10 curiosità su SEGA Dreamcast (1 di 10)
Il modem integrato
La storia della SEGA Dreamcast è anche la storia di un’azienda che ha avuto ragione troppo presto. Nel 1999 inserire un modem di serie in una console domestica non era una feature: era una dichiarazione di intenti. SEGA non voleva semplicemente vendere un hardware potente; voleva cambiare il modo in cui le persone concepivano il videogioco, trasformandolo da esperienza chiusa e locale a spazio connesso, sociale, persistente. Il problema è che il mondo non era ancora pronto. Le connessioni erano lente, instabili, costose. Internet era percepito come territorio da PC, non da salotto. Eppure Dreamcast permetteva di navigare, inviare email, sfidare altri giocatori online quando molti utenti non avevano neppure una flat. Oggi diamo per scontato che una console senza online sia monca, ma nel ’99 era un salto nel vuoto. SEGA lo fece comunque, dimostrando una visione industriale che pochi le riconoscono. Il fallimento commerciale della macchina non cancella quell’intuizione: la amplifica. Perché Dreamcast non è stata solo una console, ma un’anticipazione. E quando anticipi troppo, spesso vieni punito dal mercato.