Jump Force Recensione

Il picchiaduro all-in di Bandai Namco per il 50esimo della rivisita Shonen Jump.

VIDEO RECENSIONE
A cura di Nicolò Bicego - 14 Febbraio 2019 - 15:18

Jump Force, ormai, non ha certamente bisogno di presentazioni: il picchiaduro celebrativo dei 50 anni della rivista Weekly Shonen Jump è sulla bocca di tutti gli appassionati del fumetto nipponico da circa otto mesi, e noi non abbiamo mai mancato di raccontarvi le nostre esperienze con il titolo, dal suo stato embrionale all’E3 e alla Gamescom 2018, fino alla più completa closed beta di ottobre. Queste prove, a dire il vero, avevano lasciato spazio per molti dubbi e perplessità, che rischiavano di minare l’impatto di questo epico incontro tra universi paralleli. Adesso, con il gioco completo finalmente tra le mani, possiamo darvi il nostro parere definitivo.

Who you gonna call?

La storia di Jump Force si apre con un elemento tipico di molti fumetti: il mondo è in pericolo e tocca ai nostri eroi salvarlo. Niente di strano o di inusuale, se non fosse che, in questo caso, gli eroi chiamati a salvare il mondo provengono da molteplici universi creati sulla rivista Weekly Shonen Jump. Non solo: gli eroi di questi mondi così distanti vengono trasportati sulla nostra Terra, dove un’armata di cattivi, controllata mentalmente da Kane e Galena (personaggi creati appositamente per il gioco dall’inconfondibile penna di Akira Toriyama), sta mettendo a dura prova l’umanità intera. Tra le fila di questi cosiddetti Venom figurano anche alcuni eroi, caduti sotto il controllo del duo antagonista. Fortunatamente, un manipolo di eroi riesce a riunirsi e a dare vita ad un vero e proprio gruppo di Avengers in salsa nipponica: stiamo parlando, ovviamente, della Jump Force.

Il nostro protagonista, però, non è uno dei personaggi che conosciamo ed ammiriamo. Al contrario, ci verrà dato il controllo di un avatar che potremo personalizzare a piacimento, grazie ad un corposo editor che ci permetterà di creare un personaggio unico. Il nostro protagonista altro non è che un civile, che ha la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, cioè a New York durante uno scontro tra Goku e Freezer. Un attacco di Freezer colpisce in pieno l’avatar, riducendolo in fin di vita. Fortunatamente, Trunks riesce a riportarlo in vita grazie all’utilizzo di un cubo umbras, che gli dà inoltre la possibilità di diventare un eroe alla pari degli esponenti della Jump Force. Dopo il ritiro di Freezer, Goku e Trunks scortano l’avatar al quartier generale della Jump Force, dove incontrano il direttore Glover, che si occupa di orchestrare le azioni dell’armata di eroi. Dopo essere stato informato su quanto sta succedendo dal direttore in persona, il protagonista può scegliere di unirsi ad una delle tre diverse squadre della Jump Force: la squadra Alpha, capitanata da Goku (insieme a Piccolo, Zoro e Gaara), che ha il compito di sconfiggere i Venom; la squadra Beta, capitanata da Rufy (insieme a Boa Hancock, Sanji e Boruto), che si occupa di recuperare il territorio occupato dai Venom; ed infine la squadra Gamma, capitanata da Naruto (con Kakashi, Sasuke, Trunks e Sabo), che si occupa del recupero di informazioni.

Deku contro Dio

Tutto questo accade circa nella prima mezz’ora di gioco: da qui in avanti incontreremo altri personaggi, provenienti anche da altri universi creati su Weekly Shonen Jump. La storia è chiaramente un’occasione per realizzare il sogno di generazioni di lettori, che hanno passato anni della loro vita a chiedersi chi avrebbe vinto in uno scontro tra Goku e Naruto, tra Kenshiro e Jotaro, e così via.  Certo, all’appello mancano alcune serie, alcune delle quali, peraltro, presenti nel predecessore spirituale J-Stars Victory VS; tuttavia, il cast è ben nutrito e accontenterà soprattutto i fan delle serie più recenti. L’aspetto più riuscito del comparto narrativo è, a nostro parere, la resa dei personaggi: ciascuno di loro è un ritratto fedele della versione che abbiamo conosciuto nei fumetti e nelle serie animate, per quanto chiaramente non sia possibile, in una storia del genere, approfondire le loro personalità come nelle serie d’origine, visto anche il grande numero di lottatori presenti. Per un fan di lunga data dei fumetti nipponici sarà impossibile non lasciarsi sfuggire più di un sorriso di fronte alle ingenuità di Goku, alle caparbietà di Vegeta o agli atteggiamenti da pervertito di Ryo Saeba. Aiuta il fatto che i doppiatori giapponesi abbiano svolto un lavoro egregio nella resa dei personaggi. Purtroppo, però, la maggior parte delle scene non sono doppiate, il che toglie impatto narrativo alla trama. Trama che, peraltro, non riesce mai davvero a catturare l’attenzione del giocatore: l’impressione che si ha è che la sceneggiatura sia volta più a cercare di far entrare tutti i personaggi della Jump in una storia, piuttosto che a creare un buon intreccio narrativo. Inoltre, la presenza di tre team e la scelta tra uno di essi, pubblicizzata fin dall’inizio dello sviluppo, non ha quasi alcuna conseguenza: gli eventi si svolgeranno perlopiù allo stesso modo, indipendentemente dalla squadra scelta. Un vero peccato, perché la storia riesce a garantire momenti di spettacolarità; si sarebbe potuto fare molto di più approfondendo certi aspetti dell’intreccio.

Sabo - pugno di fuoco

Mondo animato e mondo reale si incontrano

Una delle peculiarità di Jump Force, rispetto ad altri titoli dedicati al mondo dell’animazione giapponese usciti in passato, è quello di trasportare i nostri eroi preferiti sul nostro pianeta. Al di là delle conseguenze narrative, questa scelta ha un forte peso anche a livello estetico: gli sviluppatori hanno infatti scelto di dare un taglio realistico ai personaggi, abbandonando il cel shading utilizzato in altre occasioni passate, cercando una sorta di coerenza visiva interna. Da un punto di vista stilistico si tratta di una scelta molto particolare, che non piacerà a tutti. Anche chiudendo un occhio su questa scelta, però, l’aspetto tecnico non riesce a convincere a pieno per diversi motivi: innanzitutto, se la resa delle ambientazioni è davvero buona, i modelli dei personaggi risultano spesso insoddisfacenti, a causa soprattutto di animazioni che non riescono mai a convincere. I loro movimenti sono legnosi, le labbra si muovono a malapena durante i dialoghi, e così via. Il gioco, inoltre, soffre di continui cali di frame rate, che partono nella lobby principale e continuano anche durante gli scontri; persino durante i filmati si possono notare dei saltuari rallentamenti, almeno su una Playstation 4 standard, dove si è svolta la nostra prova. Per quanto riguarda il comparto sonoro, vogliamo sottolineare ancora una volta l’ottima fattura del doppiaggio, che anche durante gli scontri riesce a ricreare le atmosfere delle varie serie animate da cui provengono i personaggi.

Makoto - Jotaro

Scontro tra mondi

Passando finalmente al gameplay, vero fulcro di Jump Force, il titolo adotta una struttura simile a quella di Dragon Ball Xenoverse; nel senso che muoveremo il nostro personaggio in una lobby da cui potremo accedere alle diverse tipologie di missioni, ai combattimenti in locale e online ed ai negozi presso cui migliorare il nostro personaggio. Andando con ordine, partiamo dalle missioni: il cuore del gioco sono le missioni chiave, vale a dire quelle che fanno progredire la storia. Certe volte, queste missioni saranno attivate parlando con i vari personaggi sparsi nella lobby, qualora avessero un grosso punto esclamativo sopra la propria testa ad indicare la presenza di una quest. Queste missioni vengono generalmente introdotte da breve cut-scene, che ci portano poi sul campo di battaglia. Le missioni libere e le missioni extra, invece, sono missioni che esulano dal percorso narrativo del gioco, in cui è necessario soddisfare certe condizioni per portare a casa la vittoria, con tanto di ranking finale e ricompense. I combattimenti, dunque, sono il vero centro nevralgico del gioco, con le attività nella lobby che fanno da semplice contorno. Come ormai è noto da tempo, il gameplay di Jump Force adotta una struttura 3 vs 3; una scelta già vista in altri titoli, se non fosse che gli sviluppatori hanno optato per dotare i tre personaggi di un’unica barra della salute. Niente cambi strategici per salvare un personaggio all’ultimo momento, quindi. Una scelta che può far storcere il naso e che noi, personalmente, non abbiamo gradito del tutto.

Jump Force Risultati

In generale, sembra che gli sviluppatori abbiano voluto semplificare quanto più possibile il gameplay per rendere Jump Force un titolo adatto a tutti. Sono assenti infatti delle vere e proprie combo, sostituite dalla pressione ripetuta dello stesso tasto: quadrato per gli attacchi normali, triangolo per gli attacchi pesanti. Da essi ci si può difendere tramite la posizione di guardia, tenendo premuto R1, o premendo quadrato poco prima di essere colpiti, rovesciando così l’attacco; il timing di quest’ultima contromossa ci è parso piuttosto casuale, rendendo difficile capire qual è il momento giusto in cui premere il tasto. Ci sono anche le proiezioni, affidate al tasto tondo.  Queste tre mosse di base sono identiche per ogni personaggio: una scelta questa che, unita all’assenza di combo, rende il gioco privo di quella profondità riscontrabile nei classici picchiaduro. Ci sono poi alcune mosse speciali, attivabili grazie all’indicatore tecniche e all’indicatore risveglio: anche queste mosse, però, per quanto siano certamente spettacolari nella loro esecuzione, richiedono la semplice pressione di un tasto per essere attivate. Tutto questo rende i combattimenti estremamente ripetitivi, in quanto si finisce per affidarsi sempre alla solita manciata di mosse; di conseguenza, i primi sbadigli arriveranno ben prima dei titoli di coda, nonostante i combattimenti, presi a piccole dosi, possano effettivamente risultare divertenti. A questo si aggiunge un altro elemento: Jump Force punta fortemente sulla spettacolarità, con la telecamera piazzata dietro le spalle del personaggio che si sposta continuamente per inquadrature dinamiche. L’intento sarebbe buono, ma la resa risulta spesso confusionaria; il dinamismo delle inquadrature, inoltre, riesce a rimediare solo parzialmente alla legnosità che caratterizza gran parte dei movimenti dei nostri personaggi.

Mancanza di approfondimento sembra essere la formula chiave anche per la progressione del nostro avatar. Il nostro personaggio, come anche gli altri che utilizzeremo nel corso della storia, avanza di livello, ed avremo la possibilità di acquistare per lui nuove mosse speciali da sostituire a quelle di base. Anche questi aspetti, però, risultano accennati e poco approfonditi, come se gli sviluppatori avessero temuto di confondere i giocatori alle prime armi.
Per tutti questi motivi, neanche la componente multigiocatore riesce a salvare del tutto il gameplay; giocare con avversari reali, tanto in locale quanto online, porta certamente un divertimento aggiunto, ma la ripetitività del gameplay potrebbe portarvi ad abbandonare ben presto anche questa componente del gioco.

+ Un sogno che si realizza
+ Combattimenti divertenti...
- ... ma che annoiano presto per via di una struttura troppo semplicistica
- Tecnicamente non sempre riuscito
- Poco approfondito sotto diversi aspetti

6.6

Un vecchio detto popolare recita “chi troppo vuole, nulla stringe”. Ed è forse così che potremmo riassumere Jump Force. Nel tentativo di raccontare una storia che unisca tutti gli universi della rivista Weekly Shonen Jump, finisce per perdere di vista l’obiettivo di narrare una buona storia. Nel tentativo di creare un gameplay che attiri anche i neofiti, finisce per mettere in tavola un sistema di combattimento così poco profondo da risultare ben presto ripetitivo. Un vero peccato, perché gli elementi positivi e le buone intenzioni, in Jump Force, non mancano di certo. Il modo in cui questi propositi hanno preso forma, però, non ci ha convinti; pertanto non possiamo che consigliare Jump Force soltanto ai veri fan dei diversi personaggi presenti nel roster, mentre gli appassionati di picchiaduro o dei singoli franchise presenti nel gioco farebbero meglio a rivolgersi altrove.




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