La sincerità di Devolver: i giocatori sono bravissimi a fare gli stronzi online

A cura di Stefania Tahva Sperandio - 25 Aprile 2018 - 0:00

Il comportamento dei videogiocatori online, non è un segreto, purtroppo non è sempre esemplare. Lo sa sicuramente bene Mike Wilson, co-fondatore di Devolver Digital, che ha parlato dell’argomento senza girarci troppo intorno durante la conferenza Reboot Develop. Secondo l’autore, ci si aspetta che gli sviluppatori indie abbiano un dialogo diretto con chi gioca ai loro titoli, anche per poter intervenire in modo tempestivo quando si verificano casi di intolleranza e vera e propria ignoranza. Non sempre, però, è così facile, perché le persone online comunicano in modi che le fanno sentire libere, spesso, di non avere rispetto di niente e di nessuno.«Uno dei più grossi problemi è che ci si aspetta che [gli sviluppatori indie] abbiano conversazioni dirette con il loro pubblico su basi regolari, il che però è una cosa che nessun’altra tipologia di artista nella storia ha mai dovuto far quadrare. Queste sono giù delle persone che si stanno impegnando davvero molto» ha ragionato Wilson, «realizzare un gioco che possa distinguersi dalle altre migliaia che arrivano ogni mese, magari contando solo su due o tre persone e consapevoli che il pubblico non lo capirà mai, che lo avete fatto essendo solo in due o tre persone. Il pubblico darà per scontato che siate qualche grosso studio e che quindi il vostro gioco debba essere tanto benfatto quanto le grandi produzioni.» Mike Wilson«I videogiocatori sono bravissimi a fare i totali stronzi online, e non capisco perché poi. Quando stai avendo una brutta giornata e ci sono migliaia di persone su Twitter che concordano sul fatto che tu sia un pezzo di me*da, a quel punto dovresti smettere di lavorare perché non creerai niente di buono, si tratta di una cosa davvero difficile per le persone più sensibili. Credo che questo sia uno dei motivi per cui gli indie stanno vivendo un momento difficile: c’è questo ammasso di rumore fatto da un mix di fan e di mostri, online. Non importa poi se leggi mille commenti positivi, quell’uno o due in cui qualcuno ti dice che sei un pezzo di me*da senza valore ti si appiccica al cuore nel momento in cui ne avresti meno bisogno.»Una delle possibili contromosse degli sviluppatori, secondo il co-fondatore di Devolver, potrebbe essere smettere di interagire direttamente con i fan e passare dai servizi di PR, che gestiscono il rapporto con la community sul web e con la stampa specializzata. La sua speranza, però, è che ciò non avvenga, anche perché renderebbe molto impersonale l’interazione: «spero che non si arrivi a questo perché è davvero bello poter interagire con gli artisti che ami e farlo direttamente, fargli delle domande e magari dei complimenti per il loro lavoro. Spero davvero che non si arrivi ad un punto in cui si parlerà solo con un PR per tutto il tempo su Twitter.»È difficile negare che le parole di Wilson trovino enorme riscontro online, considerando gli atteggiamenti tossici di una parte dell’utenza su alcune delle più popolari community del web—e, spesso, anche sui siti specializzati di critica videoludica.Fonte: VG24/7.com




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