Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

Square Enix ci ha mostrato ampiamente il primo capitolo del suo remake in questi ultimi mesi, ma ancora tante incognite, tra cui alcuni elementi della storia e il numero di episodi, ci lasciano molto su cui riflettere

SPECIALE
A cura di Silvio Mazzitelli - 27 Dicembre 2019 - 12:04

Nell’ultimo articolo avevamo fatto un resoconto di tutte le informazioni trapelate su Final Fantasy VII Remake fino ad oggi. Prima del 3 marzo 2020 usciranno sicuramente ulteriori dettagli. Attualmente possiamo dire di aver visto e compreso gran parte delle meccaniche legate al gameplay: l’esplorazione e il combat system sono stati mostrati per bene negli ultimi mesi – e abbiamo potuto vedere una Midgar vitale e sfaccettata come non mai, oltre a diverse battaglie, anche con boss importanti, dall’inizio alla fine. C’è stato anche un accenno legato allo sviluppo dei personaggi e al nuovo sistema di evoluzione delle armi, aspetto inedito di questo remake.

Insomma, il gameplay lo abbiamo visto, la storia sappiamo che si concentrerà sulla parte ambientata a Midgar, cosa manca da sapere, ancora? In teoria niente, ma in pratica c’è un grosso alone di mistero che ci mette addosso un certo senso di inquietudine, ci sono dei dubbi che probabilmente saranno risolti solo quando metteremo mano alla versione finale, o addirittura alla conclusione di tutti i capitoli del remake.

Non toccate la storia!

I dubbi principali riguardano la storia e tutti quei vuoti da riempire per fare in modo che questo gioco duri molto più delle sole 7-8 ore che in origine si impiegavano per completare la parte di Midgar. Nei trailer abbiamo visto diversi momenti importanti: gli assalti ai reattori Mako, l’incontro tra Aeris e Cloud, l’attraversamento delle fogne, la presenza di Don Corneo, i Turks e molto altro. Questo ci conforta e ci fa capire che i pilastri della trama non dovrebbero essere stati toccati. Ma in aggiunta a ciò, abbiamo anche visto un nuovo Soldier, ancora senza nome, e degli spettri misteriosi che attaccano Cloud e Aeris. In entrambi i casi lo zampino di Nomura è evidente, sia nel character design del nuovo personaggio, molto più nello stile di un Kingdom Hearts, che nell’aggiunta di queste ombre rinominate dal direttore stesso “Guardiani del Fato”.

Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

La preoccupazione più grande è dunque quanto queste novità vadano a impattare sulla storia classica. Facciamo una precisazione: non siamo tra quelli che urlano allo scandalo se viene spostata una virgola, essendo un remake è giusto anche apportare qualche cambiamento e soprattutto ben vengano gli approfondimenti ai personaggi o alla lore che ai tempi non era stato possibile fare per motivi di tempo o di limiti tecnici. La cosa più importante però è mantenere lo spirito dell’opera originale, andando al massimo ad arricchire quanto è già stato fatto.

Per fare un esempio concreto: Vincent Valentine e Yuffie Kisaragi erano due personaggi opzionali nel titolo originale, che in realtà era difficile perdersi dato che li si incontrava nella campagna principale. Rispetto agli altri protagonisti avevano meno linee di dialogo proprio perché opzionali e le loro vicende personali erano sì trattate, ma non in maniera così approfondita. Soprattutto Vincent avrebbe avuto bisogno di un approfondimento maggiore, anche perché il suo passato era molto importante nella trama generale. Nel remake è già stato confermato che entrambi non saranno affatto opzionali e si aggiungeranno al team probabilmente nel secondo episodio, dato che entrambi li si incontrava dopo Midgar (a meno di qualche cambiamento inaspettato). Questo remake è un’ottima occasione per integrarli ancora meglio nella storia con anche qualche side-quest che sveli ulteriori retroscena su di loro.

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Detto questo, l’aspetto che ci preoccupa di più è la gestione del titolo da parte di Tetsuya Nomura, che ha avuto un ruolo molto importante già nella creazione del VII originale – e che poi si è occupato di tutto il progetto della compilation di Final Fantasy VII nei primi anni 2000, mettendosi alla regia di Advent Children e poi supervisionando gli altri progetti, ossia Dirge of Cerberus e Crisis Core, oltre a un paio di titoli per cellulari. Nomura non si è limitato solo al character design, ma ha comunque segnato delle linee guida da seguire nel loro sviluppo. Il risultato è stato molto altalenante, con storie dall’atmosfera e dallo spirito molto diversi dal titolo originale, quasi come se fossero gli episodi filler di un anime, utili solo ad allungare il brodo ma che non saranno mai visti come realmente canonici.

Certo, Crisis Core era un bel gioco ed era emozionante soprattutto nella parte finale, ma ricordiamo che le parti più belle sono proprio quelle che riprendono la storia originale. Vogliamo invece ricordare che uno dei personaggi principali di questo prequel era Gackt, noto cantante e attore giapponese, qui trasformato nel villain di turno dai modi teatrali e pieno di incomprensibili paturnie mentali che lo facevano sembrare la brutta copia di Sephiroth. Tutti gli eventi che coinvolgevano lui e i personaggi originali di Crisis Core con lo spirito di FFVII non c’entravano proprio nulla.

Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

Stesso dicasi per la storia di Dirge of Cerberus: aveva il merito di approfondire Vincent e far rivedere alcuni personaggi importanti come Cloud, Barret e Tifa, ma quanto narrato andava a cozzare con la storia originale. Advent Children, poi, era un grosso momento nostalgia con splendide scene d’azione, ma anche in questo caso si sentivano le grandi forzature alla trama attuate solo per mettere in scena i protagonisti tanto amati da milioni di fan.

Nomura è sicuramente un professionista importante all’interno di Square Enix, avendo creato comunque dei capolavori come Kingdom Hearts e The World Ends With You, ma la sua scrittura non è sempre stata impeccabile, come dimostra anche quanto successo con Kingdom Hearts 3. La nostra paura più grande è dunque quella che possa inserire dei riferimenti a questi progetti passati nel remake, facendo magari comparire Genesis Rhapsodos, il Geostigma o altri elementi che mal si inserirebbero nella storia originale.

Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

Il nuovo Soldier, per quanto l’aspetto stoni un po’ con quello dei personaggi classici, potrebbe anche essere una buona aggiunta, d’altronde nel titolo originale si è sempre parlato dei Soldier come di un’elite di soldati dalle capacità sovrumane per via dell’energia Mako, ma a parte Cloud (o meglio Zack) e Sephiroth, non ne vedremo altri, e anzi i Soldier di 3°,2° e 1° classe verranno inseriti come dei comuni nemici da affrontare nelle battaglie casuali. Dunque, se questo personaggio è stato creato per enfatizzare maggiormente le capacità superiori di questi super soldati, allora ben venga.

Sulle creature definite come Guardiani del Fato sappiamo invece ancora troppo poco. Che abbiano a che fare con l’antica razza dei Cetra? Oppure che siano delle emanazioni di Jenova legate a chi possiede cellule di quest’ultima? O che ancora c’entrino qualcosa con il Lifestream e il pianeta stesso (considerato un essere vivente nel mondo di FFVII). Queste creature sono la più grossa incognita, dato che rappresentano la novità più grande presentata finora per quanto riguarda la parte narrativa e bisognerà capire quanto diventeranno importanti nella storia complessiva.

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Nonostante queste preoccupazioni bisogna comunque tenere a mente che Yoshinori Kitase è il produttore del titolo e molti altri membri storici che lavorarono all’originale fanno parte del team di questo remake. Confidiamo dunque in una visione d’insieme che faccia in modo che la via seguita sia quella del rispetto per lo spirito originale del settimo capitolo. Square Enix ha già fatto diversi errori con titoli importanti nel recente passato, e sa che con Final Fantasy VII non può sbagliare; non ci resta che riporre ancora una volta la nostra fiducia in questo team storico.

Il numero dei capitoli e la progressione futura

Se le incognite sulla storia sono ancora diverse, dal lato del gameplay, come avevamo visto nell’articolo scorso, non ce ne sono poi molte. Il combat system, l’esplorazione e il sistema di progressione sono stati mostrati e sembrano realizzati piuttosto bene. La questione che resta in sospeso è più che altro quella di come si comporterà Square Enix quando arriverà il secondo capitolo, già in piena fase di sviluppo e che molto probabilmente sbarcherà nella next-gen.

Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

Iniziamo dall’ipotizzare quanti capitoli saranno in totale. Square Enix su questo importante dettaglio continua a tacere, ma dubitiamo che siano in alto mare: probabilmente hanno già deciso e stanno aspettando il momento più opportuno per rivelarlo, magari dopo l’eventuale successo del primo capitolo, così da attutire le già presenti polemiche sul fatto che la storia sia stata spezzettata. Azzardiamo dunque un pronostico: il primo capitolo coprirà solo Midgar; se andiamo a guardare la lunghezza del titolo originale vediamo che a grandi linee questa prima parte rappresentava all’incirca un 20% della trama complessiva, forse qualcosa meno.

Come la buona narrazione insegna, nei successivi episodi non si potrà arrivare fino a un punto poco importante per poi concluderli, ma servirà arrivare a una fase di svolta della trama (un po’ in cliffhanger, per capirci). Secondo noi il prossimo episodio arriverà fino alla fine del primo CD dei tre presenti nella versione per PSX. Evitiamo di dire cosa succede per sicurezza nei confronti dei lettori più giovani che magari non hanno mai avuto modo di giocare l’originale (fate mea culpa e andate subito a recuperarlo!), ma siamo sicuri che la maggior parte di voi avrà capito a quali eventi ci riferiamo.

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La terza parte dovrebbe essere quella conclusiva, perché il secondo CD era molto più corto del primo, a livello di trama, mentre il terzo era in pratica soltanto la battaglia finale. Al limite, si potrebbe pensare a quattro capitoli nel complesso, ma ci sembrano un po’ troppi e rischiano di annacquare l’esperienza negli anni. Con tre capitoli ci sarebbe ancor meno bisogno di aggiungere parti di trama inedite nei prossimi due episodi, dato che di carne al fuoco ce ne sarà tanta.

Altro grande dubbio sta anche nel capire come sarà gestita la world map tipica degli RPG di quell’epoca. Eliminarla sarebbe impensabile, data l’importanza anche solo a livello storico che questa ha avuto. La soluzione sarebbe trasformarla in una mappa aperta in stile open world, ma limitando la dispersività che caratterizza questi titoli in modo da dare sempre il giusto risalto alla storia. Non ci saranno altri luoghi enormi come Midgar, andando avanti, ma in compenso la varietà delle ambientazioni e delle situazioni aumenterà a dismisura e siamo tutti curiosi di sapere come adatteranno il mini-gioco strategico di Fort Condor o la visita al Gold Saucer. Resterà poi da vedere se decideranno di implementare l’intera mappa di gioco sin dal secondo capitolo oppure se si limiteranno solo alle aree interessate dalla storia.

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Altra questione importante sarà quella legata ai progressi dei personaggi. Non avrebbe senso ricominciare dal primo livello a ogni nuovo capitolo senza oggetti, armi e materia. Il problema è se, farmando, sarà possibile arrivare a livello 99 già in questo primo episodio. Probabilmente la soluzione ideale sarà qualcosa di simile a quanto visto in passato nella serie .Hack creata nei primi anni 2000 dai Cyberconnect2 (software house che all’inizio ha anche collaborato alla realizzazione di questo remake, prima che diventasse una questione degli studi interni).

.Hack, in ogni sua incarnazione, è sempre stato diviso in diversi episodi, proprio come sta accadendo a FFVII. La soluzione adottata era quella di mettere un level cap per capitolo, ad esempio fino al ventesimo nel primo, quaranta nel secondo e così via. Ovviamente, tutti gli oggetti erano importabili nel secondo, ma non esistevano equipaggiamenti o armi in grado di avvantaggiare enormemente il giocatore nel capitolo successivo, quando i mostri tornavano a essere pian piano troppo potenti per armi e livelli del precedente capitolo. Questa ci sembrerebbe essere la soluzione più pratica, data la divisione che avverrà

Final Fantasy VII Remake: i misteri ancora da svelare – Speciale

Ultimo elemento da scoprire è il numero di personaggi giocabili. Sappiamo che Cloud, Barret, Tifa e Aeris sono presenti e forse saranno gli unici a essere giocabili in questo primo capitolo. La grossa incognita è Red XIII, il fiero erede di Cosmo Canyon, che verrebbe sbloccato nella fase finale di Midgar, un momento un po’ troppo in là nella storia per introdurlo propriamente. Certo, gli eventi potrebbero cambiare in modo da integrarlo anche nella fase di gameplay. D’altronde è già stato comunicato da Nomura che qui il boss finale non sarà Motor Ball e la possibilità che la fuga finale venga prolungata sembra dunque alta.

Chissà che poi non possa comparire anche qualche personaggio che incontreremo successivamente, come Yuffie e Vincent, come detto anche prima, o magari anche Cid o Caith Sith. Le possibilità sono insomma tantissime. D’altronde anche Sephiroth è già stato confermato dai trailer, nonostante non dovesse vedersi fino a molto dopo Midgar, e chissà che non sia proprio lui a concludere con un’epica battaglia questo inizio del remake.

Final Fantasy VII Remake è un progetto incredibilmente ambizioso che tenta l’impresa di ricreare le emozioni che l’originale capolavoro di Square Enix aveva donato a tanti giocatori nel lontano 1997. L’impegno dimostrato nell’ultimo anno, tra trailer e gameplay, è innegabile: resta soltanto da capire se, nonostante le aggiunte e le variazioni alla storia, si possa riuscire a mantenere lo spirito che ha reso l’originale un capolavoro immortale. Appuntamento allora al 3 marzo per scoprire se l’impresa sarà stata compiuta.




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