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La-Mulana 1 & 2, i metroidvania archeologici approdano su console – Recensione

I difficili titoli dei Nigoro sbarcano sulle attuali console grazie a dei fedeli porting

Era l’ormai lontano 2005 quando venne realizzato il primo La-Mulana, inizialmente disponibile unicamente in Giappone e rilasciato come freeware per Windows; il titolo voleva richiamare l’impronta dei videogiochi per MSX, non solo per lo stile grafico ma anche in termini di gameplay e difficoltà.

La-Mulana 1 & 2

Piattaforma:
PS4, SWITCH, XONE
Genere:
avventura, piattaforme
Data di uscita:
Sviluppatore:
Nigoro
Distributore:

Il remake del titolo uscì nel 2011 in Giappone e 2012 nel resto del mondo; riuscì a conquistarsi un pubblico di nicchia tale da convincere gli sviluppatori a realizzarne un eccellente sequel attraverso Kickstarter, che venne pubblicato nel 2018. Oggi, grazie all’impegno di NIS America, il remake del primo capitolo ed il suo sequel, realizzati dai talentuosi Nigoro (all’epoca GR3 Project), sono pronti a tornare in un’edizione speciale anche sulle console di attuale generazione tramite dei fedeli porting. Acquistabili sia separatamente che in un’apposita edizione fisica, La-Mulana 1&2 sono pronti a divertire i giocatori di tutto il mondo – e a frustrarne altrettanti.

Evidenziamo fin da ora che non è stato fatto il porting dell’originale primo capitolo, ma per i più nostalgici il remake di La-Mulana consente di utilizzare anche le musiche originali.

Appartiene ad un museo

In La-Mulana ed il suo sequel interpreteremo rispettivamente gli archeologi Lemeza Kosugi e la figlia Lumisa – personaggi chiaramente ispirati al leggendario Indiana Jones – che con la loro fidata frusta in mano ed un computer portatile cercheranno di risolvere il mistero delle rovine di La-Mulana.

Come accadeva spesso e volentieri nei titoli del passato, la trama non ha molta importanza ed è unicamente un pretesto per spingere i giocatori all’avventura, in questo caso condita da tantissime sfide e dialoghi umoristici che non si fanno prendere sul serio. Ci troveremo ad esplorare le rovine di La-Mulana e Eg-Lana tra mostri da sconfiggere, mitologie e tante trappole e puzzle da risolvere o evitare. La-Mulana 1 & 2 sono dei veri e propri “metroidvania old school”: sarà necessario fare tantissimo backtracking tra le varie aree di gioco, trovare soluzioni ai nostri problemi attraverso indizi molto criptici ed affrontare livelli determinati a non avere nessuna pietà dei giocatori impreparati.

Non possiamo sottolinearlo abbastanza volte: La-Mulana e La-Mulana 2 sono giochi pronti a mettere a dura prova la vostra pazienza e sono dunque assolutamente inadatti ai giocatori dotati di poco tempo e pazienza.

Fortuna e gloria

E sta proprio in questo il successo di questa serie: il team Nigoro non ha avuto assolutamente nessuna pietà nei confronti dei giocatori, imponendogli di sottostare alle loro regole e di giocare proprio come si faceva una volta, ossia procedendo a ritmi moderati, prendendo appunti e chiedendo magari aiuto ai nostri amici o, nei tempi di internet, ad una walkthrough online.

Gli stessi sviluppatori sono consapevoli di quanto il gioco possa essere impegnativo ed ammettono che la vostra esperienza può diventare più godibile consultando una walkthrough per determinate aree, piuttosto che restare fermi ore e ore a capire come poter proseguire l’avventura. Data la natura molto criptica delle aree di gioco che, per la maggior parte, possono essere esplorate nell’ordine da noi desiderato, può diventare molto facile perdersi, rimanere fermi senza capire la soluzione di un enigma o anche ritrovarci ad affrontare boss molto prima di quanto dovremmo (anche se spesso si può abusare delle meccaniche di gioco per renderli più facili rispetto a quando li affronterete “lealmente”); diventa ancora più facile che questo accada se non prestiamo particolare attenzione a tutti i dettagli che troveremo all’interno del gioco, se non raccoglieremo armi secondarie, applicazioni per il nostro computer e particolari artefatti la cui assenza renderà la nostra vita particolarmente difficile.

Perfino avendo tutto quello che ci occorre, potrebbe capitarci di rimanere uccisi da qualche trappola o di non riuscire davvero a capire che cosa dovremmo fare per andare avanti per diverse ore, quando la soluzione magari è proprio accanto a noi senza che ce ne accorgiamo. Se deciderete di non “barare” e non chiedere aiuto, vi accorgerete ben presto di quanto gli sviluppatori siano stati bravi a ricreare le stesse esperienze che si provavano nel giocare titoli di un’altra epoca.

Il fascino del passato

In fondo è proprio questo, il vero fascino dei La-Mulana: data la grande difficoltà dei titoli e data la notevole longevità della loro campagna, è davvero improbabile che riusciate a completarli in pochissime sessioni. Sono giochi che si riescono a godere meglio se presi in piccole dosi, facendo piccoli progressi alla volta e salvando ogni volta diventa possibile. Non c’è soddisfazione più grande di riuscire a superare un ostacolo con le nostre forze, o di tornare indietro dopo esserci potenziati a dovere per battere un boss particolarmente ostico.

La difficoltà del primo capitolo è data anche da un gameplay volutamente arretrato, che difficilmente riuscirà a venire digerito da una generazione più giovane di giocatori; la poca libertà di movimento (particolarmente nei salti), il quasi totale abbandono del giocatore a se stesso e le conseguenti poche informazioni messe a disposizione non possono fare altro che generare frustrazione nei giocatori poco pazienti, meno attenti e più frettolosi.

La pazienza dei giocatori più pazienti sarà però ricompensata con un’esperienza sempre più rara nei tempi che corrono. Nel sequel le cose migliorano notevolmente: anche se i comandi di base risultano sempre molto basilari e semplici, ora i movimenti sono molto più fluidi ed i primi minuti riescono a spiegarci adeguatamente come si gioca e cosa ci si aspetti esattamente da noi.

Ritenta, sarai più fortunato

Diventa facile abituarsi ai comandi grazie ai primi minuti che sono più che altro un “tutorial” nascosto:  non dovete farvi ingannare da questi primi passi, l’unico momento in cui gli sviluppatori sembrino aver avuto pietà dei neofiti. Nonostante le iniziali apparenze, La-Mulana 2 riesce perfino ad essere più difficile del primo, con trappole e puzzle ostici nascosti dietro ad ogni angolo.
Il pericolo di frustrazione è quindi sempre dietro l’angolo, ma viene compensato dai piccoli sforzi che si riescono a fare e da un gameplay comunque divertente, che spinge i giocatori a non mollare e continuare a ritentare, fino a riuscire a superare quel livello particolarmente ostico.

A livello grafico entrambi i giochi sono un gioiellino di pixel: presentano una grafica 2D decisamente ben realizzata e gradevolissima da vedere, un vero tuffo nel passato. Anche la colonna sonora risulta gradevole ed adeguata agli scenari, con diverse melodie orecchiabili che probabilmente entreranno nelle vostre teste, anche se forse il motivo principale è il costante backtracking necessario.

Ci occorre naturalmente ricordare ancora una volta che questa edizione è semplicemente un porting: non vi sono state reali aggiunte ai due titoli, dunque potrebbero non avere molta attrattiva per chi li ha già giocati.

Alcune piccole note finali le riserviamo alla versione Switch, da noi provata per questa recensione: il touch screen non è supportato all’interno dei menu e per giocarlo dovrete necessariamente servirvi di due joy-con o di un controller tradizionale. Non abbiamo inoltre riscontrato discrepanze tra la modalità portatile e docked: la performance del gioco è rimasta sempre veloce e stabile.

+ Porting ben fatti
+ Tantissime ore di gioco
+ Difficile ed impegnativo…
+ Molti enigmi e segreti da scoprire
– Nessuna aggiunta particolare
– …ma a volte troppo, può diventare frustrante
– I controlli del primo non sono invecchiati bene

8.4

I La-Mulana sono entrati nel cuore dei giocatori hardcore per la loro notevole difficoltà e per la forte voglia degli sviluppatori di non voler dare alcun tipo di scorciatoia a una generazione ormai poco abituata alle sfide di una volta. Questi porting rappresentano sicuramente un’occasione ghiottissima per i giocatori più duri che non abbiano avuto modo di recuperarli in passato, ma data l’assenza di aggiunte hanno probabilmente poco da dire a chi li ha già giocati. Sconsigliato ovviamente l’acquisto ai giocatori con poca pazienza: la frustrazione arriverà da voi nel giro di pochi minuti.