10 curiosità su SEGA Dreamcast (2 di 10)
Il primo vero MMORPG su console
Con Phantasy Star Online, Dreamcast smise di essere solo una console e iniziò a comportarsi come un computer domestico travestito da sistema da salotto. Era il 2000, e SEGA proponeva un action RPG online persistente, con lobby condivise, chat testuale, cooperativa a quattro giocatori e un sistema di progressione che premiava la dedizione nel tempo. Chi collegava la tastiera ufficiale capiva immediatamente che stava vivendo qualcosa di anomalo per l’epoca: non una semplice modalità online, ma un mondo condiviso. PSO non era perfetto, non era mastodontico come i MMORPG su PC, ma era un ponte. Dimostrava che il pubblico console poteva abbracciare esperienze lunghe, connesse, strutturate attorno alla community. Molti anni dopo, quando il gioco online sarebbe diventato lo standard su Xbox e PlayStation, l’eco di quella scelta sarebbe tornato evidente. Dreamcast aveva intuito che il futuro del videogioco non era solo grafica e potenza, ma rete, identità digitale, continuità. Un’intuizione pagata a caro prezzo, ma che ha tracciato una direzione.