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Kena: Bridge of Spirits è davvero la meraviglia che sembrava essere | Recensione

Il gioco di Ember Lab ci ha sorpresi e potrebbe dare inizio a una serie di grande successo. Ve lo raccontiamo nella nostra recensione.

A primo impatto, Kena: Bridge of Spirits non può non richiamare alla memoria lo stile dei film di animazione Pixar. D’altra parte, la delicatezza del personaggio principale e la dolce tenerezza delle piccole creaturine chiamate Rot sono lì a dimostrarlo per tutta l’avventura, che nelle fasi promozionali aveva solo in parte lasciato intendere la sua reale natura.

Kena: Bridge of Spirits

Piattaforma:
PC, PS4, PS5
Genere:
action-adventure
Data di uscita:
21 Settembre 2021
Sviluppatore:
Ember Labs
Distributore:
Ember Labs

L’ambizioso progetto di Ember Lab vuole senz’altro guardare ai grandi open world immersivi, ma in modo molto intelligente decide in definitiva di crearne uno di più piccola scala, concentrandosi sulla densità dei contenuti e lasciando da parte tutte quelle diluizioni che servono solo per annacquare la proposta e aumentare in modo artificioso le ore di gioco.

Per questo motivo, la durata di Kena: Bridge of Spirits oscilla tra le dieci e le quindici ore, se vorrete davvero prendervi le vostre libertà ed esplorare a fondo ciò che l’avventura ha da offrirvi. E vi renderete ben presto conto che nulla è stato sprecato, che l’avanzamento di gioco è ottimamente strutturato e che gli sviluppatori hanno confezionato davvero un grande titolo, che deve molto a Zelda e ad alcuni dei grandi capolavori Nintendo.

 

Kena: Bridge of Spirits – La storia

La giovane Kena è uno spirito guida che viaggia attraverso un villaggio abbandonato, alla ricerca del tempio sacro delle montagne. In questo luogo dove le foreste la fanno da padrone e tutto è immerso nella bellezza della natura selvaggia e incontaminata, si cela in realtà un mistero legato a una comunità che sembra essere letteralmente sparita nel nulla, come se fosse stata colpita da una terribile sciagura o maledizione.

Meditando presso dei punti specifici potrete aumentare la vostra salute massima.

Tra casupole abbandonate, corsi d’acqua naturali e tanto verde a perdita d’occhio, s’insinuano delle conformazioni rossastre che alterano la bellezza di quei luoghi, bloccandovi il cammino e dando vita a creature che si opporranno alla vostra missione. Solo Kena può estinguere la corruzione che si è estesa tra quelle terre, assieme ai piccoli Rot che troverete e che faranno parte della vostra nutrita truppa di aiutanti.

Ma cosa è accaduto davvero in quel mondo? Da dove ha origine la corruzione? Kena scoprirà attraverso i racconti spiritici (e i ricordi che potrà osservare tramite una maschera tribale) ciò che ha colpito quelle comunità, anche grazie a testimonianze che serviranno a dare una chiara idea degli esiti infausti che hanno colpito alcuni dei comprimari.

Il titolo di Ember Lab non si perde mai in lunghi dialoghi, tediose spiegazioni o lunghi file di testo: al contrario, punteggia il racconto con le informazioni che bastano, lasciando grande spazio all’esplorazione, ai combattimenti e a quegli elementi di gioco da puzzle-platform che hanno decretato il successo dei grandi action-adventure.

Quella che vedete non è l'unica arma da usare contro i nemici. Inoltre, anche i Rot potranno darvi una grossa mano.

Sistema di combattimento

Inizialmente Kena potrà difendersi col suo bastone spirituale, alternando attacchi deboli e forti, effettuando schivate in rotolata e parando i colpi nemici tramite una sorta di bolla protettiva. La parata perfetta consente poi di sbilanciare il nemico e di contrattaccarlo all’istante, ma si tratta solo della base del sistema di combattimento, che ha uno sviluppo progressivo piuttosto solido.

Con l’avanzare dell’avventura, entrando in possesso di nuove abilità e salvando più Rot possibili, lo spettro delle scelte si amplia in modo considerevole, spingendovi a usare attacchi diversificati per sfruttare al meglio le debolezze avversarie.

 

Vi basti pensare che Kena potrà usare un arco e anche lanciare delle bombe, e addirittura farsi aiutare dalle piccole creaturine nere che distrarranno gli avversari e vi consentiranno di assorbire le cure dai germogli non corrotti all’interno delle arene di battaglia.

Oltretutto, tramite la pagina dedicata allo sviluppo delle abilità sarà possibile migliorare e sbloccare nuovi colpi, e avere in definitiva molte più opzioni per poter gestire con maggiore consapevolezza gli scontri, che seguono una curva delle difficoltà tutto sommato ben gestita.

L'esplorazione di Kena non ha le forzature degli open world e funziona alla grande.

Kena potrà aumentare la sua salute massima meditando in dei punti specifici spesso nascosti o non immediatamente visibili, e non esistono altri parametri da dover tenere sott’occhio mentre si fronteggiano le emanazioni della corruzione. Va però tenuto in conto lo stato di coraggio dei Rot, che da piccoli aiutanti pavidi hanno bisogno di essere riforniti di sfere gialle che accumulerete causando o subendo danni. Quando i Rot potranno effettivamente agire, vi consentiranno ad esempio di scagliare una freccia speciale decisamente devastante, o magari di operare in modo diretto (e sempre tramite vostro comando) per dare manforte alla protagonista nel momento del bisogno.

Potrete anche controllarli nei pressi di alcuni speciali germogli che, una volta attivati, mostrano la forma primitiva dei Rot: da agglomerati, si muoveranno come un’unica entità (e per un breve tempo prestabilito) al fine di epurare la zone corrotte o colpire i nemici che si stanno avvicinando troppo a Kena.

La possibilità diventa reale soprattutto al di fuori dei combattimenti, e si è in questi casi obbligati a muovere la protagonista con una levetta, e l’entità con l’altra. Questo schema dei controlli non ci ha però convinto granché, poiché è facile perdere la bussola e assistere ad alcuni movimenti di telecamera talvolta un po’ bizzarri. Niente di grave, sia chiaro, anche perché si tratta di un’azione che si presenta molto di rado.

Certi scorci sanno essere davvero molto belli ed evocativi.

Esplorazione

La bellezza di Kena: Bridge of Spirits acquista concretezza soprattutto durante le fasi esplorative, che sono il cuore pulsante dell’opera. Sebbene tramite la mappa potrete vedere sempre chiaramente il punto presso cui dirigervi, il gioco vi spinge con grazia e in modo sempre convincente a battere altre strade, scoprire segreti e far unire alla vostra truppa il numero più alto possibile di Rot. I benefici, com’è facile immaginare, diventano così molteplici.

Risolvere mini puzzle, cercare aree corrotte lontane dalla strada principale, scovare i vostri piccoli amici, trovare missive e consegnarle, e più in generale portare a compimento tutta una serie di attività secondarie senza avere l’impellenza che qualcuno vi chieda dei favori (o che un indicatore stia lì a guidarvi di continuo) dà a Kena la chance di offrire al giocatore una grande libertà di gestire ritmi e stile di gioco.

I momenti migliori arrivano invece quando dovrete appunto soddisfare determinate condizioni per poter avanzare nella storia principale. Quando entrerete in possesso di tutto l’armamentario, avrete finalmente la possibilità di muovervi con maggior dinamismo: per esempio, scoccare delle frecce nelle corolle di alcuni fiori posti su grandi alture o a distanza vi consente di spostarvi immediatamente da un punto all’altro.

Avendo in dotazione le bombe, invece, potrete far esplodere dei frammenti instabili opportunamente contornati da un alone blu per dar loro nuove forme mentre restano sospese per una manciata di secondi in aria, così da raggiungere aree che vi erano prima precluse.

Cuteness overload.

Questi sono solo alcuni degli strumenti esplorativi che Kena: Bridge of Spirits vi mette a piena disposizione, e quando sarete arrivati alla seconda metà dell’avventura, prederete maggiore consapevolezza di come aumenterà la complessità di certe strutture e dei puzzle stessi, in particolar modo se si ha l’intenzione di andare a caccia dei più reconditi segreti.

Stimolante è poi il modo in cui dovranno essere risolti dei mini puzzle, senza che il gioco faccia alcunché per fornirvi dei palesi suggerimenti. Semplicemente, dovrete fare in modo che la combinazione tra le abilità di Kena, e la capacità di muovere gli oggetti da parte dei Rot, fungano da operazioni di concerto per avere un lasciapassare verso nuove aree.

Meno interessante è invece l’uso che viene fatto di una particolare maschera, che quando indossata rivela le impronte dei Rot nascosti e il punto esatto in cui dirigersi. Il tutto è eccessivamente macchinoso e in breve tempo vi dimenticherete di questa funzione, affidandovi solo alla mappa e al vostro intuito.

Tutta la determinazione di Kena.

Comparto tecnico

Artisticamente Kena: Bridge of Spirits è davvero un’opera unica, con una brillante visione d’insieme e uno stile che risulta immediatamente riconoscibile, lontano da altri titoli che tendono invece a somigliarsi sin troppo l’uno con l’altro. Dalla caratterizzazione dei teneri Rot, al bestiario che presenta parti organiche e corrotte, fino ad arrivare ai personaggi umani, il progetto di Ember Lab non ha davvero punti deboli e conferma quanto di buono visto nelle fasi promozionali.

Abbiamo avuto la possibilità di provare il gioco sia su PS5, sia su PC. Sebbene quest’ultima sia innegabilmente la versione migliore, che si fregia di una grandissima fluidità e di un’estetica globale che fa esplodere appieno tutto il potenziale del gioco, anche su PS5 non c’è di che lamentarsi. Al di là di un frame rate che si dimostra non sempre coerente, ma non per questo foriero di fastidiosi cali in momenti caotici, Kena: Bridge of Spirits brilla con grande fulgore e per larghi tratti dimentica del tutto di essere un titolo indie.

Su console sono presenti le ormai due classiche modalità che consentono di passare dai 4K a 30 fps alla risoluzione upscalata a 60 frame, mentre il supporto al DualSense è sempre molto discreto e funzionale alle caratteristiche di gioco. Per esempio, gli attacchi potenti da effettuare tramite la pressione di R2 producono un buon grado di resistenza che ci si aspetterebbe sempre dai grilletti adattivi, mentre nei paraggi di alcuni particolari oggetti il feedback aptico fa sentire sui palmi un lievissimo ma costante battito che vi lascia intendere che siete vicini a ciò che vi serve.

Versione provata: PS5 e PC

Se volete giocare Kena: Bridge of Spirits al meglio, vi consigliamo di acquistare questo ottimo PC portatile da gaming dotato di una RTX 3060.

8,3

Kena: Bridge of Spirits

Piattaforme: pc, ps4, ps5
In definitiva, Kena: Bridge of Spirits è riuscito addirittura ad andare oltre le nostre più rosee aspettative, dimostrando di essere un'opera senza dubbio derivativa per quanto concerne molte delle meccaniche di gioco, ma unica e forte abbastanza per potersi erigere con prepotenza come un grande action-adventure. Si tratta di una delle prime sorprese che arrivano da studi di sviluppo meno blasonati, in grado di presentarsi al grande pubblico con la bellezza evocativa dei lungometraggi Disney-Pixar, e con la concretezza che solo in pochi riescono ad avere.

Pro

  • Comparto artistico unico, con personaggi e ambienti davvero ben caratterizzati
  • Un grande action adventure senza le forzature tipiche degli open world che allungano inutilmente il brodo
  • Esplorazione molto stimolante, con sezioni da puzzle platform implementate con intelligenza

Contro

  • Controllare l'entità di Rot agglomerati con la levetta destra è molto scomodo
  • La funzionalità della maschera è macchinosa e quasi inutile
8,3