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Ghost of Tsushima Director’s Cut | Recensione PS5

Ghost of Tsushima Director's Cut è davvero il meglio che potessero aspettarsi i possessori di PS5? Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Con Ghost of Tsushima Director’s Cut, Sony punta a riempire quella che solitamente è una finestra di grande vuoto per le produzioni più importanti, riproponendo un titolo che è riuscito a raccogliere molti più consensi di quanto Sucker Punch e la stessa azienda giapponese si sarebbero mai aspettati.

Ghost of Tsushima: Director's Cut

Piattaforma:
PS4, PS5
Genere:
action-adventure
Data di uscita:
20 Agosto 2021
Sviluppatore:
Sucker Punch
Distributore:
Sony Interactive Entertainment

Nonostante al lancio avessimo già incensato l’opera, pur sottolineando alcune incertezze che le avevano impedito di entrare in modo prorompente nel jet set composto dai giganti della scuderia PlayStation, l’accoglienza del pubblico è stata davvero travolgente, dimostrando che un blockbuster ben confezionato può agevolmente superare ogni più rosea aspettativa, anche al di là dei suoi effettivi meriti (che non sono affatto pochi, come abbiamo già spiegato nella nostra recensione).

In attesa di capire quale sarà il destino di Horizon Forbidden West (che potrebbe saltare l’ultima finestra disponibile del 2021), di Deathloop e della Death Stranding: Director’s Cut firmata da Kojima, in questa torrida estate non ci resta che farci ammaliare nuovamente dai panorami mozzafiato di Ghost of Tsushima Director’s Cut e dalla storia di Jin Sakai, ulteriormente approfondita per l’occasione.

Ghost of Tsushima Director’s Cut – Iki e la storia

Per chi se lo fosse perso la scorsa estate sulla precedente generazione di console targata Sony, la storia d’incorruttibile rettitudine morale del nostro samurai si basava sui classici concetti di onore, orgoglio e vendetta, tratteggiando un racconto che riusciva a coniugare con buon successo fiction e storia reale. Alle terribili vessazioni perpetrate al Giappone per mano dei mongoli sul finire del 1200, Ghost of Tsushima Director’s Cut mescola la storia personale di Jin Sakai, che dopo essere rimasto orfano di suo zio (e grande mentore, in un percorso di crescita che lo ha portato a essere l’uomo che i giocatori hanno conosciuto), tenta la sua scalata verso l’inevitabile vendetta.

Oltre l'orizzonte
Una delle armature bonus nascoste

Lunga, ricca di dettagli ma non per questo sufficientemente articolata, la trama di Ghost of Tsushima risultava essere in ultima battuta piuttosto semplicistica, telefonata, priva di quei guizzi degni di nota capaci di lasciare davvero il segno. Come spiegammo nella nostra disamina originale, erano addirittura i Racconti Mitici a essere scritti meglio e a essere più convincenti, in grado di dare quell’adrenalina e quel senso di avventura e mistero che la storyline principale non riusciva sempre a convogliare per via di alcune lungaggini di troppo. Forse memori di tutto ciò, i ragazzi di Sucker Punch hanno pensato bene di offrire a chi ha già completato il gioco, e a chi si affaccia per la prima volta nelle splendide coste del Giappone che fu, un’espansione ambientata nell’isola di Iki.

In maniera diversa da altri giochi PlayStation che presentano solitamente i DLC come sezioni separate e fruibili indipendentemente da quella che è stata l’esperienza col gioco originale, la nutrita sezione offerta da Ghost of Tsushima Director’s Cut muove i suoi primi passi dopo aver raggiunto il secondo atto. Da quel punto esatto in poi, senza forzature e in qualunque momento lo desideriate, potrete conoscere di più sul passato di Jin, sulla misteriosa isola e sulle particolarità che la differenziano da quella di Tsushima. A seconda di quando deciderete di imbarcarvi nella nuova avventura, il gioco offrirà in automatico un livello di difficoltà tarato sulle abilità che avrete acquisito, pertanto non troverete netti squilibri se affronterete l’espansione subito o direttamente durante la coda dell’avventura.

Ciò che si nota maggiormente è l’intelligente (e più condensata) integrazione di tutto ciò che è stato il cuore pulsante del gioco originale, con inediti e intriganti racconti basati anche su personalità autoctone che danno una nuova dimensione alla forza della narrazione, che ne esce più sfaccettata, dettagliata e in ultima battuta interessante.

Non solo i nuovi contenuti come le missioni principali e secondarie, le attività di contorno e i Racconti Mitici aumentano il computo totale di ore dell’intero pacchetto, ma offrono nuove tematiche e visioni da diverse prospettive che contribuiscono a creare un microcosmo caratterizzato in modo differente rispetto a quello presente nell’isola di Tsushima. Predoni e criminali abitano l’isola, e la nuova villain a capo della fazione mongola è un personaggio che funziona piuttosto bene e dà un taglio differente alle vicende che serpeggiano su quella che assume ben presto i connotati di una terra di nessuno, dove le voci dei residenti hanno il vitale bisogno di essere ascoltate da chi ha ancora orecchie per udirle.

Com’è su PS5?

Sebbene il gioco sia in tutto e per tutto il medesimo e non ci siano aggiunte che correggono alcune conclamate défaillance di cui abbiamo già parlato, né novità rilevanti che possano arricchire il già rodato sistema di gioco, Ghost of Tsushima Director’s Cut si configura come il pacchetto perfetto e in ultima battuta l’esperienza definitiva per chi è interessato (o non ne ha avuto ancora abbastanza) della clamorosa hit di Sucker Punch. L’affermazione fa il paio con le migliori potenzialità tecniche offerte da PlayStation 5, che non fanno altro che enfatizzare quanto di buono già visto nell’avventura dello scorso anno.

Ghost of Tsushima Director’s Cut, a tal proposito, riesce a dare un impatto ancora più deciso alle meraviglie del comparto artistico, che tra tramonti di struggente bellezza, esplosioni floreali multicolore e cartoline in movimento, rafforza una visione del Giappone antico che raramente abbiamo visto rappresentata in maniera così vivida e ispirata.

L’isola di Iki non è di certo da meno, e sebbene per certi versi faccia quasi da contraltare a quella di Tsushima, il tocco attento e preciso per la caratterizzazione degli ambienti non ha perso minimamente la vigoria della potenza immaginifica che tutti hanno ben presente. L’occhio ne godrà maggiore giovamento se selezionerete la modalità grafica con la risoluzione aumentata; in alternativa, l’altra opzione prevede invece uno sbilanciamento sui fotogrammi al secondo a scapito della qualità complessiva.

Al passo sul ponte

Ottimo e ben implementato è anche il supporto al DualSense e al feedback aptico, cosa non scontata se si considera che si tratta di un gioco nativo su PS4. Dalle opzioni potrete regolare l’intensità della vibrazione e dei grilletti adattivi in “forte”, “precisa” o disattivare il tutto, ma se volete un livello di coinvolgimento senza pari non è un’eventualità che dovreste prendere in considerazione.

Ghost of Tsushima Director’s Cut è un’opera molto cinematografica e dal grande piglio registico, motivo per cui anche durante le scene d’intermezzo sentirete attraverso il pad tutto ciò che serve a far immedesimare maggiormente il giocatore. Dal picchiettare della pioggia ai semplici passi (i vostri o quelli pesanti e cadenzati dell’esercito mongolo e di Khotun Khan), dalle semplici interazioni agli improvvisi colpi di spada, anche i filmati contribuiscono a migliorare l’esperienza di gioco.

Le arrampicate sono all'ordine del giorno

Lo stesso vale quando sarete a cavallo o durante i combattimenti, col DualSense che risponde sempre prontamente alle forti sollecitazioni o a quelle leggere e più delicate del vento che investe la vostra figura e vi indica la giusta direzione, ora a levante, ora a ponente. Gran lavoro anche sui grilletti adattivi, che danno prevedibilmente il meglio durante gli scontri, e sull’audio che abbiamo testato sulla Pulse 3D.

Nel dettaglio, ancora una volta si nota la grande cura riposta sulla componente atmosferica, ma non solo: dalle urla di guerra delle truppe mongole, allo sferragliare delle armi, fino ad arrivare a tutto quel complesso di suoni e rumori diversificati ed emanati dalla natura selvaggia dell’isola, lo scarto qualitativo rispetto a una semplice TV è piuttosto evidente.

Se tutto ciò non dovesse bastarvi, Ghost of Tsushima Director’s Cut estenderà la vostra permanenza sul gioco grazie a Legends, la consolidata e apprezzata modalità multiplayer che ha incontrato il favore di molti giocatori, anche tra chi non è esattamente avvezzo alle partite online, e che peraltro sarà anche standalone.

Ghost of Tsushima Director’s Cut dà davvero il meglio di sé quando viene giocato a livelli di totale immersività. Se non volete perdervi il meglio dell’esperienza offerta da questa riedizione del gioco Sucker Punch, vi consigliamo di acquistare le cuffie Pulse 3D al miglior prezzo disponibile.

Ghost of Tsushima: Director's Cut

Piattaforme: ps4, ps5
Ghost of Tsushima Director's Cut è a tutti gli effetti l'edizione definitiva di un gioco che ha saputo sorprendere tutti: grazie alla potenza della nuova console Sony, le magnifiche atmosfere raggiungono un nuovo lustro e la godibilità del prodotto migliora in modo importante. Inoltre, l'espansione ambientata nella nuova isola aumenta sia il computo totale delle ore, sia il grado di approfondimento della storia di Jin Sakai e di quell'angolo remoto che (ne siamo certi) i giocatori esploreranno con piacere da cima a fondo.

Pro

  • Una nuova storia che merita di essere approfondita
  • Il supporto al DualSense e all'audio 3D migliorano il livello di coinvolgimento

Contro

  • Upgrade a pagamento