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GRID, pescare dal mazzo degli imprevisti – Recensione

Le variabili di un sistema probabilistico possono dare le risposte che abbiamo sempre avuto, sarà questo il caso del nuovo GRID?

Esiste un limbo che caratterizza il panorama videoludico automobilistico separando quelle che sono le due anime principali del motorsport: arcade e simulazione. Si tratta di quel punto di incontro fra i due che è accessibile a tutti gli appassionati e offre sensazioni alla guida credibili e appaganti. Chi prima, chi dopo, molti hanno cercato questo binomio che massimizzasse il bacino di possibili giocatori. Tra le serie più apprezzate troviamo senza ombra di dubbio GRID di Codemasters. Il suo replicare le atmosfere del “motorsport” piuttosto che i dettagli tecnici dello stesso ha sempre funzionato, al punto che la formula è stata ripresa con il passare degli anni ponendo l’attenzione su un particolare aspetto a ogni iterazione.

GRID

Piattaforma:
PC, PS4, XONE
Genere:
guida-arcade
Data di uscita:
8 Ottobre 2019
Sviluppatore:
Codemasters
Distributore:
Koch Media

Con il GRID del 2019 tutto è focalizzato sulla imprevedibilità. Questo aspetto è stato ricreato nei termini di un grande controllore che detta legge dall’alto e trasforma ogni duello e ogni sorpasso in un’eventualità positiva o negativa, in grado di cambiare le sorti per ogni pilota in pista, IA compresa.

La sensazione che una gara pessima possa rivalutarsi, o che una buona possa diventare un disastro mette il giocatore in condizione di pensare due volta prima di premere anzitempo il tasto riavvia, o affrontare nuovamente una curva non perfetta. Già nell’anteprima eravamo riusciti a intuire con una breve prova l’entità di questa novità, ma solo con la recensione abbiamo avuto le nostre conferme. Per cui non perdendoci in ulteriori elucubrazioni: ecco la recensione di GRID.

 

Modalità Carriera: sì, no, forse?

Non esiste gioco di guida senza modalità carriera, o perlomeno quasi. La facilità con cui si può riproporre l’evoluzione di un pilota nel videogioco, prendendo l’ispirazione da quella reale, ha reso questa modalità un must-have. In GRID, però, troviamo una carriera che condensa in se stessa la vita sportiva di più piloti per un unico imponente giro di boa. Ci sono 6 categorie di competizioni, che rappresentano un campionato che a loro volta include diversi tipi di gare che si possono solo a patto di avere il corrispondente tipo di veicolo. Nella versione di lancio si trovano ben 104 eventi con circuiti tratti da 12 città e una trentina di auto. Un numero molto elevato, quasi soverchiante se uno si dovesse fermare ad ammirare lo schema di selezione del menù, ma che in realtà gara dopo gara si dimostra agilmente completabile. Considerate una ventina di ore per arrivare alla fine, e poco più del doppio per completare proprio tutto.

Non è difatti necessario apporre il logo del trofeo d’oro su tutte le gare per progredire, ma completando le richieste di un weekend si sbloccano più competizioni tra cui si può scegliere. Queste portano a 4 gare showdown che segnano il punto di avanzamento più generale dell’intera carriera. Vi garantiamo che è molto più semplice a dirsi che a farsi, e nonostante i molteplici contenuti, il demerito più grande di GRID sono le 12 città. Nonostante le variazioni sul tema del tracciato, non sono tantissime e, per quanto bene caratterizzate, lasciano dopo qualche ora spazio alla ripetitività. Completando le gare si ottengono crediti, la possibilità di avanzare con altre competizioni, ma anche esperienza per salire di livello. A ogni scatto di anzianità arrivano ricompense più goliardiche come skin e card per modificare l’estetica del profilo o dell’auto, oltre che eventuali extra.

La carriera di GRID è sostanzialmente questo: tradizione.

Alla mercé di un’intelligenza artificiale

E’ la situazione in pista che offre maggiori spunti e novità. Il sistema di guida non è tra quelli. Per quanto rinnovato nel panorama della serie, offre un binomio classico a cavallo tra trazione e derapata, con la seconda che aiuta in curva, ma contribuisce a far perdere tempo al giocatore. E’ ottima la sensazione di peso delle auto, ben messa a punto e diversificata nell’intero parco auto, dalle auto quasi di serie fino alle superleggere da circuito. Il sistema di guida non è dunque troppo pretenzioso, ma riesce a farsi giocare alla grande, pad alla mano e con il volante.

Le cose cambiano quando entra in gioco il fantomatico “Controllore dall’alto”: un’intelligenza artificiale che decide autonomamente il risultato di alcune combinazioni che si verificano durante la gara. Può interrompere l’avanzata di un primo posto assicurato con un semplice errore in curva; attivando i danni può trasformare un testa a testa in un incidente fra due auto, che può arrivare a provocare anche lo stop di un buon numero di veicoli. Piccolo inciso sul sistema di danni: peer quanto completo è spesso un po’ confuso nella determinazione delle parti rotte e nella influenza che esse hanno sul modello di guida. In generale, comunque, l’imprevedibilità offerta da GRID dà brio alla gara, che non è più una sequenza di buone o cattive curve da parte del giocatore e delle intelligenze artificiali, ma anche un vero e proprio show. E’ come dare in pasto al pilota parte dello spettacolo del motorsport che è abituato a godere sugli spalti o davanti alla TV. Sia chiaro, ogni gara non è soltanto un mix di fuochi di artificio e incidenti al fulmicotone. C’è un equilibrio che aumenta le probabilità che gli eventi accadano, ma non è sempre detto che succeda qualcosa, ma soprattutto che ciò impatti l’andamento di una gara dominata dall’inizio alla fine.

Non siamo soli in questa pista

Il fatto che non si è soli in pista è un fattore che viene interpretato dal controllore al di là del suo continuo pescare dal mazzo degli imprevisti durante la gara. Questo sviluppa i rapporti tra i piloti, sia quelli del proprio team, sia quelli dei team avversari. Superando e facendo a sportellate si sviluppa un rapporto di nemesi con gli altri piloti che li rende più aggressivi nei nostri confronti e che magari a fronte di un lungo duello li porta a commettere più facilmente un errore. Allo stesso modo possiamo condizionare l’avanzamento di un pilota del nostro team chiedendogli di spingere per superare un avversario o di tenerlo a bada per prendere un po’ di distacco.

Il consiglio può essere ascoltato o meno a seconda della natura del pilota, del suo posizionamento in pista. Anche qui sembrerebbe che GRID “ragioni” con calcoli “probabilistici”, dando ancora più rilievo a quella linea che separa il determinismo della gara perfetta tipica di un genere videoludico di guida sportiva, da quella ben più imprevedibile che segna tutto il mondo dei motori. Le modalità si estendono alla partita personalizzata e al multigiocatore, che lascia margine per creare eventi e competizioni riunendo fino a un massimo di 16 persone sotto la stessa competizione. Per quanto efficaci, come sempre, non risultano essere le modalità più ambite in questo tipo di esperienza. Sono molto più attesi gli aggiornamenti che arriveranno con il piano di DLC, gratuiti per chi ha acquistato la Ultimate Edition, e in parte anche per tutti, che aggiungeranno stagione dopo stagione auto e competizioni fino quasi a raddoppiare il monte contenuti del gioco. Segnaliamo che con la Ultimate Edition viene concesso un boost a crediti ed esperienza. L’esperienza con la versione base non è comunque in alcun modo compromessa.

60 fps? Presente!

Su PS4 Pro GRID è un piacere da vedere, soprattutto in virtù della fluidità del motore. I 60fps sono fissi in ogni momento, calando leggermente solo in alcuni incidenti particolarmente massicci. Il colpo d’occhio poi, per quanto il lavoro sull’illuminazione e sui modelli non raggiunga i vertici toccati da altri titoli, è ben bilanciato. I colori delle livree e delle ambientazioni sono accesi e l’insieme di particolari dei contorni cittadini e dei circuiti contribuisce a migliorare l’esperienza a schermo, per quanto poi su 12 elementi non possa sussistere una grande varietà di fondo.

+ Sistema di guida immediato e divertente…
+ L’idea dell’imprevedibilità funziona…
+ 60fps stabili
– Poche ambientazioni
– … comunque molto classico
– … ma solo quando interviene nella gara

7.7

GRID si vota agli imprevisti e lo fa con un sistema di gestione delle gare che, come un narratore onnisciente, decide quanto intervenire e quando stare a guardare. Il pilota è così attore e spettatore della corsa, anche se ciò influisce sulla partita in maniera evidente solo in determinate situazioni: tante volte si fa i conti semplicemente con il classico stile simil-arcade di GRID, piacevole ma non certo rivoluzionario. Gli eventi al lancio sono tanti, non altrettante le ambientazioni e le auto, suddivise però in sottosezioni ben caratterizzate. Le stagioni che accompagnano la Ultimate Edition però anticipano tanto all’orizzonte, ma se volessimo guardare allo stato attuale: GRID di Codemasters è un bel gioco, divertente e godibile, ma l’investimento sul fattore variabile incide tante volte meno di quanto avremmo voluto vedere.