Kojima sulle sue previsioni sul futuro in Metal Gear e Death Stranding: per niente difficile

Il game director Hideo Kojima, intervistato da Livedoor, ha parlato delle società rappresentate in Metal Gear Solid 2, Metal Gear Solid 4 e infine Death Stranding – che hanno tutte trovato realizzazione – spiegando che non è poi così difficile intercettare il futuro.

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A cura di Stefania Tahva Sperandio - 31 Maggio 2020 - 19:46

All’interno di Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, che esordiva nel 2001, si raccontava una storia che girava sull’importanza delle informazioni, del farle circolare e dell’impatto che l’intero tessuto mediale può avere su una società. Riassunto nel concetto dei “memi”, questo messaggio venne accolto in modo discordante dai fan della saga – colpiti non sempre positivamente dal cambio di prospettiva che portava Solid Snake a essere uno degli attori della vicenda e non il protagonista giocabile.

Sappiamo, nel 2020, quanto il fluire delle informazioni sia di fondamentale importanza nella vita quotidiana, e la lotta alle fake news è ormai all’ordine del giorno – se vogliamo semplificare al massimo il concetto.

metal gear solid 2 raiden

All’interno di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, che esordiva nel 2008, si raccontava di un modo in cui le guerre erano diventate semplicemente un business per dare carburante e pecunia alle compagnie militari private (PMC), con soldati che si trovavano coinvolti, come mercenari degli anni Dieci del Duemila, in battaglie di cui non conoscevano null’altro che l’incarico da svolgere, come fosse una normale mansione da ufficio.

Anche in questo caso, la cosa si è cementata sempre più di lì a poco e le compagnie militari private offrono oggi servizi in tutto il mondo.

metal gear solid 4 meryl snake

All’interno di Death Stranding, che ha esordito nel 2019, si raccontava di una società frammentata dai pericoli in cui le città erano scollegate e la sussistenza era resa possibile da corrieri che si avventuravano per i rischi del mondo esterno. Non serve nemmeno precisare, in tempi di coronavirus, quanto questa prospettiva sia diventata tristemente attuale, con una società iperconnessa come la nostra che ha dovuto reinventarsi come quella del distanziamento sociale.

Queste tematiche sono state affrontate anche da Hideo Kojima, direttore di tutti e tre i giochi citati, nel corso di un’intervista concessa al sito Livedoor, in cui l’autore giapponese a capo di Kojima Productions ha spiegato che, in realtà, prevedere il futuro prossimo della società è cosa tutt’altro che difficile a farsi.

Metal Gear Solid 2, 4 e Death Stranding: come si anticipano i tempi e i temi?

Secondo Kojima, un aspetto importante nel trattare delle tematiche legate alla nostra società è fare in modo che non si arrivi «né troppo presto, né troppo tardi, è la cosa di cui mi importa di più.»

DEATH STRANDING

Nonostante il tempismo sia tutt’altro che facile da intercettare, secondo Kojima non è poi così difficile riuscire nell’intento e certamente non serve nessuna palla di vetro – basta semplicemente guardare la realtà.

Secondo l’autore:

Fare previsioni di questo tipo non dovrebbe essere così difficile. Dopo tutto, il futuro si raggiunge per accumulo. Magari potrebbe essere difficile prevedere cosa accadrà tra venti o trent’anni, ma si può immaginare cosa succederà negli anni a venire, per estensione. ‘Se andremo avanti così, allora ci sarà questo tipo di società’, o ‘ci saranno queste tipologie di problemi’.

Il caso Death Stranding

L’intervistatore è rimasto sicuramente incuriosito da come le tematiche di Death Stranding siano diventate realtà ben poco dopo l’uscita del gioco, che ha debuttato lo scorso novembre, e ha chiesto all’autore un commento in merito.

Kojima sulle sue previsioni sul futuro in Metal Gear e Death Stranding: per niente difficile

«Sì, [il doversi distanziare] è una cosa che alla fine è successa davvero» ha spiegato Kojima. «E oltretutto Sam, il personaggio principale, ha la fobia del contatto e non può abbracciare gli altri, o stringere loro le mani. E ora tutte le persone vogliono rimanere a casa in una situazione simile a quella di Death Stranding».

Mentre un po’ tutti ci siamo trovati costretti a vivere come prepper, Kojima ne ha approfittato per discutere dei temi che lo hanno portato a voler parlare di un mondo fatto di fratture come figlio di una società in cui siamo tutti virtualmente collegati:

Nel mondo moderno persone da ogni dove sono connesse online, ma tutto quello che fanno quando giocano è semplicemente uccidere altri giocatori o combattere contro grossi nemici per la co-op. Non sto dicendo che sia una male, ma volevo poter realizzare un gioco che non lo facesse. Volevo esprimere in modo diverso che sono connesso alle altre persone.

Così, è nato il sistema di aiuto reciproco che è alla base delle meccaniche di Death Stranding, che prevede solo interazioni positive tra giocatori che, senza avere alcuna costrizione, si aiutano a vicenda.

Nella stessa intervista, Kojima ha anche confermato che il gioco è andato in profitto – rispondendo così ai tanti rumor sull’andamento sul mercato, sul quale Sony non si è ancora espressa ufficialmente. A proposito di rumor, l’autore giapponese ha anche smentito le voci di un ritorno a franchise come Metal GearSilent Hill.

Fonte: Livedoor




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