Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Un titolo che mischia le atmosfere tipiche degli horror ambientati nello spazio profondo e la fantascienza più astratta per creare un soulslike

PROVATO
A cura di Silvio Mazzitelli - 5 Marzo 2020 - 11:08

I soulslike sono ormai un genere che ha preso piede in tutto il mondo e sono ancora tanti gli studi di sviluppo che provano a replicare la formula d’oro inventata da FromSoftware. Nonostante l’originale creato da Miyazaki sia ancora imbattuto, abbiamo visto negli anni diversi titoli “d’ispirazione soulsiana” che si sono dimostrati validi, come ad esempio l’ottimo Nioh del Team Ninja, che a breve vedrà anche l’uscita di un sequel, o i due The Surge, titoli dall’atmosfera fantascientifica con un gameplay che ricalca molto gli elementi tipici dei soulslike.

Quest’anno si aggiungerà un nuovo gioco nella lista dei soulslike, ossia Hellpoint, creato dal team canadese dei Cradle Games, al loro debutto proprio con questo titolo. Il gioco è previsto per il 16 aprile su PlayStation 4, Xbox One, PC e anche Nintendo Switch. Abbiamo avuto la possibilità di provare le prime quattro ore di gioco, così da capire se Hellpoint ha davvero la stoffa per essere un soulslike da ricordare.

Demoni e buchi neri

Appena iniziato il gioco, vediamo il nostro personaggio venire creato con del materiale organico all’interno di un complesso spaziale (date un’occhiata al video gameplay poco sopra, ndr). Capiamo subito che colui che controlleremo non è umano: assomiglia a una sorta di essere dalle fattezze di una persona ma dai tratti somatici anonimi, come se fosse un automa prodotto in serie per uno scopo.

La storia non ci consente di personalizzare l’aspetto e probabilmente i motivi vanno ricercati nel background narrativo di Hellpoint.

Il gioco è ambientato sulla stazione spaziale Irid Novo, descritta come il sogno dell’umanità, nata per unire tutte le razze della Via Lattea. Un cataclisma quantico ha però sconvolto l’esistenza dell’intero universo, facendo collidere diverse realtà e facendo impazzire ogni essere vivente, che si è andato a fondere con le proprie controparti alternative provenienti da altri mondi. Quel che è peggio è che quest’incidente ha richiamato l’attenzione di alcune potentissime creature da incubo relegate normalmente negli angoli dello spazio/tempo. Non si conoscono le cause di tutto ciò, né l’attuale stato dell’universo, ma è chiaro che la stazione di Irid Novo è profondamente coinvolta in queste vicende, soprattutto perché continua a orbitare intorno a un misterioso buco nero.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Una volta preso il controllo, verremo contattati da una misteriosa entità chiamata Author che, definendoci come esseri umani, ci spiega che noi dovremo essere i suoi occhi sulla nave spaziale per cercare informazioni e comprendere gli avvenimenti che hanno portato la rovina in tutto il cosmo, e forse anche nel Multiverso.

Da qui la narrativa prende a piene mani dai soulslike, divenendo criptica e lasciando parlare principalmente le ambientazioni e i pochi messaggi scritti o registrati che troveremo in giro o nella descrizione dell’equipaggiamento. A volte potremo trovare dei PNG sotto forma di cubi: le loro anime sono state imprigionate all’interno di questi oggetti e starà a noi portarli in uno speciale computer per poter dialogare con loro, con anche la possibilità di scegliere diverse opzioni di dialogo. Come però succede in questo tipo di giochi, ben presto la trama lascia spazio al gameplay, o meglio, ci va perfettamente a braccetto.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Nello spazio nessuno può sentirti respawnare

Il primo approccio che abbiamo avuto con Hellpoint è stato un forte déjà-vu della saga di Miyazaki, per quanto riguarda il sistema di combattimento. Nonostante l’ambientazione fantascientifica, anche all’interno della stazione spaziale le armi principali da utilizzare saranno spade, mazze e altre ancora basate sul corpo a corpo, e soprattutto anche qui avremo l’ausilio fondamentale dello scudo.

Certo, ci saranno anche armi da fuoco, come un pratico railgun trovato poco dopo l’inizio, ma queste consumano l’energia del nostro personaggio, ossia una sorta di barra della magia. Oltre che per le armi da fuoco, questa barra serve anche per alcuni attacchi speciali equipaggiabili tramite moduli, ma non avendone trovati in questa versione del gioco non possiamo sbilanciarci troppo. In definitiva quindi per combattere farete affidamento soprattutto su armi corpo a corpo e scudi.

Il sistema è poi basato sul giusto utilizzo della stamina che, come anni di morti premature ci hanno insegnato, bisogna dosare bene tra attacchi e schivate, pena l’essere colpiti senza scampo dai nemici. Dal canto nostro avremo la parata e due tipi di schivata: il classico rotolamento se non avremo acquisito il target del nemico o, in caso contrario, una veloce schivata laterale che ricorda molto quella di Bloodborne.

Dopo aver preso confidenza con il sistema ci siamo resi conto che anche Hellpoint ha delle caratteristiche uniche che differiscono dai capolavori del team di Miyazaki. Quella che più si distingue è la presenza del tasto per saltare, che ci permetterà di vivere le mappe con una nuova verticalità mai vista nelle opere di FromSoftware.

Spesso saremo chiamati ad affrontare delle sezioni in stile platform, a volte per raggiungere punti con oggetti nascosti, e proprio per questo molte mappe sono strutturate in modo da evidenziare tale aspetto, non mancando però di presentare scorciatoie e collegamenti per tornare alle Brecce, i falò di Hellpoint. Il level design è fatto di alti e bassi, con mappe ben realizzate come complessità generale e altre un po’ troppo lineari.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Abbiamo appena citato le Brecce, ossia i punti dove respawnare dopo ogni morte: anche queste presentano delle sostanziali differenze rispetto ai soulslike. Qui potremo principalmente spendere gli Axion, ossia le anime di Hellpoint, per livellare le nostre caratteristiche (che funzionano in ugual modo ai già troppo citati titoli di From, ma purtroppo è inevitabile); potremo poi utilizzare degli oggetti che racchiudono Axion concentrato, oppure utilizzarne altri che rendono i nemici di quell’area più potenti o più deboli. Infine, avranno anche funzione di teletrasporto tra le diverse Brecce che avremo sbloccato su Irid Novo, anche se servirà un oggetto specifico per riuscire a collegarle tra loro. Andando a toccare una Breccia, questa non ci permetterà di riposarci né farà respawnare i nemici e non ci farà nemmeno recuperare il numero massimo di oggetti curativi a nostra disposizione.

Detto in maniera brutale, il nostro unico riposo sarà quando moriremo e gli oggetti curativi (nell’anteprima ne abbiamo trovati due diversi tipi con efficacia differente) si ripristineranno man mano che attaccheremo i nemici, cosa che dunque sprona il giocatore all’aggressività.

I mostri ritorneranno nelle aree solo dopo la nostra morte oppure dopo che sarà passato un po’ di tempo. Altra meccanica unica di Hellpoint è quella legata al buco nero attorno a cui la stazione spaziale orbita. Mentre giocheremo, infatti, il complesso sospeso nel vuoto continuerà a orbitare e, a seconda della posizione del buco nero, succederanno diverse cose. Ad esempio sarà possibile far comparire nemici più forti del normale o anche unici in alcune aree, arriveranno improvvisamente delle orde di nemici, o si riveleranno passaggi segreti prima non visibili. Quest’elemento random rende la progressione più avvincente e interessante, dato che potrebbe sempre succedere qualcosa di imprevisto.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Nel gioco sarà presente anche un sistema di crafting tramite dei progetti trovati all’interno delle aree, che ci consentiranno di creare armi e armature, se portati con i giusti materiali in una struttura apposita. Sarà anche possibile potenziare le armi inserendo un chip in modo che il danno scali in base alle statistiche che preferiremo, come ad esempio forza o riflessi. Combattendo con un’arma dotata di chip, questa acquisirà anche dei punti esperienza che sbloccheranno nuove abilità attive e passive.

Parlando del combattimento e dei nemici, questi ultimi sono soprattutto delle creature umanoidi simili al nostro personaggio, ma dall’aria chiaramente impazzita. Ricordano molto gli esseri vuoti di Dark Souls. Anche questi saranno dotati di armi e armature diverse. Non abbiamo visto grande varietà nel bestiario, con alcune idee ben riuscite, come degli enormi cavalieri che sembrano usciti direttamente da Warhammer 40.000 o delle creature demoniache dal design convincente e spietato quanto basta. Non mancano poi chiare citazioni alle creature del mito di Cthulhu. Non sono mancati anche i boss, aspetto fondamentale in un soulslike. Nell’anteprima ne erano presenti tre, ciascuno abbastanza diverso dagli altri, ma qui iniziamo a parlare delle note dolenti di Hellpoint.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

A tu per tu con i boss

Se i combattimenti con i vari nemici presenti nei livelli sono abbastanza semplici da superare, il discorso cambia molto quando si affrontano i boss, ma non per una loro eccessiva difficoltà (anzi, i pattern d’attacco sono forse troppo semplici e ripetitivi), quanto per dei problemi tecnici di fondo. Quello principale è legato alla telecamera e al lock-on degli avversari. Se un nemico utilizzerà un attacco che lo farà uscire dalla nostra visuale, automaticamente perderemo il target e dovremo ripristinarlo manualmente, cercandolo, nell’enfasi della battaglia, in fretta e furia, magari prendendoci qualche colpo perché era finito in un nostro punto morto.

La seconda boss battle, contro la Bestia Celestiale, è stata quella che ha più fatto notare questo difetto. Questo mostro simile a una bestia feroce continuava a saltare per l’arena facendoci continuamente sballare la telecamera. Come se non bastasse, le hitbox sia dei nostri colpi che di quelli dei boss e di alcuni nemici sono da rivedere completamente. A volte, per fare un esempio legato sempre alla bestia, questa saltava verso di noi per attaccarci mentre tenevamo lo scudo in parata, e in maniera totalmente casuale siamo talvolta riusciti a parare con successo, mentre altre volte abbiamo ricevuto pienamente il danno.

Hellpoint: un soulslike nello spazio profondo – Provato

Oltre a ciò, bisognerebbe rivedere anche le animazioni, soprattutto degli attacchi, che spesso non danno un buon feedback legato alla potenza dei colpi. Non sono mancati anche bug grafici e glitch che hanno fatto sparire completamente il personaggio principale o direttamente crashare il gioco. Essendo però una versione ancora di test, diamo il beneficio del dubbio e contiamo che gran parte di questi problemi possa venire risolto per il 16 aprile, data di uscita ufficiale.

Il titolo ha comunque una buona componente artistica, i livelli sono molto claustrofobici e dominati da angoscianti altari e altri elementi legati alle creature da incubo presenti in questo mondo di gioco, e spesso alcuni scorci relativi al buco nero che possiamo vedere dall’astronave ci hanno stupito positivamente. Resta da verificare se nella versione finale ci sarà una maggiore varietà nelle ambientazioni. Nel gioco finale sarà inoltre presente una componente multiplayer, sia cooperativa che competitiva, ma purtroppo al momento della nostra prova queste feature non erano ancora presenti.

+ Atmosfere intriganti
+ Sistema di gioco che cerca di avere una sua personalità
- Sistema di aggancio dei nemici e gestione della telecamera da sistemare
- Animazioni e hitbox dei nemici poco precise
- Combattimento un po' troppo derivativo dei Souls

Hellpoint è un nuovo approccio al sottogenere dei soulslike, che prova a portare le ambientazioni da incubo dei fantasy di FromSoftware nello spazio. In questa prima prova abbiamo notato la volontà da parte dei giovani sviluppatori di Cradle Games di osare verso nuove direzioni, pur mantenendo una base ancorata allo scheletro più classico dei Dark Souls, con sistemi completamente inediti per il combattimento e per l’esplorazione.

I problemi principali sono dati da limiti tecnici legati a una pessima gestione del lock-on dei nemici, della telecamera e delle animazioni, cosa che potrebbe fortemente penalizzare il gioco alla sua uscita. Manca però ancora un mese e mezzo circa alla release prevista per il 16 aprile, tempo che sarà dunque fondamentale per l’ottimizzazione di questi difetti della build attuale.




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