Il Cuore del Serpente recensione, quinto DLC di Shadow of the Tomb Raider

Abbiamo provato il quinto DLC di Shadow of the Tomb Raider. Ecco la nostra recensione.

Recensione
A cura di Domenico Musicò - 9 Marzo 2019 - 10:03

Siamo quasi alla fine del supporto post-lancio di Shadow of the Tomb Raider e la situazione non è affatto cambiata: con Il Cuore del Serpente, quinto DLC dei sette previsti, lo schema è rimasto sostanzialmente identico. Si tratta dell’ennesimo micro DLC che non aggiunge davvero nulla di rilevante al nucleo del gioco. Al massimo, svela qualche retroscena dedicato a un personaggio secondario di poco conto, ma non aspettatevi davvero niente di più. Square Enix ha deciso che le avventure di Lara doveva continuare in questo modo, purtroppo.

shadow of the tomb raider

The Serpent’s Heart

Nel nuovo DLC di Shadow of the Tomb Raider, Lara sarà ancora una volta all’interno della grotta di Paititi, da dove erano partite le ultime due espansioni. Questa volta, la temeraria eroina dovrà infiltrarsi all’interno di una fortezza nemica per salvare la vita a degli abitanti del villaggio, ma scopriremo nel finale che in realtà c’è alle spalle un retroscena inaspettato, legato a doppio filo a un assassinio e al Culto di Kukulkan. È una storia torbida, quella de Il Cuore del Serpente, che si concentra su un dramma familiare e si apre alle antiche credenze e a un primitivo senso di giustizia tribale.

Inizierete quasi immediatamente con scontri e fuoco e combattimenti, in netta controtendenza con gli altri DLC. Bisogna però ammettere che è proprio questo inizio al fulmicotone la parte più debole de Il Cuore del Serpente, che potrete portare a termine (come al solito, possiamo dire con una certa amarezza) in circa quaranta minuti. Le sparatorie sono blande, non contemplano combattimenti contro nemici corazzati e pericolosi, e si riducono a delle banali eliminazioni di cultisti con arco che non si opporranno alla morte con molta convinzione. Il Cuore del Serpente, anche nelle sezioni immediatamente successive, appare innegabilmente come un pot-pourri di situazioni già viste, di momenti che fanno emergere con chiarezza un gran senso di déjà-vu, assieme alla consapevolezza che il prodotto è ormai arrivato stanco, senza neanche più una buona idea da esprimere in un DLC.

Questo, beninteso, per quanto riguarda la side story messa in scena e l’ambientazione che tenta di sorreggerla. In così poco tempo da dedicare, è chiaro come il risultato non potrà mai essere dei migliori. Si rivela in definitiva un racconto molto sbrigativo che si apre con una premessa, non ha uno sviluppo vero e proprio e si chiude con una spiegazione della premessa stessa. Insomma, non esattamente ciò che ci si aspetterebbe da una diretta emanazione di Shadow of the Tomb Raider.

shadow of the tomb raider nightmare

La nuova tomba e le novità

Va meglio invece per quanto riguarda le novità introdotte nella nuova tomba, che offre una diversificazione netta rispetto alle precedenti. A differenza dei puzzle da risolvere e della difficoltà rappresentata dai meccanismi da comprendere (giocando alla massima difficoltà e senza aiuti, è chiaro), la tomba presente ne Il Cuore del Serpente è una breve sessione di movimento e abilità. L’area è praticamente semi-sommersa e le acque torbide sono letteralmente invase dai piranha, motivo per cui tutt’attorno sono disseminate piccole zattere di fortuna, piattaforme di legno e altre di materiale più pesante, destinate a un rapido affondamento non appena oserete metterci piede sopra.

Il dinamismo della tomba è dato soprattutto da una grande zattera che viaggerà spinta dalla corrente, che s’incaglierà spesso tra gli ostacoli che proprio voi dovrete sgombrare, a volte trovando il modo di azionare degli antichi meccanismi, altre volte trovando strade alternative per poi sparare a dei grossi globi di vetro verdi incastonati sulle pareti. Vi ricongiungerete dunque alla zattera più volte, e mentre ci starete sopra, sarete obbligati a passare incolumi attraverso delle mefistofeliche trappole da cui fuoriescono fiammate. Lara dunque completare la prova del carnefice e navigare su ruggenti rapide per conquistare il potere del dio serpente.

Quando avrete completato la nuova tomba della sfida, otterrete l’abilità “dono divino”, che fa ottenere più monete d’oro dai nemici caduti. A completare l’offerta de Il Cuore del Serpente c’è il costume chiamato “Scaglie di drago”, che riduce i danni da fuoco, impedisce di inciampare e accelera la rigenerazione della salute. Inoltre, i giocatori riceveranno l’arco denominato Sferzata del Serpente, che infligge danni da fuoco extra.
Inoltre, la modalità Attacco a punti e Attacco a tempo si è estesa alle tombe della campagna principale “Sguardo del giudice”, “Portale degli inferi”, “Grotte ululanti”, “Sentiero di guerra”, “Tempio del sole”, “San Cordoba”, “Antico acquedotto” e “Dei assetati”.

+ La nuova tomba ha una struttura completamente diversa rispetto alle altre
+ Nuovo costume, nuova arma, nuovo retroscena su alcuni personaggi secondari
- Troppo breve
- La storia è sviluppato poco e in maniera un po' approssimativa

6.0

Esattamente come i precedenti DLC, anche quest’espansione si mantiene grossomodo sugli stessi livelli. La storia narrata è poco sviluppata e troppo semplice, mentre l’ambientazione e le situazioni di gioco (tra cui gli smorti scontri a fuoco) sono una blanda riproposizione di quanto già visto nell’avventura principale. La nuova tomba della sfida è invece molto diversa dalle altre e si basa su abilità e movimenti rapidi, in netta controtendenza a quelle più cervellotiche che abbiamo scoperto gli scorsi mesi.




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