A.O.T. 2 Final Battle – I Giganti non ne hanno ancora abbastanza

Un enorme DLC per il titolo dello scorso anno

Recensione
A cura di DottorKillex - 23 Luglio 2019 - 11:01

Quasi a celebrare sia i buoni risultati ottenuti dal titolo base, pubblicato all’inizio dello scorso anno e recensito sulle nostre pagine, sia l’arrivo della terza stagione dell’anime, Koei Tecmo rilascia A.O.T. 2 Final Battle, versione espansa e migliorata dell’hack’n’slash giocato su console e PC diciotto mesi or sono.

Dopo le decine di ore passate sulla versione base, che all’epoca giocammo sull’ammiraglia Sony, ci siamo cimentati con la versione Xbox One (anche in versione X) e quelle che seguono sono le nostre impressioni finali sul gioco.

La terza stagione

Delle due, grandi aggiunte che questa nuova versione del gioco porta in dote, la modalità Character Episode è quella maggiormente votata al fanservice, che monetizza l’entusiasmo degli spettatori per la recente pubblicazione della terza stagione dell’anime anche in Occidente (Italia compresa).

In questa modalità sarà infatti possibile vestire i panni di personaggi finora non controllabili, seguendo tre distinte linee temporali: quella del 104esimo corpo dei cadetti, quella del corpo di ricerca, e, immancabilmente, quella dei cosiddetti Warriors, ovvero dei “traditori” Berthold e Reiner e di Zeke.

Se questa nuova modalità narrativa aggiunge interessanti particolari, seguendo da vicino quanto visto nella terza stagione e sottolineando le fasi più spettacolari, consentendo al giocatore di riviverle in prima persona pad alla mano, la longevità complessiva è appena sufficiente e la profondità generale nettamente inferiore a quella del capitolo base.

Questo perché, costretti da esigenze di trama, gli sviluppatori non hanno potuto lasciare la medesima libertà concessa in occasione della pubblicazione del titolo dell’anno scorso, nel quale si creava un personaggio da zero tramite un editor e lo si poteva agghindare a piacimento, dall’equipaggiamento ai risvolti estetici.

Qui, giocando nei panni di personaggi noti (ed amatissimi), ci si dovrà per forza di cose adattare al loro stile di combattimento e alle armi iconiche di cui si servono nella serie originale.

Purtuttavia, nonostante la già citata brevità, questa modalità riesce nell’intento di contestualizzare la terza stagione dell’anime e mettere al passo con la trama principale coloro i quali se la fossero persa, sostituendosi, di fatto, alla visione delle puntate vere e proprie, grazie alla precisione nella riproduzione di scene e contenuti.

Un po’ di ciccia…ma non troppa

La parte del leone, in termini contenutistici, spetta allora alla modalità Riconquista il territorio, che, pur nella sua ripetitività, si rivela potenzialmente infinita.

Essa consiste nel comporre il proprio dream team di personaggi provenienti dalla serie originale, potendo scegliere tra un roster che supera agilmente le quaranta unità, per sottrarre larghe fette di territori al dominio dei Giganti, così da svincolare l’umanità (in un interessante twist rispetto al plot originale) dalle mura rassicuranti ma costrittive del Wall Maria.

Se, una volta scesi in campo, il gameplay è di fatto identico a quello che aveva fatto le fortune del titolo del 2018, l’aggiunta di leggeri elementi gestionali aiuta questa modalità a differenziarsi un po’ da quanto visto finora: durante le missioni, infatti, ci si imbatterà in un gran numeri di materiali per il crafting, risorse naturali e materie prime, che, una volta tornati alla base, potranno essere riutilizzati o riciclati per costruire e rafforzare le strutture della base, la cui potenza e versatilità determineranno l’efficacia in battaglia dei team che si alterneranno fuori dalle mura.

Come per altri titoli Koei Tecmo, l’impronta manageriale è sufficientemente sviluppata per tenere il giocatore impegnato a come utilizzare al meglio le proprie risorse ma mai troppo profonda da costituire una barriera d’ingresso per i fan più giovani (o meno pazienti…) del franchise.

Come per il titolo base, però, sul lungo periodo anche questa modalità rimane vittima dell’inevitabile ripetitività di fondo delle meccaniche di gioco: i fan più appassionati chiuderanno sicuramente un occhio, come già fatto, probabilmente, durante le ultime ore del precedente capitolo, ma è innegabile che una maggiore varietà negli obiettivi delle missioni e nei modi per raggiungere tali obiettivi avrebbe giovato a questa modalità e, più in generale, alla produzione tutta.

Anche alla luce di queste valutazioni, quindi, ci riesce difficile consigliare senza riserve A.O.T. 2 Final Battle a coloro i quali possedessero già la versione vanilla del titolo Koei Tecmo, sebbene non neghiamo, da fan della serie, di esserci divertiti.

Come sopra, con patate

Giocato su Xbox One X, con il pieno supporto al 4K, A.O.T. 2 Final Battle si difende discretamente, anche se, come per tutto il resto della produzione, le aggiunte ed i miglioramenti non sono immediatamente percettibili.

Abbiamo notato delle performance generalmente migliori, tanto dal punto di vista dei cali di frame rate quanto da quello delle compenetrazioni poligonali, comunque presenti ma meno frequenti rispetto alla versione del 2018.

L’aumento di risoluzione garantito dalla console premium di Microsoft si rivela un’arma a doppio taglio per la produzione Koei Tecmo: se, da un lato, offre scorci generalmente più nitidi e godibili, soprattutto in occasione delle missioni giocate al tramonto o in condizioni di scarsa visibilità per via di fumogeni e del caos del campo di battaglia, dall’altro espone maggiormente l’inadeguatezza di certe texture e di alcuni modelli poligonali, che risultavano già grezzi ai tempi della prima release e lo sono ancora di più oggi.

Il lavoro sulla traccia sonora, invece, ci ha convinto senza troppe riserve: i doppiatori originali giapponesi svolgono un eccellente lavoro nel caratterizzare i loro personaggi anche nelle sequenze inedite, e le musiche accompagnano degnamente l’azione a schermo, ridestando ricordi e sentimenti negli amanti della serie originale.

Abbiamo un po’ storto il naso, infine, per la scelta di proporre il gioco base ed i contenuti aggiuntivi quasi a prezzo pieno, e ne raccomandiamo quindi l’acquisto esclusivamente a quanti si fossero persi il buon action game pubblicato lo scorso anno.

Gli altri, anche i fan più sfegatati del franchise, potrebbero voler attendere il primo calo di prezzo per mettere le mani sul materiale inedito contenuto in questa versione.

+ Nuove missioni da vivere nei panni degli eroi della terza stagione
+ La modalità Riconquista il Territorio può durare ore
+ Fanservice abbondante ma ben fatto
- Prezzo davvero troppo alto
- Gameplay quasi immutato nelle sue dinamiche di base

7.1

A.O.T. 2 Final Battle rappresenta un’operazione un po’ cervellotica da parte di Koei Tecmo, che, se da un lato avrebbe come scopo quello di soddisfare i fan più oltranzisti dell’opera di Isayama-san, dall’altro penalizza proprio coloro i quali hanno già fatto loro la versione base del gioco, costretti a riacquistare l’intero pacchetto a prezzo pieno o solo i contenuti aggiuntivi per ben cinquanta euro.

Nonostante la discreta mole contenutistica e la grande quantità di fanservice presenti, insomma, è difficile raccomandare l’upgrade a quanti avessero già acquistato e completato il gioco base un anno e mezzo fa.

Tutt’altro discorso per chi si fosse perso l’originale: a fronte di un compart tecnico rivedibile, A.O.T.2 Final Battle offre decine di ore di intrattenimento nel mondo di gioco e con tutti i personaggi della serie originale, uniti ad un combat system ben congegnato.




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