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Il gaming è “crollato” nel 2021: persa la metà dei nuovi videogiocatori

La metà dei nuovi giocatori del 2020 ha abbandonato il gaming.

Che il 2021 fosse considerato un anno di transizione per il gaming dalla maggior parte dei videogiocatori era ormai evidente, soprattutto tenendo in considerazione i diversi rinvii che i publisher sono stati costretti ad adoperare.

La pandemia attualmente in corso e la crisi dei semiconduttori, che ha colpito la produzione delle console next-gen PS5 e Xbox Series X, ha infatti costretto diverse aziende a rivedere i propri piani, causando il rinvio di giochi attesi come Horizon Forbidden West.

La situazione è diventata talmente grave al punto da aver spinto Sony a voler fare un investimento miliardario per assicurarsi una propria fabbrica di chip, in collaborazione con un gigante del settore e con il governo giapponese.

Tuttavia, il dato sorprendente è che, nonostante i dati rinvii precedentemente citati, nel 2021 sono usciti tantissimi videogiochi, come riportato dalla compagnia NPD.

La stessa azienda che si occupa di analizzare i numeri del mercato videoludico ha però svelato un ulteriore dato, che confermerebbe un’altra sorprendente inversione di tendenza: il 2021 ha visto un calo del numero dei videogiocatori rispetto al precedente anno (via Game Rant).

NPD ha infatti analizzato dettagliatamente i numeri dei videogiocatori residenti negli Stati Uniti, scoprendo che la metà degli utenti che lo scorso anno aveva deciso di adottare il gaming come hobby abbia poi scelto di abbandonarlo nel 2021.

Il numero di giocatori americani aveva fatto infatti un notevole balzo in avanti lo scorso anno, dal 73% al 79%, mentre nel 2021 gli utenti sono tornati al 76%: in altre parole, la metà dei giocatori ha deciso di cambiare interesse.

Questi numeri devono però essere analizzati anche tenendo conto della pandemia che ha coinvolto tutto il mondo: sebbene la crisi sia ancora lontana dall’essere risolta, il precedente anno la maggior parte degli utenti sono stati costretti a rimanere chiusi in casa, causando un conseguente boom del gaming come interesse.

Adesso che invece è diventato più facile poter uscire fuori di casa, è possibile che una buona fascia di utenza non abbia semplicemente più il tempo di poter passare la maggior parte del proprio tempo davanti a una console per videogiochi.

Naturalmente, la situazione non è stata facilitata dai continui rinvii dei titoli più attesi per il 2021, che deve aver certamente reso più complicato convincere i giocatori più occasionali a proseguire il proprio hobby, oltre naturalmente alla già citata crisi del mercato delle console next-gen.

Insomma, i numeri non dovrebbero preoccupare particolarmente gli appassionati: il gaming ha dimostrato in più occasione di essere un settore in forte crescita e con un enorme potenziale inespresso.

Basti pensare che anche i più grandi brand del mondo hanno deciso di attirare l’attenzione dei fan: per esempio, Coca-Cola ha ideato una pubblicità a tema gaming, anche se non ha dato i risultati sperati ed è diventata la loro campagna più odiata di sempre.

A proposito di aziende mal digerite, un recente sondaggio ha anche svelato qual è la compagnia più odiata dai giocatori di tutto il mondo.

Gli utenti amano anche mettersi alla sfida con imprese particolarmente difficili: un ulteriore sondaggio ha svelato qual è il videogioco più frustrante in assoluto per i videogiocatori (e non è Dark Souls).

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