News 2 min

God of War Ragnarok, il director fa chiarezza su Mjolnir e la scelta più controversa

Il director di God of War Ragnarok difende una scelta "controversa" legata a Mjolnir.

Dopo aver celebrato l’incredibile successo di God of War Ragnarok, per Santa Monica Studio è ormai arrivato il momento di fare chiarezza sull’epica conclusione della nuova dilogia e su alcune scelte non comprese o che, semplicemente, potrebbero essersi rivelate impopolari tra la community.

Uno dei punti centrali alla base di God of War Ragnarok (lo trovate in sconto su Amazon) è sicuramente la rivalità tra Kratos e Thor, particolarmente attesa dai fan per via di quella che avrebbe potuto essere un’aggiunta interessante all’arsenale del Dio della Guerra.

Naturalmente non possiamo che riferirci a Mjolnir, il leggendario martello impugnato da Thor e che possiede una potenza semplicemente devastante, rendendolo un ideale compagno di battaglia.

Inutile dire che c’è stata tanta curiosità di poterlo vedere finalmente in azione nell’ultimo God of War, anche se il risultato finale potrebbe aver deluso i fan più desiderosi di mettersi alla prova.

Attenzione: di seguito troverete spoiler relativi alla trama di God of War Ragnarok.

Se non avete ancora terminato l’avventura, vi sconsigliamo di proseguire con la lettura.

Come i fan ben sapranno, in Ragnarok purtroppo Kratos non arriverà a impossessarsi di Mjolnir, continuando dunque a combattere utilizzando la sua fidata Ascia e le Lame del Caos.

Una decisione che ha deluso non pochi fan, che speravano di poter aggiungere l’iconico martello a un arsenale che sarebbe diventato ancora più devastante, ma che è stata difesa da Eric Williams, director di Ragnarok, in un’intervista rilasciata a IGN.com (via ComicBook):

«L’ascia è stata realizzata per essere l’opposto [di Mjolnir]. È quasi come se fossero le armi del bene e del male. Quindi [Kratos] la impugna per il giusto. Thor la impugna per far fuori i giganti e cose del genere.

Non credevamo che lasciare che [Kratos] portasse Mjolnir avrebbe funzionato bene».

Tuttavia, la “moralità” dietro le armi non è stata l’unica motivazione dietro la scelta di non lasciare che Kratos prendesse il controllo di Mjolnir, ma anche la volontà di sovvertire le aspettative avrebbe giocato un ruolo importante:

«Sarò del tutto onesto, vi dirò ciò che ho detto al team, […] per me era troppo facile. Era prevedibile. Era ciò che le persone potevano comprendere. Potevano anche pensarci. Non le avrebbe sorprese. Ma l’arma che li avrebbe sorpresi era proprio quella che gli avevamo già dato».

Insomma, non solo Mjolnir non sarebbe stata un’arma adatta a ciò che Kratos oggi rappresenta, ma il rischio concreto era che la vicenda sarebbe diventata fin troppo prevedibile, e non era affatto questa l’intenzione di Santa Monica.

Non è infatti un caso che tale evento non figuri tra le 3 cose che Cory Barlog ha preteso che accadessero in Ragnarok. Tutti eventi che, alla fine, nella seconda avventura di Kratos e Atreus si sono verificate tutte.

E a proposito di sorprese, vi eravate accorti che quella più grande è stata nascosta addirittura in piena vista? È stato proprio il director a spiegarlo, durante la stessa intervista.

Nel frattempo, sembra che lo studio di sviluppo stia già pensando a come proseguire la saga di Kratos: Cory Barlog ha già anticipato, a modo suo, la possibile conferma di un sequel di Ragnarok e uno dei punti centrali della possibile trama.