Heroes of the Storm: Mefisto, il passato ed il futuro del gioco nella nostra intervista

Intervista
A cura di Valentino Cinefra - 25 Agosto 2018 - 0:00

Tra i tanti incontri della Gamescom di quest’anno c’è stata anche la possibilità di parlare di Heroes of the Storm, il MOBA di Blizzard che, anno dopo anno, sta crescendo sempre di più. Soprattutto non ha paura di modificarsi e di rimettere in gioco sempre le sue fondamenta come abbiamo visto con l’aggiornamento 2.0.
Abbiamo parlato di tutto questo, del presente e del futuro di Heroes of the Storm con Kaeo Milker e Matthew Cooper, rispettivamente production director e lead content designer di Blizzard. L’intervista la trovate qui sotto, riportata per intero.

SG: Heroes of the Storm è cambiato molto dall’inizio ad oggi, che ne pensate della vita del gioco? Siete soddisfatti o c’è qualcosa che avreste voluto fare che non avete potuto?

Kaeo: È stato un viaggio molto interessante quello di questo gioco. È stata un’avventura per il team, eravamo in uno stato in cui continuavamo a sviluppare il gioco ed a ricevere feedback da parte dei giocatori, e grazie a questi abbiamo la possibilità di lavorare a ciò che non funziona fin da subito. I rework dei personaggi sono un esempio di questo. Possiamo tornare a mettere le mani su eroi che sono immobili dall’inizio, andiamo a mettere mani ai talenti ed alle meccaniche di gioco, per renderli sempre migliori. Lo facciamo anche con le mappe ovviamente, come Hanamura ad esempio, che recentemente abbiamo modificato molto seguendo unicamente i feedback dei giocatori. Il processo di imparare qualcosa dal gioco, che ci dà la possibilità di tornare indietro e rimettere mano a ciò che funziona ed a ciò che potrebbe funzionare meglio, per questo posso dire che è stato un viaggio molto divertente quello di Heroes of the Storm.

SG: Cosa vi aspettate dal futuro del gioco?

Kaeo: Siamo in un momento in cui stiamo facendo un sacco di cose per il gioco: nuovi contenuti, rework, modalità, mappe. Vogliamo creare sempre nuovi contenuti che siano pensati per i giocatori, oltre a tenere sempre d’occhio ciò che potremmo migliorare tra i contenuti già pubblicati, come dicevamo prima. Credo che il gioco sia in un momento in cui ogni giorno è sempre migliore del precedente, così se torni a giocare ad Heroes of the Storm dopo un po’ che ti sei allontanato troverai un gioco sicuramente in uno stato migliore.

SG: Quindi ci sarà mai un vero “Heroes of the Storm 2”?
Kaeo: Vedi, questo è un gioco talmente vivo e pulsante che non credo servirà mai un Heroes of the Storm 2. Abbiamo fatto la versione 2.0 in cui abbiamo modificato pesantemente il sistema della progressione degli eroi così come dello sblocco di nuovi contenuti, e credo che continueremo a trovare delle maniere per migliorare sensibilmente la struttura del gioco, ma credo che la bellezza di questo gioco sia la sua natura viva, come dicevo. I contenuti si espandono, gli eroi si espandono, noi ci divertiamo a lavorare così. Inoltre stiamo esplorando la storia dietro Heroes of the Storm, abbiamo un fumetto in uscita che parlerà della storia del Nexus, del perché tutti questi eroi si ritrovano a combattere tra loro. Non abbiamo mai affrontato l’aspetto narrativo della storia, e siamo molto entusiasti nel farlo ora per la prima volta.


SG: Parlando del franchise e dei personaggi di Blizzard (che sono tantissimi), avete mai paura che un giorno finirete gli eroi da inserire in Heroes of the Storm? Magari tra dieci anni, tipo.
Mattew: Non esattamente [ride]. È interessante perché abbiamo iniziato questo viaggio avendo Starcraft, Warcraft e Diablo da cui prendere i personaggi. Abbiamo anche i giochi classici Blizzard ed abbiamo introdotto i Vichinghi ad un certo punto. E nel mentre è uscito anche Overwatch, con tanti altri personaggi da poter inserire. È un universo in continua evoluzione: le espansioni di Warcraft, le espansioni di Diablo, ci sono sempre nuovi personaggi che arrivano nel mondo Blizzard. Abbiamo anche creato noi stessi dei personaggi come Lt. Morales che era una unità di Starcraft, dove la nostra intenzione era prendere qualcosa che i giocatori non conoscevano così tanto magari (l’unità medica, appunto) e dare loro l’occasione di apprendere qualcosa di nuovo al riguardo. In effetti c’è anche troppa roba tra quella che Blizzard sta facendo, per questo ogni tanto chiediamo ai fan se c’è qualcuno in particolare che vorrebbero, ed ecco che qui alla Gamescom abbiamo Mefisto.

SG: Avete sperimentato molto in termini di meccaniche, penso ai Vichinghi Sperduti ed Abathur, inserendo cose che solitamente non si vedono nei MOBA, avete qualche altro asso nella manica pronto?

Matthew: È sempre un’opzione per noi, ma è importante il bilanciamento. Non vogliamo fare troppi di questi eroi. Per quanto sia divertente Abathur, i Vichinghi o Cho-Gall, per quanto siano belli sono eroi che non sempre entrano nelle composition, non vorresti mai avere un team che ha Abathur, Cho-Gall ed i Vichingi contemporaneamente, perciò il nostro obiettivo principale è inserire eroi che possano entrare attivamente nel meta, essere accessibili per i giocatori. In ogni caso vogliamo introdurre sempre delle nuove meccaniche, la nostra idea è far sì che ogni nuovo eroe abbia qualcosa che non sia mai stato visto in Heroes of the Storm. Direi che amiamo questo tipo di personaggi come Abathur, che ci spingono oltre i nostri limiti e quelli del gioco stesso, ed a volte riusciamo a fare anche delle vie di mezzo come Deckard Cain, che è “strano” ma non così tanto, diciamo.

SG: Il nuovo eroe, Mefisto, raccontami qualcosa al riguardo.

Matthew: Certo! È un assassino a distanza, un mago, è un personaggio molto iconico di Diablo 2 quindi se hai giocato quel titolo lo avrai sconfitto un sacco di volte probabilmente [ride]. Ciò che lo rende unico è che pur essendo un mago (e ne abbiamo tanti nel gioco) il suo stile di gioco è molto diverso dagli altri maghi. Molto maghi combattono dalla distanza, hanno cooldown molto lunghi, mentre Mefisto tende più a buttarsi nella mischia. Ha un’abilità in grado di teletrasportarsi in mezzo ai nemici, per poi andarsene dopo una manciata di secondi. Questo lo rende molto aggressivo, anche perché mentre fa danni ai nemici il cooldown delle sue abilità si riduce.

SG: Avete degli eroi preferiti, qualcuno di cui siete fieri della creazione o che semplicemente amate?

Matthew: Non saprei proprio [ride]. Ogni eroe lo finisci per approfondire ed amare molto, ad esempio Mefisto, lo giochi una volta e poi continui a giocarlo finendo per trovare nuovi modi per giocare, e quindi lo apprezzi sempre di più. Abbiamo anche la possibilità di fare dei rework per rimettere a lucido dei personaggi. Lo abbiamo fatto recentemente con Raynor, un rework che era molto richiesto dalla community. È uno dei personaggi più semplici, uno dei primi che i nuovi giocatori provano, ed ora lo abbiamo rinnovato per far sì che anche i giocatori più esperti possano divertirsi e fare delle belle prestazioni con lui, pur mantenendolo sempre semplice da approcciare per i novizi. In generale sono molto contento dei contenuti e non riesco a trovare un eroe preferito.

SG: Parlando dei giocatori esperti, avete delle novità per la scena eSport?

Matthew: L’anno scorso durante la Blizzcon abbiamo mostrato alcune delle novità in termini di gameplay che poi abbiamo introdotto nel gioco. L’obiettivo era quello di cambiare le fondamenta del gioco, renderlo migliore, anche a costo di non inserire nuovi contenuti effettivi. Vogliamo sempre migliorare il gioco, non dimenticarci mai dei giocatori più esperti e competitivi, quindi qualsiasi cosa che facciamo è per rendere il gioco migliore.
Kaeo: Abbiamo anche introdotto il ban degli eroi quest’anno, una cosa che i giocatori chiedevano a gran voce.
Matthew: Vogliamo far sì che l’esperienza sia sempre migliore per ogni tipo di giocatore. Ad esempio, abbiamo in cantiere alcuni aggiustamenti per alcune mappe che sono stati richiesti dalla scena eSport, ma che non andranno in alcun modo a “rovinare” il divertimento di tutti gli altri giocatori.

SG: Parlando d’altro, Arena of Valor sta arrivando su Switch. Avete mai pensato di portare Hots su console (anche Switch), e credete che i MOBA siano titoli adatti a tali piattaforme?

Kaeo: Siamo tutti giocatori in Blizzard ovviamente. Ho giocato Diablo III ed è stata un’esperienza fantastica, ed anche durante l’alpha di Heroes collegavo il mio laptop alla TV, usavo il mio controller Xbox 360 ricalibrando lo schema dei comandi per adattarlo al gioco (che è un lavoro duro da fare), ma mi sono divertito a giocare Nazeebo a giocare con il mio controller a casa. È un lungo e duro lavoro quello di adattare un gioco come Heroes per console, e quindi per ora non abbiamo nessuna intenzione al riguardo. Se i giocatori lo richiederanno a gran voce a quel punto vedremo il da farsi.

SG: E su piattaforme mobile sarebbe altrettanto difficile?

Kaeo: C’è sempre tanto lavoro da fare per riadattare le meccaniche ad una piattaforma così diversa. Per ora vogliamo concentrarsi sul rendere il gioco migliore, giorno dopo giorno.

SG: Una curiosità mia. Parlando con molti team qui alla Gamescom, tra cui il team di Diablo III, quando ho l’occasione chiedo sempre cosa pensano di Nintendo Switch, perciò lo chiedo anche a voi.

Kaeo: Sono un fanboy Nintendo da sempre, e credo che Switch sia una console fantastica. Personalmente ho tre dock a casa: una in salotto, una nella sala giochi ed una in camera da letto, così posso giocare sempre, ed ho portato la mia Switch qui alla Gamescom così se ho tempo gioco un po’. Credo sia un gran console, con giochi fantastici.

Matthew: Ho amato l’accessibilità della console, il fatto che sia anche portatile. A volte non hai sempre con te il tuo computer da gaming, e Switch è perfetta in questo senso.




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