Konami Anniversary Collection Arcade Classics, come non proporre vecchie glorie – Recensione

Quando la nostalgia non basta

Recensione
A cura di DottorKillex - 23 Aprile 2019 - 10:22

Dopo la mini-collection dedicata a Castlevania, che tornerà in pompa magna tra qualche settimana con una raccolta assai più corposa, Konami torna sul mercato delle compilation di vecchi titoli con la sua Arcade Classics Collection, che comprende otto giochi originariamente pubblicati in sala giochi negli anni ’80.
Abbiamo recensito per voi la versione Switch (ma ci sono anche quelle per PS4, Xbox One e PC) e questo è il resoconto di numerose ore passate a rimembrare i bei tempi…e ad imprecare di brutto.

Konami Anniversari Collection 8

Otto vecchie glorie

Questa collezione propone otto classici da sala giochi che portarono il marchio Konami nel mondo durante gli anni ’80, ed elencarli in rigoroso ordine cronologico può essere utile prima di tutto per capire cosa comprende il pacchetto e a chi è indirizzato.
Si parte con Scramble (1981), poi TwinBee (1985), Gradius (anch’esso 1985, qui chiamato Nemesis per riprendere la nomenclatura occidentale), Salamander (1986, noto anche come Life Force in Giappone), Gradius 2 (che qui prende il nome di Vulcan Venture, pubblicato nel 1986), Typhoon (anche detto A-Jax, 1987), Thunder Cross (1988) e Haunted Castle (1988).
Il primo elemento che balza all’occhio, e che restringe tremendamente il potenziale pubblico del pacchetto, che già, per sua stessa natura, si configura come un prodotto di nicchia, è la massiccia presenza di sparatutto, che occupano ben sette degli otto slot disponibili, lasciando il solo Haunted Castle come rappresentante di altri generi videoludici.

Game List

Nel caso in cui, insomma, astronavi di varia natura e inferni di proiettili non fossero esattamente il vostro forte, questo prodotto avrebbe davvero poco da offrirvi, soprattutto considerato il prezzo di lancio, inspiegabilmente fissato alla soglia dei venti euro, davvero troppi in relazione alla cura con cui è stato realizzato il pacchetto e alla scarsissima varietà proposta.
In compenso, coloro i quali avessero speso tutte le monetine proprie e dei propri genitori (e nonni!) nel tentativo di superare quel dannato livello, o di arrivare a vedere i leggendari titoli di coda di Salamander, potrebbero qui trovare un elisir magico per la giovinezza, anche a rischio di scoprire che i ricordi dell’epoca sono assai più dolci della realtà delle cose.
Menu spartani e poche opzioni per modificare i filtri visivi o aggiungere lustrini all’esperienza di gioco non migliorano la situazione, che appare povera sin dai primi istanti in compagnia del prodotto.
Ma, si sa, la prova su strada di titoli che hanno fatto la storia potrebbe rovesciare tutto.

Potrebbe.

Konami Anniversari Collection 4

Pad alla mano

Smanettando nei menu delle opzioni, è possibile modificare una discreta quantità di parametri, feature data oggi per scontata dato il gran numero di raccolte di vecchie glorie presenti sul mercato: dalla possibilità di aggiungere scanline doppie per riprodurre l’effetto sala-giochi alla gestione delle vite e dei continue, utile ad ammorbidire il livello di difficoltà altrimenti proibitivo di alcuni titoli, c’è tutto quello che ci aspetterebbe.
Salvo poi vedere che, modificando l’aspect ratio e portandolo a 16:9 per adattarsi ai televisori odierni, l’immagine venga brutalmente spalmata senza alcuna cura su tutta l’ampiezza dello schermo, distorcendosi e restituendo un effetto assai poco gradevole, che vi farà propendere per l’originale 4:3, che, però, non viene abbellito da sfondi dedicati, ma solo da immagini statiche uguali per tutti i titoli della raccolta.
Quando si passa all’azione pura, fortunatamente, la situazione migliora sensibilmente, sebbene non ci sia modo di ovviare all’effetto fotocopia che giocare tutti i titoli in sequenza potrebbe generare.
I due Gradius e Salamander in particolare sono invecchiati discretamente, mentre siamo rimasti meno impressionati da Scramble (che non avemmo modo di giocare all’epoca per questioni anagrafiche), da Typhoon e da TwinBee, che ricordiamo con maggior piacere nelle sue incarnazioni casalinghe.

Konami Anniversari Collection 3

In ogni caso, a patto di non banalizzare eccessivamente l’esperienza di gioco abbassando troppo il livello di difficoltà, che era un elemento essenziale per la riuscita di questi titoli (e per svuotare le tasche ai “polli” che vi si cimentavano in sala come noi), il gameplay semplice ed immediato di questi sparatutto riesce a far presa anche sul giocatore del 2019, a patto di accettare un buon numero di compromessi, premessa essenziale per apprezzare qualsiasi forma di retrogaming. La possibilità di effettuare dei salvataggi veloci in ogni istante è assai gradita, ma lo sono molto meno la totale assenza di leaderboards online, per confrontare i propri punteggi con il resto del mondo (dov’è finito lo spirito da sala giochi?!?), e di gioco in rete, che avrebbe portato ad un altro livello le sfide.

Dispiace anche che Konami non si sia premurata di offrire versioni multiple del medesimo gioco, viste le notevoli differenze (in termini di layout, livello di difficoltà e aspetto visivo) che intercorrono tra le versioni occidentali di alcuni dei giochi inclusi e i corrispettivi nipponici (su tutti il secondo episodio di Gradius). Haunted Castle, dal canto suo, è uno spin-off non particolarmente riuscito della serie Castlevania, con un livello di sfida innaturalmente elevato per adeguarlo agli standard da sala dell’epoca e qualche tocco di classe in meno rispetto ai cugini canonici. Nondimeno, rappresenta una ventata d’aria fresca dopo l’abbuffata di shooter orizzontali e verticali che compongono il resto dell’offerta.
Konami Anniversari Collection 1

Il cielo salvi l’eBook

L’unica aggiunta di rilievo a livello di extra è rappresentata dall’inclusione di un eBook digitale, che raggruppa sfiziosi retroscena, bozzetti preparatori, informazioni d’epoca e tante altre curiosità sullo sviluppo dei titoli contenuti nel pacchetto. Un po’ poco per giustificare l’acquisto da solo, insomma, ma pur sempre un piacevole diversivo tra un livello e l’altro di uno degli sparatutto inclusi, anche perchè immediatamente disponibile dal menu d’avvio, senza necessità di sbloccare alcunché. La mancanza di cura e di attenzione al dettaglio emerge, purtroppo, anche da altre mancanze, apparentemente secondarie ma che non potranno non balzare agli occhi degli appassionati: nella versione Switch da noi testata, ad esempio, manca la possibilità di giocare in modalità tate, ovvero ruotando lo schermo in verticale, com’è possibile fare, invece, nella versione per console Nintendo di Ikaruga.

Peraltro, tutti i titoli contenuti in questa collezione erano già stati pubblicati nella Hamster Arcade Archives Series, e in quell’occasione contenevano molte delle feature qui mancanti, prima tra tutte la duplice versione di ogni singolo gioco: perché, allora, la casa di Contra ha deciso di non includere tali migliorie in questa Arcade Classics Collection? L’unica risposta che siamo riusciti a darci è che, per non perdere il treno del momento, in un mercato sempre meglio disposto a dedicarsi al retrogaming (almeno quando ben fatto…), Konami abbia scelto di pubblicare, nella maniera più rapida possibile, il qui presente prodotto, contando sul fattore nostalgia e sulla indiscussa qualità di almeno due o tre dei titoli contenuti nella raccolta. Speriamo di sbagliarci, ovviamente, e non vediamo l’ora di mettere le mani sulla collezione dedicata a Castlevania, nella speranza che alla famiglia Belmont sia riservato ben altro trattamento.

+ Bene i due Gradius e Salamander...
+ Ci è piaciuto l'eBook incluso
- ...meno tutto il resto
- No leaderboards, no party
- Selezione che manca di varietà
- Niente gioco online

5.7

Speriamo vivamente che Konami dedichi maggiore cura alla raccolta dedicata ai Castlevania, una delle saghe più iconiche ed influenti della storia dei videogiochi, perchè il modo in cui è confezionata questa Arcade Classics Collection non ci ha per nulla soddisfatto, tra una selezione di giochi troppo simili tra loro e la totale assenza di leaderboards e di supporto per il gioco online. Si poteva (doveva?) fare molto di più in quanto ad opzioni grafiche, versioni multiple dei titoli, tate mode e tanto altro ancora, invece ci si è acontentati del minimo sindacale, che non basta più nell’epoca di raccolte maniacalmente curate come la recente SNK Anniversary Collection. Se all’epoca avete consumato i polpastrelli con i due Gradius, Salamander o Haunted Castle, potreste comunque sorvolare sulla pigrizia di chi si è occupato della raccolta, ma per tutti gli altri non c’è nulla di irrinunciabile in questo pacchetto.




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