sono tantissimi, anche se abbiamo appuntato anche qualche neo. Siamo rimasti positivamente impressionati da Jess e Soph, ad esempio, oltre che dalla costruzione di Parigi secondo il level design dei brillantissimi Arkane Studios. L’IA è invece un po’ croce e delizia: quella del personaggio spalla è ottima, quella dei nemici non sempre, ma il meglio del gioco viene sicuramente quando è giocato in co-op con qualcun altro.

wolfenstein youngblood

Interessante la libertà d’approccio e assolutamente ben fatto, nella nostra prova su PC, il comparto grafico. Qualche incertezza, a livello di design, nel sistema di progressione e in alcune sperimentazioni ruolistiche del gioco, che vanno a intaccare, con il livellamento dei nemici, anche il gunplay – cuore pulsante di ogni Wolfenstein.

Fire Emblem: Three Houses, un nuovo must have su Nintendo Switch

Sicuramente c’è stato da aspettare per averlo, ma Fire Emblem: Three Houses non ha deluso le nostre aspettative. E nemmeno quelle del nostro Gianluca Arena, che da veterano della saga ha sviscerato il gioco per SpazioGames nella ricca recensione.

L’impressione avuta è estremamente positiva: l’opera di Intelligent System è mastodontica, estremamente propositiva e abbondante nella sua proposta ludica, profonda e ambiziosa.

fire emblem three hou

Le fasi gestionali sono una novità che brilla come fiore all’occhiello del gioco, le battaglie sono state migliorate e rifinite per andare a costituire lo zoccolo duro di un’esperienza che saprà rapirvi. Il comparto tecnico un po’ vetusto non è forse all’altezza del livello degli altri valori produttivi, ma non ci sono dubbi che Fire Emblem: Three Houses meriti il vostro tempo e i vostri soldi, perché saprà intrattenervi come sperate.

Luglio è un periodo di solito generalmente calmo – andandosi a incastrare tra l’E3 e la Gamescom – ma non ci sono dubbi che questa settimana, tra anteprime, recensioni e approfondimenti, sia stata un’eccezione. I videogiocatori possono arricchire questa estate grazie alle meritevoli uscite di Wolfenstein Youngblood e di Fire Emblem: Three Houses, che hanno avuto riscontri positivi nelle nostre disamine.

La redazione di SpazioGames vi augura buon fine settimana (e di sopravvivere al caldo)!




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