Hitman 2 Recensione | Migliorarsi con un more of the same

Quello vissuto da IO Interactive poteva essere un anno terrificante. Scaricata da Square Enix, che ha deciso di concentrare altrove le sue risorse ma allo stesso tempo di lasciare al team danese la sua IP più famosa, la software house danese è stata costretta a licenziamenti e a una riorganizzazione in corsa. Il tutto, mentre dava i natali a Hitman 2, seconda stagione del nuovo corso dell’Agente 47.

Dopo aver trovato il suo appoggio in Warner Bros. Interactive Entertainment per la pubblicazione della nuova stagione, IO ha potuto concentrarsi su ciò che ama fare di più: rimettere all’opera, al meglio delle sue capacità, il sicario più famoso del mondo dei videogiochi. Ci sarà riuscita?

Hitman 2 — ossia Hitman, ma migliore

Hitman 2 si afferma fin dai primi momenti, controller alla mano, come la naturale evoluzione della prima stagione che esordì nel 2016. La struttura del gioco è identica all’originale, con una campagna suddivisa in diversi scenari, generosamente ampi, in cui si svolgeranno anche i contratti extra e le sfide che esulano dalla tradizionale modalità storia.

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La coerenza nella struttura di gioco si traduce in coerenza anche nel gameplay: Hitman 2 restituisce le medesime sensazioni del gioco precedente e, più di ogni altra cosa, riesce ancora una volta a incarnare quello spirito creativo e letale che ha fatto innamorare i fan dell’Agente 47.

Alla rodatissima formula, che vi chiede di far somigliare il più possibile i vostri omicidi su commissione a incidenti, passando per travestimenti, avvelenamenti, intossicazioni, distrazioni ed escamotage di ogni genere, si sposano alcune nuove meccaniche introdotte per l’occasione, che si legano benissimo alle precedenti. 47 può ora mimetizzarsi nella folla per far perdere le sue tracce, può nascondersi nella vegetazione alta e può di nuovo celare le armi più ingombranti nella sua insostituibile valigetta.

Non è tutto: IO ha lavorato anche sulle telecamere di sorveglianza, che non sono più mere testimoni mute che penalizzeranno il vostro punteggio in caso di ripresa. Questa volta, le telecamere sono seguite da degli addetti appositi e faranno scattare l’allerta in caso commettiate qualcosa di scomodo sotto il loro occhio. Per questo, fin dal prologo, il gioco vi insegnerà a prestarci attenzione e, perché no, a eliminarle per avere un grattacapo in meno.

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Per rendere ulteriormente appetibile l’esplorazione delle ricche aree di gioco proposte — che approfondiremo a breve — IO ha introdotto anche un sistema che vi premia con dei punti professionalità via via che scoprirete sempre nuove aree. Il sistema si lega a quello già rodato nel primo episodio, che a mano a mano che completavate delle sfide, rivelandovi sempre più creativi e ingegnosi, faceva salire il vostro livello di assassino. Il risultato? La possibilità di ripetere la missione con nuovi costumi, un nuovo punto d’inizio e, soprattutto, nuovi accattivanti equipaggiamenti di cui servirsi.

Essere l’Agente 47 richiede calma e pazienza

Possiamo dire, in breve, che tutto quello che funzionava in Hitman torna anche in Hitman 2, affiancato dalle piccole novità che abbiamo elencato e che rendono l’esperienza più credibile. Offrire nuovi spunti al giocatore, oltre che nuovi nascondigli, non fa infatti che trasformarci in un Agente 47 ancora più riflessivo.

Dopo la brillantezza di Hitman Blood Money e l’approccio un po’ meno aperto della campagna di Hitman Absolution, proprio il precedente Hitman è quello che ha consacrato la volontà di IO di porre lo spirito di iniziativa, puro e semplice, pienamente tra le mani del giocatore. Tutto ciò che Hitman 2 farà sarà dirvi che dovrete eliminare determinati bersagli per i vostri clienti. Lo farete senza lasciare traccia e facendolo sembrare un incidente? Aprirete il fuoco sui sorveglianti per infiltrarvi con la forza e, dopo aver seminato il panico, far fuori il vostro obiettivo? Anche questa volta, tutto dipende semplicemente dallo stile del giocatore, più libero che mai di fare esattamente come preferisce.

Le meccaniche del gioco propendono, ovviamente, per l’approccio stealth (anche se non assoluto, il che significa che potete concedervi qualche sbavatura senza rovinare del tutto il vostro piano): le fasi di shooting, che risultano migliorate rispetto alla prima stagione, presentano controlli agili e precisi, ma non sono mai protagoniste, a meno che non siate voi a volerlo. Se, insomma, state cercando un gioco che vi faccia sparare a tutto e tutti, questo non è assolutamente quello che fa per voi, dal momento che vi troverete più frequentemente a spingere qualcuno giù da un balcone o ad affogarlo in bagno mentre vomita, che non a freddarlo con un proiettile.

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Il fatto che Hitman 2 sia un gioco che richiede un piano d’azione e un ragionamento potrebbe scoraggiare qualcuno. Per evitarlo, IO ha riproposte le storie di missione, che già nel precedente fornivano delle linee guide ai giocatori che volevano scoprire passo passo le possibilità offerte da uno scenario: origliando delle conversazioni, l’Agente 47 può seguire degli indizi che, via via, lo porteranno a camuffarsi per ritrovarsi faccia a faccia con i suoi bersagli. Una volta fatto, starà a voi trovare il modo di eliminarli senza lasciare traccia.
Queste storie guidate si possono, ovviamente, ignorare completamente in caso non vogliate indicazioni dagli sviluppatori sui possibili piani da attuare per completare il contratto.

A rendere il gioco adattabile a diverse tipologie di sicari virtuali ci sono anche tre livelli di difficoltà: se quello normale consente anche di darsi alle sparatorie, quello più alto limita il numero di salvataggi a uno soltanto (come ai bei tempi), chiedendovi una pianificazione fin nei minimi dettagli perché non sono ammessi errori. Oltretutto, dalle opzioni avete anche la possibilità di disattivare tutti, ma proprio tutti, gli aiuti forniti dall’interfaccia, che vi segnala ad esempio i personaggi che potrebbero insospettirsi davanti a uno dei vostri travestimenti, o vi rivela se qualche scivolone che vi siete lasciati alle spalle è stato scoperto.

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Il risultato è quello di una sorta di esperienza scalabile che riesce a risultare appetibile sia per chi vuole avvicinarsi all’ingegnosità e alla lentezza di Hitman 2, sia a chi è già estremamente pratico della saga e non vede l’ora di divorare i nuovi scenari proposti.

Molto del sistema di gioco poggia, ovviamente, sull’intelligenza artificiale degli NPC. I civili che vi vedranno aggredire qualcuno, o travestirvi, andranno a chiamare le guardie, anche se lo stesso livello di precisione non si registra sempre quando state destando dei sospetti: a volte, semplicemente allontanandovi, le sentinelle vi lasceranno perdere dimenticandosi della vostra esistenza, mentre altre volte impiegheranno un po’ più di quanto vi aspettereste ad attaccarvi dopo che la vostra copertura è compromessa.

L’agente 47 giramondo

Per quanto riguarda le ambientazioni, ci troviamo di fronte a sei nuove mappe, lo stesso numero proposto nella prima stagione. C’è però da sottolineare che la prima, dove si svolgerà l’introduzione del gioco, è in realtà estremamente limitata nelle dimensioni e nelle possibilità, al punto che non è nemmeno inclusa tra quelle di cui potrete servirvi per creare i vostri contratti online.

Di contro, le altre cinque ambientazioni sono ottimamente realizzate per ricchezza delle possibilità offerte, quantità di personaggi inclusi e capacità di incuriosire il giocatore a scoprire ogni singolo anfratto — compresi quelli “vietati”, che richiedono di travestirsi in modo adeguato e dare poco nell’occhio. Non vogliamo anticipare troppi dettagli per fare in modo che possiate godervele ma, con l’eccezione della prima, la nostra opinione è che le altre cinque mappe propongano un alto replay value, al punto che dovrete vagarci più e più volte prima di poter dire con certezza di aver scoperto tutto quello che hanno da offrire. Altra cosa da notare: saranno tutte mappe aperte, senza quindi luoghi privi di civili e popolati solo da nemici, come era invece accaduto, ad esempio, nell’episodio 5 di Hitman.

Relativamente alla sola campagna, la longevità a difficoltà intermedia (quella standard, superiore a Normale, impostata dal gioco) richiede circa un’ora di lavoro per un primo completamento “rozzo” di ciascuno dei contratti. Significa che, in un prima grossolana run, dovreste impiegare all’incirca sei-sette ore ad arrivare all’epilogo. Sette ore che non si traducono, come dicevamo, con la fine del gioco, considerato che appena terminata una missione sarete impazienti di sperimentare soluzioni completamente diverse.

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Non c’è solo la campagna

A supportare la longevità e il replay value c’è un’offerta abbondante messa insieme da IO Interactive. Potrete ancora creare e condividere online i vostri contratti online, oltre a completare quelli creati dagli sviluppatori e dagli utenti. Saranno missioni meno articolate di quelle della campagna, ma che vi faranno scoprire le mappe in modi ancora diversi, come già accadeva con la prima stagione.

Ci saranno poi i bersagli elusivi, che vi chiederanno di raggiungere ed eliminare il vostro target con a disposizione un solo tentativo. Fatto scappare il bersaglio, la missione fallirà, per sempre. Non abbiamo avuto modo di testare, per ora, la modalità fantasma, il primo multiplayer  che vi farà sfidare l’abilità di altri assassini in giro per il mondo — per ovvi problemi relativi al fatto che i server fossero deserti, nella copia stampa.

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Vale il medesimo discorso anche per la riproposizione dei contenuti della Stagione 1: chi ha il primo gioco potrà scaricarli per viverli con le meccaniche introdotte in Hitman 2, ma al momento non erano ancora disponibili per il download e non possiamo quindi commentarli.

L’altra grande novità è, infine, quella della modalità competitiva Sniper Assassin, che pone l’Agente 47 dietro il suo fucile da cecchino per completare dei contratti dalla distanza. Vi avevamo già riferito tutti i dettagli in un articolo dedicato che vi invitiamo a consultare, considerando che le meccaniche sono rimaste invariate.

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Tecnicamente parlando

Ancora una volta mosso da Glacier Engine, Hitman 2 riesce a fare bene il suo lavoro, anche negli scenari particolarmente affollati. Il comparto grafico è simile in tutto e per tutto a quello del gioco precedente, almeno nella nostra prova su PS4 standard, con qualche rallentamento che si verifica nei casi in cui seminerete il panico — facendo spostare decine e decine di NPC contemporaneamente per darsi alla fuga. I veri rallentamenti possono invece registrarsi nei menù, che verifica sempre che siate online per accedere alla maggior parte della feature del gioco. La campagna, sottolineiamo, è comunque accessibile anche senza una connessione attiva.

Il giocatore ha anche la possibilità di selezionare un frame rate sbloccato o bloccato, in base alle performance che preferisce, anche se dobbiamo dire che il gioco risulta abbastanza stabile anche nel primo caso. Si riscontrano, di tanto in tanto, degli inciampi tecnici: abbiamo visto un personaggio fiondarsi (letteralmente) fuori da una stanza e scomparire dalla mappa a causa di un bug, oltre a un pesce fluttuare al centro di una stanza. Accadono cose simili, anche se di rado, con la fisica dei corpi, che potrebbero assumere posizioni un po’ improbabili dopo le uccisioni.  Si tratta, in ogni caso, di piccoli difetti che non minano l’esperienza di gioco, ma nei quali vi capiterà con ogni probabilità di imbattervi.

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Per quanto riguarda il lavoro di sceneggiatura, le vicende firmate dallo scrittore Michael Vogt non saranno, ancora una volta, il motivo che vi spingerà ad andare avanti nella campagna, ma si lasceranno seguire piacevolmente. C’è anche una particolarità: forse per questioni di budget e dei travagliati trascorsi recenti, IO Interactive ha puntato, questa volta, su cut-scene basate su illustrazioni statiche, in uno stile che nel precedente episodio veniva utilizzato solo per introdurre le missioni.

Vogliamo menzionare anche il lavoro svolto con il comparto sonoro: con addosso il vostro headset verrete trascinati completamente nel mondo di gioco. Apprezzabile il doppiaggio, pregevole il lavoro del compositore Niels Bye Nielsen, che firma una soundtrack molto più discreta di quelle dei grandi fasti di Jesper Kyd, ma apprezzabile e che svolge bene il suo ruolo.

- È sempre Hitman e si migliora in alcuni aspetti
- La maggior parte degli scenari sono enormi e ricchi di possibilità
- Grandissimo replay value
- Qualche difetto di IA
- Inciampi tecnici, ma di poco conto
- Una delle mappe è molto più limitata delle altre

8.6

Hitman è esattamente quello che ci si aspetterebbe dalla seconda stagione di un videogioco che funziona: un more of the same che non fa niente per essere rivoluzionario, ma aggiunge i tasselli che servono per apportare delle piccole migliore a una formula rodata e apprezzata dai fan. Senza snaturare l’offerta dell’Agente 47 e pur con qualche difetto tecnico e una prima mappa non all’altezza delle altre, il nuovo sforzo creativo di IO Interactive vi propone tante ore di contenuti tutti nuovi e da scoprire, che non lesinano chicche da non perdere a chi segue la saga da tanto tempo e che sapranno stimolare il pelatissimo sicario virtuale che è in voi.

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